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Placebo, Mika e New Order tra le canzoni di “Un bacio”. Il commento del regista

Ivan Cotroneo commenta in esclusiva per Rolling Stone la colonna sonora del film in uscita il 31 marzo. I temi trattati sono l'adolescenza, le prime volte e la ricerca della felicità. Ma anche il bullismo e l’omofobia

Lorenzo, Blu e Antonio hanno molte cose in comune: l’età – sedici anni –, frequentano la stessa classe nello stesso liceo in una piccola città del nord est, hanno ciascuno una famiglia che li ama, e tutti e tre, anche se per motivi differenti, finiscono col venire isolati dagli altri coetanei.

Un Bacio è un film sull’adolescenza, sulle prime volte e sulla ricerca della felicità. Ma anche sul bullismo e sull’omofobia. Sui modelli e sugli schemi che ci impediscono, e che impediscono soprattutto ai ragazzi, di essere felici, di trovare la strada della loro singola, particolare, personale felicità. Il regista Ivan Cotroneo ci ha raccontato cosa c’è dietro la colonna sonora del suo film al cinema dal 31 marzo.

La locandna di "Un bacio", il film di Ivan Cotroneo nelle sale dal 31 marzo

La locandna di “Un bacio”, il film di Ivan Cotroneo nelle sale dal 31 marzo

1. “Loud like Love” di Placebo 

Quando ho sentito questa canzone, stavo lavorando alla sceneggiatura del film con Monica Rametta. Ho capito subito che sarebbe stata nel film, per l’intro lunga e incalzante, il ritmo, la voce di Brian Molko. E ovviamente per il titolo e le parole. Intraducibile, Loud like love: A voce alta, come l’amore. Gridato come l’amore. Oppure, We are loud like love: noi siamo a volume massimo, sparati a palla, esplosivi e dirompenti come l’amore. Eccolo: il pezzo dei titoli di testa, quello che ti fa entrare nel film, e ti precipita nel mondo di Lorenzo, Blu e Antonio.

2. “Sweet Freeek” di The Brand New Heavies 

Un pezzo recentissimo, che però a me sembra un classico. Ballabile, ma con gusto, senza fretta. Moderno, ma con un occhio agli anni passati, come un ragazzo di oggi che si veste con le camicie fiorate anni settanta. Mi è sembrato molto adatto per l’ingresso di Lorenzo a scuola, in cui lui immagina di essere una popstar acclamata dagli altri studenti. Penso che – fuori dal film – sia il pezzo più odiato da Rimau/Lorenzo, che ha dovuto studiare e imparare e ripetere fino allo sfinimento la bella e difficile coreografia costruita per lui da Luca Tommassini. E poi ballarla sul set davanti a trecento persone. Coraggioso e bravo, Rimau.

3. “Memory takes my Hand” di Craig Armstrong 

Da sempre sono un appassionato delle composizioni di Craig Armstrong, delle sue colonne sonore, della sua capacità di essere moderno e classico insieme, delle sue canzoni, da This Love al tema del balcone di Romeo + Juliet. Con Ilaria Fraioli, la montatrice del film, cercavamo un pezzo breve, un’interpunzione, che accompagnasse la scena in cui Antonio è dibattuto fra l’amore per Blu e il ricordo del dolore per la morte del fratello. E nelle incisioni che Armstrong ha fatto con la BBC Orchestra abbiamo trovato questa perla. A me adesso sembra quasi pensata per il volto triste di Antonio che torna a casa e va a dormire nel letto del fratello che non c’è più.

4. “Bizarre Love Triangle” di New Order

È il primo brano musicale che Blu e Lorenzo scoprono tra i vecchi cd dei genitori di lei, nelle scatole del garage. Per me i New Order sono l’emblema degli anni ‘80, e questa canzone parla di un “bizzarro triangolo d’amore”, come quello che si forma nel film. Mi faceva piacere anche che nella mia memoria questo brano fosse legato a un regista che mi piace, che lo aveva già usato per i titoli di coda del suo film Splendor: Gregg Araki. E a parte tutti i riferimenti, quando faccio il deejay, questo è un pezzo che metto quasi sempre e sul quale è molto, molto difficile non ballare.

5. “Sunday Girl” di Blondie

Per me era praticamente impossibile non avere la voce di Deborah Harry nel film. È un po’ come la sorella maggiore di Blu, una donna straordinaria che ha segnato un’epoca, indipendente, vitale, intelligente. Un’icona. Una signora del rock. Un’artista. Qui è nella sua versione orecchiabile, da domenica mattina (ma il suo timbro dà l’idea di avere passato un sabato notte molto intenso). Ne ho parlato con Luca Tommassini, perché volevo che su questa musica Lorenzo e Blu facessero i pagliacci a scuola, studiando una routine di ballo da eseguire in mezzo agli altri, sfidando le occhiatacce e le critiche di tutti quelli del Gruppo. Luca ha congegnato per il film una coreografia in cui i due ragazzi si incontrano partendo da due diversi punti della scuola, come in una scena che mi piace molto di Le regole dell’attrazione di Roger Avary.

6. “Finding Beauty “ di Craig Armstrong 

È il secondo dei due pezzi di Craig Armstrong che si sentono nel film. Quasi una sinfonia, per celebrare il momento in cui i ragazzi diventano amici, una sinfonia epica per quel momento indimenticabile che lega Lorenzo, Blu e Antonio. Un pezzo del 2002 che per me è senza tempo, che avrebbe potuto accompagnare anche i miei anni del liceo, almeno nei momenti più belli. E che potrà raccontare anche i ragazzi del futuro, quando da adolescenti scopriranno la bellezza dell’amicizia e la sua magia.

7. “Dancing with Myself” di Generation X 

I tre protagonisti del film ballano veramente da soli, anche quando sono in tre, ballano per sfidare il resto del mondo. E la voce di Billy Idol li aiuta, li fa sentire forti. Almeno questo è l’effetto che questo pezzo ha anche su di me. Se non lo avete mai fatto, provate a chiudervi in stanza, a metterlo a palla e a lasciarvi andare. Chiudete prima bene a chiave la porta però. Sia che abbiate 15 anni, che 35, che 65. Quando ballate su questo pezzo, se pensate di essere da soli e non lo siete, potete diventare immediatamente ricattabili.

8. “Born this Way” di Lady Gaga

Come si commenta questo pezzo? È in un breve arco di tempo diventato un inno, per tutte le persone che si sono stufate di essere giudicate per quello che sono. Sono nato così, siamo nati così. Si balla nei locali, si canta alle manifestazioni, dà il nome a un blog in cui persone di tutto il mondo postano le loro foto da piccoli. Ho chiesto spesso ai ragazzi che venivano ai provini di improvvisare su questo brano. Non avevano nessuna difficoltà. Lo avevano ballato decine di volte e conoscevano tutte le parole. Luca Tommassini ha costruito su questo pezzo una coreografia/sfilata per quel momento liberatorio che un po’ tutti sognano, ragazzi e non: entrare in un negozio di abbigliamento vintage, provarsi qualsiasi cosa, uscire dopo molte risate senza comprare niente.

9. “Doves and Ravens” di Lamb 

I Lamb mi piacciono moltissimo, sono andato più volte a seguirli in concerto. Questa è una versione strumentale di un pezzo contenuto nel loro ultimo album, presente solo come bonus track in una edizione doppia pubblicata in Germania. L’ho sentito la prima volta insieme a Luca Bigazzi, il direttore della fotografia del film, nella sua casa di Milano. Era quasi sera, e il pezzo era talmente evocativo, che sembrava che le pareti della casa non esistessero più. Da lì a inserirlo nel film in una scena di sogno, è stato un momento.

10. “To the wonders” di STAG
Avevo già collaborato con gli Stag, li conoscevo e li apprezzavo molto. Ma per Un bacio Marco Guazzone e soci mi hanno sorpreso. Marco mi ha scritto una lettera in cui mi raccontava che dopo la lettura del racconto Un bacio aveva scritto una canzone. Allegava alla mail un mp3. L’ho scaricato, ho schiacciato play e mi è sembrato subito che fosse perfetta per il film. Mi piaceva molto usarla in una scena di dialogo, in cui la bella voce di Marco si unisse alle battute dei personaggi del film.

11. “Hurts” di Mika 

Mika è un artista che mi piace moltissimo, sia per la sua musica, sia per le posizioni che ha più volte preso su temi importanti. Quando ho sentito questo pezzo, contenuto in No place in heaven, mi è sembrato che fosse stato scritto e pensato per il film, per quello che dice sulle parole sulla terribile possibilità che hanno di ferire i cuori. Poco dopo ho conosciuto Mika per un’intervista, gli ho parlato del film, gli ho detto quello che pensavo del suo pezzo e di come sarebbe stato perfetto, secondo me. Mika ha voluto leggere la sceneggiatura e vedere il film. Poi mi ha detto di sì con entusiasmo, e io sono stato felice. Anche perché la nostra collaborazione non si è limitata a questo, ma è continuata per il remix dello stesso pezzo.

12. “Read all about it – Part III” di Emeli Sandé 

Questo pezzo è stato nella mia virtuale colonna sonora da sempre, per la forza evocativa della voce di Emeli Sande, e per il testo. La sua apertura: “You’ve got the words to change a nation But you’re biting your tongue”: Hai le parole per cambiare una nazione, ma ti mordi la lingua. Il pezzo racconta il film, racconta la paura che ci blocca, racconta le potenzialità inespresse di tutti, e anche di Antonio, Blu e Lorenzo. Sul pezzo è costruita un’intera sequenza del film, che ho girato tenendo presente e diffondendo anche sul set la canzone dagli altoparlanti mentre giravamo. Se avete tempo, ascoltate tutto il testo. “There’s no need to be afraid, I will sing with you my friend.” Non c’è niente di cui avere paura, canterò con te, amico mio.

13. “Hurts Remix” di Mika

Non ero a conoscenza dell’esistenza di questo remix uptempo. Me lo ha fatto sentire Mika, dopo che avevo già chiesto di avere la versione dell’album dello stesso brano. E insieme abbiamo deciso che anche questo remix sarebbe stato nel film. Ci ha dato anche lo spunto per lavorare insieme, e ho diretto il video di questo pezzo, un video in cui Mika ‘entra’ nella storia del film e aiuta Lorenzo, Blu e Antonio a reagire ai soprusi a cui sono sottoposti. Mika è un artista e un uomo molto generoso. È stato il primo spettatore esterno del film, e la sua fiducia e il suo entusiasmo hanno significato molto, per me.

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