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Chi è Chris Rock, il presentatore degli Oscar

È uno dei nomi più di spicco dello stand-up in America, e ci si aspetta molto da lui sulla questione #OscarSoWhite

Nel libro di Judd Apatow Sick in the head, una raccolta di interviste a comici fatte dal regista, l’introduzione all’intervista a Chris Rock finisce così: «Quando ho ricominciato a fare stand-up nel 2014, ho passato quattro mesi al Comedy Cellar di New York, aspettando il mio turno sul palco e guardando gli altri comici. Ho visto performance incredibili e nuove voci ispiranti. Ma sono andato via di lì pensando: Chris Rock non è solo il miglior comico del mondo, ma è anche decisamente meglio di chiunque altro. Punto.» Arrivati verso la fine del libro capirete che definire Apatow un entusiasta è riduttivo, ma quello che dice di Rock è abbastanza vero, e lo confermano svariati poll e, beh, il suo lavoro.

Chris Rock è nato nel 1965 e dai primi anni ’80 fa stand-up. All’inizio dello speciale HBO Bring the Noise, Rock elenca i comici che lo hanno ispirato: Bill Cosby (a seguito delle accuse di violenza sessuale, Rock dirà di lui «È tutto molto triste. Non lo difenderò ma non lo attaccherò nemmeno. Dobbiamo ancora aspettare, non è stato dichiarato colpevole, ma è comunque una situazione triste.»), Dick Gregory (comico afroamericano e attivista, la cui carriera è decollata grazie a Hugh Hefner), Geraldine (personaggio interpretato dal comico Flip Wilson, una donna nera del sud definizione del termine americano “sassy”), Richard Pryor (il Re dei comici afroamericani insieme a Eddie Murphy), Eddie Murphy (eccolo), Steve Martin (qui più noto come attore, ma è stato principalmente uno stand-up comedian fino al 1981, anno in cui ha deciso bruscamente di smettere), Pigmeat Markham (comico afroamericano nato nel 1904, noto anche per le sue canzoni comiche) e Woody Allen (non per Manhattan, ma per roba come questa qui).

Tra tutti questi comici elencati quello che ha direttamente un’influenza sulla sua carriera è Murphy, che lo fa recitare per la prima volta in Beverly Hills Cop 2. Nel 1990 entra nel cast del Saturday Night Live, quando c’era anche Adam Sandler, ma lascerà il programma dopo soli tre anni. Da lì inizia il suo periodo d’oro con gli stand-up – Bring the Pain e Bigger & Blacker assolutamente da vedere. Iniziano anche gli ingaggi da Hollywood – niente film da Oscar, Mai Dire Ninja, Jay & Silent Bob Fermate Hollywood, Dogma, cose così.

Dal 1997 al 2000 avrà il suo talk show, The Chris Rock Show, che ha tra gli autori Louis CK, prima dell’hype. Lo stile di Rock si basa molto sulle battute legate alla razza e al trattamento che i neri hanno in America, un tema che esce anche ora in un piccolo episodio dentro l’intervista che Jerry Seinfeld gli fa per il suo programma Comedians in Car Getting Coffee.

Tra i suoi “protetti” ci sono i comici Hannibal Buress (Broad City, un suo spettacolo è visibile su Netflix), Kevin Hart (anche lui su Netflix) e Amy Schumer, per cui ha diretto l’ultimo speciale di HBO.

Nel 2005 presenta per la prima volta gli Oscar. È l’anno di Ray e di Million Dollar Baby, e il monologo di apertura inizia con l’annuncio sorpreso di quattro nomination ad attori di colore – quattro volte tante le candidature del 2016. Quello di quest’anno dovrà per forza di cose avere a che fare con il boicottaggio degli Oscar #Oscarsowhite. O almeno questo ci aspettiamo da un comico che ha sempre affrontato i problemi degli afroamericani apertamente in tutti i suoi spettacoli. Ma questo lo scopriremo tra poche ore.

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