"Cinquanta sfumature di nero": le quattro regole d'amore di Christian Grey | Rolling Stone Italia
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“Cinquanta sfumature di nero”: le quattro regole d’amore di Christian Grey

L'abbiamo finalmente capito, "Cinquanta sfumature di nero" vorrebbe essere un inno alle donne libere, ma è pura misoginia for dummies. Eccovi quindi le quattro regole d'oro del miliardario finto sadico

Cinquanta sfumature di nero è un soft porn senza porno. È un harmony senza quelle pagine caldissime in cui la scrittrice di turno ti regalava aulici amplessi tipo “Lottai debolmente nel sentirmi schiacciare, con lui che mi martellava con colpi solidi, inesorabili fin dentro il mio ventre”. Colpi. Solidi. Mica come gli schiaffetti che Dakota Johnson accoglie giustamente come carezze. “Mi spinse con forza oltre il dolore, fino alla sensazione pura, sull’orlo della resa”. O un geniale “sento, sento… il fucile”. La stanza rossa di Grey è un asilo d’infanzia, in confronto. Per non parlare del sultano di Prigioniera d’amore, un criminale di guerra pre Isis che prese nel deserto la sua amante sequestrata dopo giorni di scarsa igiene personale e disidratazione, per poi chiuderla nel suo ricco palazzo obbligandola a girare senza slip per la lussuosa magione. In confronto i contratti del miliardario 27enne sono la sigla dei Puffi. Peraltro il nostro eroe in questo secondo capitolo si rammollisce del tutto e dopo averci fatto attendere un sesso violentissimo e crudele senza mai consumarlo (né lui, né noi), potrebbe accusare di violenza mentale la protagonista con meno carica erotica del cinema sexy (aridatece la Fenech, qui la Johnson è surclassata pure da una Kim Basinger 64enne così rifatta che ormai assomiglia a Mickey Rourke) e che ci fa rimpiangere la Maggie Gyllenhall di Secretary. Il povero Christian quando azzarda qualcosa in più, traumatizzato dalla sua amata passivoaggressiva, chiede pure scusa, si pente, si inginocchia chiedendo perdono e infine si dedica alla posizione del missionario con l’entusiasmo di Caterina Balivo quando vede Diletta Leotta a Sanremo.

Ora, però, dobbiamo spiegarci il perché di un esordio clamoroso al botteghino italiano di questa autoparodia involontaria. Sì, le 700 copie aiutano, ma c’è qualcosa dietro.

E noi l’abbiamo capito. Al di là della messa in scena da romanzo di quart’ordine, senza averne la dignità, che mescola Sparks e Grandes prendendone le parti sbagliate, al di là di due protagonisti che non ti ecciterebbero neanche consumando amplessi acrobatici diretti da Rocco Siffredi, al di là di una regia così imbarazzante da rischiare di farti dimenticare quanto sia ridicola la sceneggiatura.

L’abbiamo capito, sì. Cinquanta sfumature di nero vogliono vederlo le donne, che pensano di trovarvi fantasie inenarrabili, ma aiuta gli uomini. Vorrebbe essere un inno alle donne libere, ma è la misoginia for dummies. E Christian Grey ci dice che la tua fidanzata, amante, sottomessa, puoi ingannarla come vuoi. Basta buttarla in caciara al momento giusto, con lo sguardo da cerbiatto ferito. Teorema di Ferradini sbagliava su tutto, tenetevi forte.

Sii sempre presente, risolvile i guai

Ora, è evidente che avete un problema maschietti. Se non siete miliardari, è difficile seguire queste regole. Ma pure voi, mica potete averle tutte facili. Lei non vi vuole più? Comprate delle rose. Questo ve lo potete permettere. Lei non molla? Invitatela a cena. E pure qui, non siate tirchi, ce la fate. Il suo migliore amico che da anni prova a possederla fortissimo e per riuscirci fa una mostra con sei ritratti fotografici di lei extralarge, di rara bruttezza? Li comprate tutti e lo giustificate con una frase improbabile tipo “non voglio che gli altri vi guardino”. Roba che Laura Boldrini vi denuncerebbe (giustamente), ma pare che funzioni. Ok, il conto in banca è prosciugato, ma voi eroi non datevi per vinti. A quel punto sta per cedere. Compratevi la società in cui lavora. È matematico, farà finta di lamentarsi, ma sarà vostra. Elementare, Dakota (Johnson). Altro che “stai sicuro che ti lascerà”.

Dosa bene amore e crudeltà

Allora, una buona notizia. Questi consigli sono a costo e chilometro zero. Per conquistarla bastano due ingredienti. Amore per lei e crudeltà da autoinfliggervi. Avete fondato una saga letteraria e cinematografica sul fatto che siete dei sadici metodici con giochi erotici come la vergine di Norimberga modello sexy shop? Dilettanti. Dovete essere più sdolcinati di un biglietto dei baci Perugina di Moccia e soffrire. Voi, non lei. Ma soprattutto enfatizzare i vostri traumi, le vostre sofferenze passate di cui lei non sa nulla, specialmente se i testimoni sono morti o inattendibili. Porre limiti irrazionali, tipo “non toccarmi qui”, “di questo non parlo”, “mia madre si faceva di crack”, “ho il ginocchio che fa contatto col gomito” – le solite cose, insomma – e non dire nulla di quelle bruciature da sigaretta che avete sul torace, che ovviamente vi siete fatti stamattina davanti allo specchio. Quando farete una fesseria tipo far inginocchiare una vostra ex e accarezzarla come fosse un barboncino, davanti a lei, e lei vorrà comprensibilmente lasciarvi, voi vi giocate il jolly. Tadà! Puoi toccarmi amore! Ti ricordi quando ti ho fatto la “mappa di tutte le mie ustioni, la potrei disegnare” con il rossetto? Vai, pastrucchiami il petto! Mentre lo fai io produco qualche smorfia di dolore modello “per te questo ed altro, salvami crocerossina mia”, lei piange di gioia per quel muro di Berlino crollato e vivrete felici e contenti! Chissenefrega dell’ex più sexy di lei pure spettinata e struccata e con manie omicide suicide con cui siete rimasti da soli, per di più a casa di lei. Pazienza se era in ginocchio davanti a voi pronta a qualsiasi cosa! Lei può toccarvi il petto, l’altra solo limonare duro con voi e magari fare all’amore per ore con voi! Ma il petto è solo suo! Evvai!

Non esistono leggi d’amore

Seee, magari. E la psicologia inversa dove la metti? Lei non vuole il sesso selvaggio? Voi siate un “tenero amante”. Fate dell’ottimo sesso orale – questa regola è aurea, lo sanno tutti – poi siate dolci e delicati come lei pretendeva quando la legavate con nodi scorsoi da pirata contrabbandiere. Di sicuro lei a quel punto vorrà che usiate uno di quei marchingegni progettati cervelloticamente dallo stesso ingegnere del Mose. Uno di quelli che fa paura persino a voi. Anzi sarà delusa, perché dopo tutta quella pubblicità alle vostre perversioni voi tirerete fuori una pinza per capezzoli (che le metterete sull’indice, bah), due biglie con cui giocavate in spiaggia e una pertica portatile con cui la girerete come uno spiedino. Ma va bene così, a un certo punto sarà lei a diventare più aggressiva di Suarez del Barcellona, chiedete alla Basinger. E in fondo che lei voglia fare l’uomo, parliamo di Dakota Johnson, l’avete capito nel primo capitolo, quando si schiariva senza depilarsi i peli su gambe e braccia (mentre voi vi siete fatti la depilazione definitiva, tanto siete miliardari) e in questo secondo capitolo dove si sta facendo crescere i baffi perché il look Tom Selleck ha il suo fascino.

Parla da uomo ferito

Letteralmente però. C’è una decisione importante da prendere e volete convincerla (non vi diciamo quale, abbiamo già fatto troppi spoiler)? Lei, giustamente, è perplessa e si macera nel dubbio, perché diciamocelo chiaramente, siete psicopatici se fino a questo momento avete seguito “il metodo Christian Grey”. Bene, simulate un incidente mortale con un elicottero. Come? Costa troppo? Se siete arrivati fin qui, ormai il vostro debito con le banche è più alto di quello pubblico del nostro paese, quindi non rompete le scatole. Fate in modo che tutti i telegiornali ne parlino, fatevi credere morti, indottrinate vostra madre – che giustamente vi vuole accasato perché uno così disturbato pure se ricchissimo chi se lo prende, che poi il ragazzo ti cresce come Lapo Elkann. Schiantatevi contro una montagna morbida che permette ai soccorsi di arrivare abbastanza tardi da far riunire tutti i vostri amici, parenti, il CDA della vostra holding, le vostre guardie del corpo (che vi seguono pure in bagno ma in gita in elicottero no, avranno il mal d’aria) con lei nel vostro salotto. Poi pagate stampa e curiosi e ambulanza per non avvertire del vostro ritrovamento incolumi e fate il sorpresone uscendo dall’ascensore che ovviamente dà direttamente in casa vostra. Giacchetta sporca, ciuffo leggermente spettinato, zoppia appena accennata. Scena madre, con battuta alla Bruce Willis degli anni ’80 (ecco, magari non hippy ya ye pezzo di merda, sceglietene un’altra). Lei cederà, dirà sì a qualsiasi cosa. E pure noi, se ci liberate da Cinquanta sfumature di noia.