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“Come fare soldi vendendo droga”, l’imperdibile docu-film nelle sale

Con le testimonianze di 50 Cent, Eminem, Susan Sarandon l'interessante pellicola di Matthew Cooke

"Come fare soldi vendendo droga", l'imperdibile docu-film nelle sale

"Come fare soldi vendendo droga", l'imperdibile docu-film nelle sale

Di Silvia Danielli

Pensate di sapere tutto su spaccio di droga e implicazioni varie negli Stati Uniti? Potrebbe non essere vero, se guardate Come fare soldi vendendo droga, l’interessante docu-film di Matthew Cooke, distribuito da QMI-Woovie Nights.

Lasciatevi coinvolgere dal video-game che vi porterà a diventare da piccoli spacciatori a capi assoluti di un cartello di droga. Naturalmente il tutto è una provocazione ma per riflettere su molti punti interessanti: perché se sei di colore e vivi in un quartiere povero e periferico hai molte ma molte più possibilità di essere preso e incarcerato di un giovane bene (e bianco) di Beverly Hills? Perché gli Stati Uniti sono il primo Paese consumatore al mondo di cocaina (secondo l’OMS)? Perché un politico in cerca di voti propone sempre una campagna dura sullo spaccio di droga?

Poco scontati e coinvolgenti gli interventi degli artisti. 50 Cent racconta della sua infanzia a dir poco difficile. Cresce, in un quartiere disagiato, il South Jamaica di New York, solo con la madre che muore quando lui ha otto anni e rimane con gli amici della stessa, ovviamente tutti dediti allo spaccio. 50 Cent, ovvero Curtis James Jackson III, capisce che a dodici anni può mantenersi da solo (e bene) vendendo qualsiasi sostanza. Difficile allontanarsi da quella strada già segnata ma il rapper ce l’ha fatta, nonostante le note nove pallottole in corpo ricevute nel 2000.

Anche la testimonianza di Eminem non è da meno. Racconta di come sia stato arduo, e all’epoca impensabile, riuscire a dire basta alla dipendenza. Ma un giorno anche lui c’è riuscito. Non sa che cosa sia scattato esattamente in lui ma l’immagine, che racconta, dei suoi figli che dormono nel letto pare avere avuto per lui un certo significato.

E poi spacciatori importanti e meno importanti, ex capi della D.E.A., persino Susan Sarandon e Arianna Huffington che sono tutt’altro che tenere con il Governo degli Stati Uniti, principale imputato del processo messo in atto dal docu-film di Cooke.

Ognuno avrà il suo momento clou del film, ma quando un ex capo della D.E.A. racconta di una violentissima irruzione errata (per sbagliata segnalazione) nella casa di una normale famigliola americana con due ragazzini dagli occhi terrorizzati, la commozione è più che lecita.

Il documentario di Matthew Cooke potrebbe ricordare l’entusiasmo per Bowling a Columbine di Michael Moore. Per vedere le prossime date e le sale dove verrà proiettato il film, consultare Woovie Nights.

 

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