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Buon compleanno Woody Allen. I sogni e i delitti di uno splendido ottantenne

O lo si odia o lo si ama, l’indifferenza non è possibile. Proprio per questo abbiamo deciso di non scegliere banalmente i suoi film migliori per celebrarlo

Diane Keaton e Woody Allen in una scena di "Io e Annie" del 1977

Diane Keaton e Woody Allen in una scena di "Io e Annie" del 1977

Puntuale come il canone Rai, da trentatré anni a questa parte non è trascorso anno senza un film di Woody Allen. Il 2015 non fa eccezione, perché dopo aver attraversato la passerella di Cannes, il regista newyorkese arriva nelle sale il 16 dicembre prossimo con Irrational Man, interpretato da un sempre più in forma Joaquin Phoenix e da una Emma Stone bellissima. Cosa c’è di strano? Be’, che il regista in questione spegne oggi ottanta candeline e non sembra per nulla intenzionato a smettere.

Con una vita privata degna del peggior episodio di Beautiful, il caro vecchio Woody è stato capace di lasciare il segno negli ultimi sei decenni con film del calibro di Manhattan, Crimini e misfatti, Prendi i soldi e scappa e Zelig. Un caratterista televisivo poi passato al cinema, che ha diviso il pubblico come pochi altri. Allen o lo si odia o lo si ama, l’indifferenza non è possibile. C’è chi lo venera come un maestro di vita e chi invece non sopporta assolutamente la sua ironia sarcastica e un po’ snob.

Se un mio film riesce a far sentire infelice una persona
in più, allora sento di aver fatto il mio lavoro

Proprio per questo abbiamo deciso di non scegliere banalmente i suoi 10 film migliori, ma (parafrasando un suo famoso film) di selezionare i suoi 5 più riusciti (i sogni) e, a specchio, i suoi 5 peggiori (i delitti). Sapendo che sarà impossibile accontentare tutti, anzi volendo volontariamente rendere infelici coloro che vedranno il proprio preferito fuori dalla lista. Perché come diceva Woody Allen: «Se un mio film riesce a far sentire infelice una persona in più, allora sento di aver fatto il mio lavoro».

SOGNI

1. “Io & Annie” (1977)

Il sindacato degli autori USA lo ha appena eletto il film con la migliore sceneggiatura della storia. Esagerati? Resta comunque una delle più belle commedie in assoluto, con un finale da brividi.

2. “Manhattan” (1979)

Un omaggio sentitissimo alla città che non dorme mai da uno dei suoi più illustri cittadini. L’incipit in bianco e nero sulle note della Rhapsody in Blue di George Gershwin è l’esempio più alto del cinema di Allen.

3. “Crimini e misfatti” (1989)

Storie di uomini alle prese con problemi sentimentali e quotidiani. Nulla di più normale, eppure nulla di più straordinario nelle mani di Woody Allen (qui anche davanti alla macchina da presa). Vista la profondità con cui vengono analizzati i rapporti, un film psicanalitico.

4. “Harry a pezzi” (1997)

In un momento di blocco creativo, il regista decide di tornare alla sua New York e dare alla luce un film che parli di sé stesso. Una sorta di terapia d’urto capace di risollevare un’intera carriera. Con una sceneggiatura deliziosa (nominata agli Oscar).

5. “Blue Jasmine” (2013)

La dimostrazione che il tocco di Woody Allen non è affatto scomparso. Anzi, qui una straordinaria Cate Blanchett impersonifica l’ex gloriosa società americana, ora in bancarotta.

DELITTI

1. “To Rome With Love” (2012)

Peggior esempio di “cineturismo” targato Woody Allen, che con il nuovo millennio ha deciso di girare l’Europa e di dedicare dei film alle città che ama di più. Ovviamente tra queste c’era anche Roma. La sagra della banalità, tutta pizza e belle femmine.

2. “Melinda e Melinda” (2004)

Il trentacinquesimo film di Allen è una noiosa rielaborazione dei temi cari al regista. Nemmeno l’idea originale di uno sdoppiamento delle vicende (una specie di Sliding Doors) si può risollevare da un cast sbagliato.

3. “Settembre” (1987)

Infelicità cronica. Queste due parole riassumono uno dei primi e non riusciti tentativi del regista di darsi al dramma. Sentimenti e legami spezzati servono a ragionare sull’esistenza. Forse troppo.

4. “Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni” (2010)

Dopo aver ambientato a Londra il più riuscito Match Point, Allen torna sul luogo del delitto, questa volta con molte meno idee. Il rimbambito Hopkins e il gallerista Banderas sono delle macchiette.

5. “Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere” (1972)

La comicità cabarettistica degli esordi esplode in questo quarto lungometraggio fatto di piccoli episodi. Purtroppo però è meno riuscito rispetto a Prendi i soldi e scappa e Il dittatore dello stato di Bananas. Si ride, ma troppo raramente.

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