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Caso Asia Argento, parla Jimmy Bennett

"Non ho parlato prima perché mi vergognavo e avevo paura di essere coinvolto nel circo mediatico".

Photo by Andreas Rentz/Getty Images

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Jimmy Bennett ha rilasciato la sua prima dichiarazione pubblica da quando è apparsa la notizia che l’attrice Asia Argento avrebbe accettato di pagargli 380mila dollari per risolvere un’accusa di abusi sessuali.

Bennett ha detto che aveva cercato di risolvere la questione in privato e non aveva parlato prima, “perché mi vergognavo e avevo paura di essere coinvolto nel circo mediatico”.

“All’epoca, credevo che nella nostra società ci fosse ancora uno stigma sugli uomini che si ritrovano in quella situazione”, ha detto. “Non pensavo che la gente avrebbe capito quello che è successo visto dagli occhi di un teen ager”.

Argento è stata una delle prime accusatrici di Harvey Weinstein a farsi avanti nell’ottobre 2017. Bennett ha detto che quando l’attrice ha raccontato di esserne stata vittima, ha suscitato ricordi della sua stessa esperienza nel 2013.

Secondo il primo articolo del New York Times, Argento avrebbe fatto sesso con Bennett quando lui aveva 17 anni in una stanza d’albergo a Marina del Rey, in California. Argento ha negato le accuse e ha detto che farà tutto il necessario per difendersi.

Bennett ha detto che gli piacerebbe “andare oltre questo evento nella mia vita”, aggiungendo: “oggi scelgo di andare avanti, ma non più in silenzio”.

Argento ha diretto Bennett e interpretato sua madre nel film del 2004 Ingannevole è il cuore più di ogni cosa quando lui aveva 7 anni.

Ecco la dichiarazione completa dell’attore:

Molte donne e uomini coraggiosi hanno parlato delle proprie esperienze durante il movimento #metoo e apprezzo il coraggio che ognuno di loro ha avuto per prendere una posizione del genere. Inizialmente non ho parlato della mia storia perché ho scelto di gestirla in privato con la persona che mi ha fatto del male. Il mio trauma è ricomparso quando lei stessa si è dichiarata vittima. Non ho fatto una dichiarazione pubblica nei nelle ore e nei giorni passati perché mi vergognavo e avevo paura di essere coinvolto nel circo mediatico. Ero minorenne quando si è verificato l’evento, e ho tentato di cercare giustizia in un modo che per me aveva senso in quel momento perché non ero pronto ad affrontare le ramificazioni della mia storia che diventava pubblica. All’epoca, credevo che nella nostra società ci fosse ancora uno stigma sugli uomini che si ritrovano in quella situazione. Non pensavo che la gente avrebbe capito quello che è successo visto dagli occhi di un teen ager. Ho dovuto superare molte avversità nella mia vita, e questo è un altra con cui mi confronterò, nel tempo. Vorrei andare oltre questo evento nella mia vita, e oggi scelgo di andare avanti, ma non più in silenzio.

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