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Brigitte Bardot: «Il Covid è un bene, regola la sovrappopolazione della Terra e ristabilisce i diritti della natura»

Dichiarazioni (come sempre) choc dell'icona di Francia. Che ne ha anche per governo e migranti

Brigitte Bardot nel 2001

Foto: Charly Hel/Prestige/Getty Images

«Temo che il Covid e le altre epidemie che si stanno annunciando ristabiliranno dolorosamente un nuovo ordine. Quando quei cinque miliardi di persone di troppo su questa Terra saranno scomparsi, la natura riprenderà i suoi diritti. Mi chiede se questo virus è una buona cosa? Sì, è una specie di autoregolamentazione di una sovrappopolazione che noi non siamo in grado di controllare». Così parlò Brigitte Bardot in un’intervista al settimanale Oggi in occasione della riedizione di una sua autobiografia del 1973.

L’icona francese, ritiratasi dal cinema da anni e da tempo ambientalista e animalista a tempo pieno, non usa mezzi termini, quando si tratta di rilasciare dichiarazioni sull’attualità. E non ne ha solo per la pandemia: «Io sono per un governo autoritario, capace di mettere ordine nel casino in cui viviamo. Quando penso che il governo francese lascia al margine dei poveri cittadini che lavorano duro e che ottengono meno aiuti di tutti questi migranti che ci assalgono, mi fa orrore», ha aggiunto la diva.

Bardot, classe 1934, è diventata una star globale grazie a Piace a troppi di Roger Vadim, uscito nel 1956. Nel corso della sua carriera, ha interpretato oltre 40 film e inciso 6 album. Si è ritirata a vita privata nel 1973.

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