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Da ‘Ti amo campionato’ al ‘Musichione’: Elio in tv

Prima c'era 'Mai Dire Gol', poi il porno con Rocco Siffredi. Ripercorriamo tutte le apparizioni sul piccolo schermo della band milanese

“Ti amo, ti amo campionato, perché non sei falsato”. Nell’immaginario collettivo, forse, è questa l’apparizione televisiva di Stefano Belisari, di Elio e le Storie Tese, più famosa. Alle spalle un backdrop digitale psichedelico, un microfono e una tastiera e quasi 9 minuti di accuse pre calciopoli alla Juventus, con l’ironia paradossale che contraddistingue questo gruppo di geni. Il momento sull’amore tra Montero e Neqrouz è forse il più alto in assoluto del pezzo, all’altezza del Romeo e Giulietta shakespeariano.

La prima volta che li vedemmo su un piccolo schermo tutti insieme, però, fu 25 anni fa: Chi ha incastrato Elio e le storie tese? fu il vhs sorprendente che li raccontava dietro le quinte. Una rarità, che ora, giuriamo, arriverà alle stelle tra le richieste dei collezionisti. A volte, qui, sembrano persino seri.

Cinque anni dopo, dal documentario passeranno al porno. In Rocco e le storie tese Siffredi li portò come attori – comparivano, situazionismo puro, nei momenti più impensati (sì, cara, l’ho visto solo per lavoro, ovvio – ndr) – in un’opera a luci rosse con colonna sonora di Rocco Tanica. Anche qui, vhs e piccolo schermo e rarità: il film andò malissimo, infatti. Ancora due anni, è il 1999, e ci deliziano. Chi scrive ha ancora negli occhi il terrore di Tamara Donà in Night Express: gli Elii suonano e alla fine di ogni canzone subiscono contestazioni dal pubblico in studio. A un certo punto, quando il più esagitato urla al leader che fa tanto l’anticonformista ma poi gira in Mercedes, Elio gli si scaglia contro. Pubblicità e ne parlano tutti i giornali. Ovviamente, era tutto preparato: il pubblico era del mitico Fave, il fanclub della band.

Pochi giorni dopo agli Mtv Europe Music Awards vincono come migliori artisti italiani. Salgono su “inaugurando” di fatto le performance visive nelle apparizioni festivaliere e affini (ricorderete quelle meravigliose de La terra dei cachi e La canzone monotona a Sanremo). Incarnano tutti gli stereotipi italiani: canottiera, fingono di non sapere neanche una parola di inglese, nella mimica hanno la gestualità tipica del menefreghismo della penisola che gli stranieri imitano spesso, volentieri e male. Alla fine Elio si produce, nel disinteresse degli altri componenti del gruppo, in una sceneggiata napoletana. Indimenticabile.

Difficile censire tutte le apparizioni in televisione, dal concerto di Mantova trasmesso su Jimmy fino allo spot della Cynar dove rivedono il Calindri-style con la musica che poi ritroveremo in Gargaroz, nel 2007. Di sicuro non possiamo non citare il Dopofestival del 2008: i loro medley, spesso con gli artisti in gara, spesso conditi con la loro comicità e dolce ferocia nei dialoghi con gli ospiti sono da storia della tv, i complimenti ma anche le polemiche, vere e finte, con Pippo Baudo (i più giovani si sono potuti godere solo il pur ottimo Tanica nella rassegna stampa ai tempi di Carlo Conti).

Nel 2009 Bonolis li fa fuori e loro vanno a cantare i testi di Sanremo prima del festival a Parla con me (l’inizio di una bellissima e lunga collaborazione, con molti successi “virali” come la hit Bunga Bunga, sulla musica di Waka Waka): momento clamoroso. E già che ci sono vanno pure alla puntata finale di X-Factor di cui poi, Elio, diverrà un’icona come giurato. Sempre di quell’anno è la storica partecipazione a Quelli che il calcio in cui come i Muse fecero per contestare il playback, si scambiano i ruoli (Christian Meyer alla voce, Faso alla batteria, Cesareo al basso, Elio al pianoforte e Rocco Tanica alla chitarra: niente di strano, sono tutti musicisti straordinari ed eclettici per genere e strumento).

Non compaiono, ma entrano comunque nell’immaginario televisivo con Boris. Nella serie, cantano loro la sigla Gli occhi del cuore e nel film saranno sui titoli di coda con Pensiero stupesce. Sempre e solo ospiti e guastatori? No, perché se si va negli archivi di RaiDue troviamo anche il mitico stracult Il musichione, una parodia metatestuale e geniale di vari format storici Rai, dal Musichiere a Portobello.

Insomma, anche con la tv quello di Elio e le storie tese è stato un Amore Amorissimo. E noi, anche davanti al piccolo schermo, ci sentiamo già orfani. O forse no, perché lì, li vedremo ancora. Magari separati, ma sempre esilaranti, geniali, spiazzanti.

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