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E se il futuro James Bond fosse gay?

Ben Whishaw, che interpreta l’esperto informatico Q in ‘No Time to Die’, lancia l’idea di uno 007 ‘omo’. E fa i nomi di due attori che potrebbero interpretarlo…

Daniel Craig con Naomi Harris e Ben Whishaw in ’No Time to Die’

Foto: Universal Pictures

Un futuro James Bond nero, donna… e se invece fosse gay? A lanciare l’idea, nel dibattito sulla saga “post Daniel Craig” (per l’ultima volta nei panni dell’agente segreto in No Time to Die, ora nelle sale), è Ben Whishaw, che interpreta il ruolo dell’esperto informatico del MI6 col nome in codice di Q.

«Provate a pensarci: sarebbe una cosa davvero straordinaria», ha detto l’attore inglese di Profumo e Paddington, che ha fatto coming out anni fa. «Dovremmo lavorare per creare un mondo in cui chiunque possa interpretare qualsiasi cosa, e dove non è importante la sessualità per ottenere una parte come quella di James Bond».

«Questo sì sarebbe un vero progresso», ha aggiunto. «Vedremo cosa succederà. Ma mi ha stupito vedere quanto il franchise sia cambiato negli ultimi anni, quindi tutto è possibile».

Whishaw, che ha vestito i panni di Q anche nei precedenti Skyfall e Spectre, ha anche fatto i nomi dei due attori che vedrebbe bene come 007 gay.

Sono Luke Evans, di recente su Prime Video accanto a Nicole Kidman nella serie Nine Perfect Strangers, e Jonathan Bailey, alias l’Anthony di Bridgerton. «Sarebbero i due volti perfetti», ha dichiarato il collega.

I produttori della saga di Bond hanno detto che inizieranno l’anno prossimo a pensare al “sostituto” di Craig: accetteranno questi suggerimenti?