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Charlize Theron: «Non sentitevi in colpa di essere mamme»

Come affrontare il tabù della depressione post parto con ironia. In 'Tully' l'attrice da voce - e corpo - a milioni di donne in difficoltà

In Tully, Charlize Theron è Marlo, una mamma che dopo la terza gravidanza è disperatamente in cerca di aiuto. Tully, interpretata dalla bravissima Mackenzie Davis (Halt and Catch Fire, Blade Runner 2049), è l’angelo babysitter che aiuta Marlo a occuparsi del nuovo figlio durante la notte, dandole un break da allattamento, pannolini, solitudine e pianti inconsolabili. La sceneggiatura del film è di Diablo Cody ed è diretto da Jason Reitman, alla loro terza collaborazione dopo Juno e Young Adult.

Madre di due bambini, Charlize Theron ha accettato il ruolo dopo l’adozione della seconda figlia, August. «Stavo uscendo dal tunnel della maternità», dice. «August aveva compiuto sei mesi, cominciava a dormire da sola, e non aveva bisogno di me ogni due ore. Mi sentivo rinata, ma appena ho iniziato a leggere la sceneggiatura mi sono resa conto che tutto quello descritto nelle pagine era molto simile alla mia esperienza. Ho adottato i miei figli, e molte persone mi hanno criticato perché li ho allattati con latte artificiale. Io però mi sento una madre come le altre, e vorrei che noi donne fossimo unite su questo argomento. Ecco perché volevo far parte del film, ci sono argomenti su cui è possibile una conversazione seria, tra cui la depressione post parto». Reitman è stato contattato da Diablo Cody che, raccontandogli la storia, lo ha convinto a dirigere il film. «Voleva scrivere la storia di una donna che dopo la nascita del terzo figlio soffre di depressione, e viene “salvata” da una ragazza energica e molto paziente. In realtà è come vedere due film in uno: solo alla fine capisci molti dei misteri disseminati durante la storia».

Charlize è ingrassata più di 20 chili per cercare di capire lo stato d’animo di Marlo. «La quantità di zuccheri che ho ingerito per ingrassare mi ha reso spossata e senza energia. Verso la fine del film ho iniziato a sentirmi depressa. Alla fine ero completamente senza forze, un’altra persona. Poi ho iniziato a fare palestra per perdere peso e ho capito che questo processo difficilissimo viene vissuto da milioni di donne ogni giorno. Per molte di noi è difficile tornare com’eravamo prima di partorire, soprattutto quando vedi le star sui social media che proclamano quanto sia facile tornare al peso forma. Io ci ho messo quasi due anni, è stata la prova più dura che il mio fisico abbia mai dovuto affrontare. Non sono mai stata incinta, ma ho amiche che hanno sofferto di depressione durante il primo anno dopo il parto. È ancora un tabù, difficile da affrontare con i propri partner forse perché ci sentiamo in colpa per non essere delle super mamme. Spero di aprire un dialogo per aiutare chi vive situazioni simili».

Reitman è stato criticato dai media per aver trattato la depressione in modo superficiale. «Diablo ha scritto un film basato sulla propria esperienza. Non è un documentario. È un film sulle relazioni personali, ma soprattutto su quella che viviamo tutti i giorni con noi stessi dopo l’arrivo di un figlio. Posso solo dire che molte critiche sono inutili e forse fatte da gente che ha solo visto il trailer.

Non è un film che vuole dare soluzioni, soprattutto sulla salute mentale. Nessuno di noi è medico, non vogliamo dare consigli su come trattare la depressione, come Juno non voleva risolvere il problema dell’aborto o avere soluzioni per prevenire la gravidanza dei teenager». Il film a cui si è ispirato per Tully? «Arizona Junior dei fratelli Coen, che ha quella mamma imbattibile interpretata da Holly Hunter. Insuperabile!».

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