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Code da guardare mentre siete in coda

Da '8 ½' a 'La La Land', le più belle scene di traffico sul grande schermo

La partenza intelligente non è proprio il vostro forte? Niente paura. Se avete pensato di scappare per un week end di relax al mare o in montagna e vi si siete ritrovati imbottigliati in autostrada non disperate, non siete certo gli unici. Il traffic jam è un classico del cinema. E soprattutto è una cosa che ci fa incavolare di brutto. Proviamo ad addolcirla un po’.

“La La Land” di Damien Chazelle (2016)

Il più recente ingorgo sul grande schermo è la spettacolare sequenza di apertura di La La Land, quella sul cavalcavia con le persone che iniziano a ballare e cantare. Perché sì, è vero che c’è la coda, ma non buttiamoci troppo giù: è comunque un bel giorno di sole (il brano s’intitola Another Day of Sun). Metti che il conducente davanti a voi scenda dalla macchina e cominci a gorgheggiare, dovete essere pronti a scatenarvi sul cofano della vostra auto.

“8 ½” di Federico Fellini (1963)

Forse uno degli opening cinematografici più belli di sempre: Fellini ci porta nell’incubo del regista in crisi Guido Anselmi (Marcello Mastroianni), bloccato in una galleria. All’improvviso l’abitacolo si riempie di fumo e lui cerca di uscire. Un prologo metaforico che mostra la battuta d’arresto nella sua carriera, le trappole creative e il soffocamento dell’industria. Insomma, sognare di essere fermi nel traffico non è mai un buon segno.

“Un giorno di ordinaria follia” di Joel Schumacher (1993)

Fellini è l’ispirazione di Joel Schumacher per l’inizio di Un giorno di ordinaria follia. Solo che al posto di Mastroianni c’è Michael Douglas (che non sogna ma è incazzato nero) e niente fumo dall’impianto di ventilazione: la molla che innesca la fuga è una fastidiosissima vespa. Morale: se avete caldo non abbassate il finestrino ma accendete l’aria condizionata.

“Week end” di Jean-Luc Godard (1967)

Una delle più celebri carrellate della storia del cinema è il lunghissimo ingorgo-tamponamento metaforico nel dissacrante ritratto della società borghese diretto da Godard. Una coppia parigina, sulla strada per raggiungere i genitori di lei in campagna, incappa in una colonna senza fine di automobili. In questo memorabile piano sequenza si vede di tutto: gente che gioca a palla dai tettucci della macchina, animali di ogni genere, mezzi capovolti, cadaveri sull’asfalto.

“L’esercito delle 12 scimmie” di Terry Gilliam (1995)

Da Week end in poi sono diverse le scene di code stradali che coinvolgono animali. Qui Bruce Willis e Madeline Stowe sono bloccati in un taxi sulla via per l’aeroporto. Il motivo? Un incidente causato da giraffe, elefanti e leoni. C’è una zebra che ha saltato il guard rail di fianco a voi? Iniziate a preoccuparvi.

“Impiegati… male!” di Mike Judge (1999)

Alzi la mano chi non cerca di spostarsi nella corsia che si sta muovendo. Corsia che puntualmente si blocca qualche secondo dopo, mentre quella dove eravamo fermi inizia a scorrere che è un piacere. Peter Gibbons (Ron Livingston) nel cult comico di fine anni ’90 è tutti noi. Menzione speciale per il vecchietto che lo supera con il supporto per camminare.

“Deep Impact” di Mimi Leder (1998)

L’ingorgo stradale piace molto ai registi di disaster movie. Se vedete uno tsunami o un’astronave in assetto da battaglia all’orizzonte scendete dall’auto e correte.

“Una settimana da Dio” di Tom Shadyac (2003)

State cercando un modo per evitare il traffico? Jim Carrey l’ha trovato: diventate onnipotenti per una settimana e potrete farvi spazio tra le macchine incolonnate stile Mosè che separa il Mar Rosso. Probabilmente è l’unica soluzione salta-coda che funzioni davvero.

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