Home Cinema News Cinema

Cinema e teatri, verso la riapertura il 27 marzo in zona gialla

L'annuncio su Twitter di Franceschini: i tecnici hanno dato il via libera al protocollo presentato dal Ministro della Cultura, fissando però una serie di paletti. E servirà una nuova valutazione 15 giorni prima

Foto: Felix Mooneeram/Unsplash


«Il confronto con il Cts e le integrazioni ai protocolli di sicurezza potranno consentire, in zona gialla, la riapertura dei teatri e cinema dal 27 marzo, Giornata mondiale del teatro, e l’accesso ai musei su prenotazione anche nel weekend». Lo ha scritto il Ministro della Cultura Dario Franceschini su Twitter.



Mercoledì il Comitato tecnico scientifico aveva accolto l’impianto di massima del protocollo presentato da Franceschini, confermando la prospettiva della riapertura a fine marzo, ma sottolineando anche che servirà un nuovo punto sulla situazione epidemiologica due settimane prima. Il primo dpcm di Draghi dovrebbe comunque porre una serie di precauzioni: l’apertura sarà possibile solo nelle regioni in zona gialla e con tutta probabilità non oltre le 22. Si parla anche di capienza massima (pare il 25% dei posti teorici, con un massimo di 200 posti al chiuso e 400 all’aperto, meno rispetto all’estate scorsa), distanza interpersonale (di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano conviventi), biglietti nominativi e prenotati online (per il tracciamento), obbligo di indossare mascherine Ffp2 per tutta la durata dello spettacolo (almeno per gli addetti ai lavori, è possibile che per gli spettatori vengano permesse le chirurgiche), sanificazione alla fine di ogni show, divieto di consumare cibi e bevande in sala. La riapertura infatti riguarda cinema, teatri e sale da concerti a condizione che «siano sottscritti nuovi protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento, approvati dal Ministero dei beni e delle attività culturali e validati dal Comitato tecnico-scientifico, che indichino anche il numero massimo di spettatori per spettacoli all’aperto e di spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala», si legge nella bozza.

La notizia arriva in contemporanea con i nuovi cambi di colori delle Regioni: da lunedì Piemonte, Lombardia e Marche diventeranno arancioni, mentre Basilicata e Molise rosse. Quella del 27 marzo, che coincide con la Giornata mondiale del teatro istituita nel 1962 e celebrata ogni anno, è una data-simbolo: la riapertura potrebbe però essere condizionata da terza ondata del virus, con l’Rt nazionale che si avvia a superare l’1, come annunciato dal ministro della Salute Roberto Speranza, e la minaccia continua delle nuove varianti.

Restano chiuse le sale giochi, i centri culturali, sociali e ricreativi, le discoteche e le sale da ballo. Sempre in zona gialla i musei, che sono già visitabili dal lunedì al venerdì con ingressi contingentati, resteranno aperti anche nel week end, «a condizione che l’ingresso sia prenotato online o telefonicamente con almeno un giorno di anticipo».

Nel frattempo l’Atip, associazione Teatri Italiani Privati, ha scritto a Franceschini, parlando dell’impossibilità di ipotizzare una riapertura delle sale nei prossimi 30 giorni senza la certezza di un sostegno economico e operativo.