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David Lynch compie 70 anni: cinque tappe fondamentali della sua carriera

Un genio del cinema ma anche un personaggio pop capace di prendersi in giro: celebriamo il compleanno del regista di "Twin Peaks" e "Mulholland Drive" ripercorrendo a ritroso la sua carriera

David Lynch, 70 anni - Foto via Favebook

David Lynch, 70 anni - Foto via Favebook

«L’opera d’arte deve bastare a se stessa. Quello che voglio dire è che sono stati scritti tantissimi capolavori della letteratura, gli autori sono ormai morti e sepolti e non puoi tirarli fuori dalla fossa. Hai il libro però, e un libro può farti sognare e riflettere». – David Lynch

Nel 2016, anno che si è aperto con la scomparsa nel giro di pochi giorni di David Bowie, Alan Rickman, Glenn Frey ed Ettore Scola, cominciare in questo modo un articolo dedicato a un regista settantenne alle prese con il proprio compleanno può sembrare di cattivo gusto. In realtà questa citazione serve soltanto a collocare David Lynch (e ovviamente le sue opere) nel posto giusto. Nato il 20 Gennaio 1946 nel Montana da una famiglia di origine finlandese, Lynch è diventato uno dei più influenti artisti del panorama contemporaneo: non solo regista, ma anche pittore, musicista e scrittore, capace nel tempo di compiere un percorso visionario e poetico inimitabile, in grado di rompere ogni schema e di raggiungere il successo planetario con stile onirico. È diventato anche un personaggio pop, estremamente ironico (vedi la partecipazione alla serie Louie di Louis C.K.) e con passioni abbastanza bizzarre (vedi il suo impegno nell’insegnare la meditazione trascendentale in giro per il mondo).

Per rendergli omaggio abbiamo deciso di percorrere a ritroso lo stradone della sua carriera segnalandovi cinque soste obbligatorie tutte firmate David Lynch.

1 Tappa “Inland Empire e Mulholland Drive” rispettivamente 2006 e 2001

Rispettivamente girati nel 2006 e nel 2001, questi film incarnano alla perfezione la volontà dell’autore di distruggere Hollywood dal proprio interno. Realtà e finzione, vita vera e recitazione si confondono tra i sogni dei protagonisti. Il tema della perdita dell’identità non era mai stato resto in maniera tanto inquietante.

2 Tappa “Una storia vera” 1999

In Una storia vera un uomo decide di affrontare un lungo viaggio a cavallo del suo tosaerba per andare a vedere il fratello colpito da infarto. Un road movie lento quanto il suo protagonista, apparentemente normale ma circondato da un clima d’orrore imminente.

3 Tappa “Velluto blu e I segreti di Twin Peaks” rispettivamente 1986 e 1990/91

I fantasmi nascosti dietro le impeccabili facciate delle villette della periferia americana. Sono questi i veri soggetti che Lynch decide di raccontare in un lungometraggio (Velluto blu) e in una serie tv (Twin Peaks) in cui l’apparenza idilliaca cela l’orrore più terrificante (un orecchio mozzato, il cadavere di una “ragazza modello”). Imperdibili.

4 Tappa “The Elephant Man” 1980

Ispirato alla vera storia di Jonathan Merrick, il film è il più emozionante della carriera di Lynch. Tutta la solitudine e la sofferenza che un diverso è costretto ad affrontare, viene trasmessa senza filtri allo spettatore. La fotografia in bianco e nero è tra le migliori della storia del cinema.

5 Tappa “Eraserhead – La mente che cancella” 1982

Dopo svariati cortometraggi visionari, nel 1977 Lynch esordisce in un lungometraggio la cui lavorazione durò più di sei anni. Un film iconico e diventato cult molto alla svelta anche grazie alla capigliatura del protagonista. Poetico e angoscioso allo stesso tempo.

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