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‘Contagion’ di Steven Soderbergh ha predetto il coronavirus?

Sui social sempre più persone stanno paragonando il film del 2011 alla situazione attuale

Jude Law in 'Contagion'

Avete presente Contagion? Il film di Steven Soderbergh con Matt Damon, Gwyneth Paltrow, Marion Cotillard e Jude Law descrive lo scoppio di un’epidemia mentre la comunità scientifica cerca di contenere un virus immaginario, chiamato MEV-1.

E sui social sono sempre di più le persone che stanno paragonando il lungometraggio del 2011 alla situazione attuale causata del coronavirus, sottolineando che molti elementi della trama rispecchiano ciò che ora sta accadendo nella realtà. Lo racconta, tra gli altri, anche NME.

Tra le cose in comune c’è la diffusione di informazioni false e il modo in cui questa aumenta la paura tra la gente: ve lo ricordate in Contagion il teorico del complotto Alan Krumwiede, interpretato da Jude Law? Ecco, così.

Il film mostra anche la reazione dei funzionari, che antepongono le preoccupazioni economiche al benessere pubblico, decidendo di mantenere la malattia segreta all’opinione pubblica. Una gestione simile a quella del governo cinese nelle fasi iniziali, si legge suo social. E anche nell’immaginario di Soderbergh il virus MEV-1 aveva origine in Cina, dove è stato anche identificato per la prima volta COVID-19.

NME riporta anche che nel 2011, dopo l’uscita di Contagion, uno scienziato di spicco, il dott. Ian Lipkin, professore di Epidemilogia alla Columbia University, aveva spiegato che la situazione descritta nel film poteva non essere così lontana da quello che avrebbe potuto accadere nella realtà.

“Gli scienziati sono stati accusati di aver reagito in modo eccessivo per la minaccia di epidemie di virus dopo l’influenza pandemica del 2009”, aveva dichiarato Lipkin.

“La Sars non ha progredito oltre alcune località, ma si verificheranno epidemie e pandemie e dobbiamo renderci conto dei reali rischi che affrontiamo. Più di tre quarti di tutte le malattie infettive emergenti hanno origine quando i microbi passano dalla fauna selvatica all’uomo. “La nostra vulnerabilità a tali malattie è stata accentuata dalla crescita dei viaggi internazionali e dalla globalizzazione della produzione alimentare. Inoltre, la deforestazione e l’urbanizzazione continuano a spostare la fauna selvatica, aumentando la probabilità che le creature selvatiche entrino in contatto con animali domestici e umani”.

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