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‘Blue Kids’, sospesi tra la Romagna rarefatta e una gran colonna sonora

Dopo aver lavorato accanto a Garrone, Andrea Tagliaferri debutta con un noir esistenziale di provincia, pennellato dalle musiche di Leonardo Milani e da un brano cantato da Pierpaolo Capovilla del Teatro degli Orrori.

Non ci sono troppi dialoghi, perché a parlare, evocare sono soprattutto le immagini in Blue Kids, insieme alla colonna sonora. Nell’opera prima di Andrea Tagliaferri sono i luoghi d’origine del regista, la provincia romagnola rarefatta, quasi sospesa, a rispecchiare lo stato d’animo dei due giovani protagonisti e “sono le musiche, malinconiche e romantiche, a raccontare un aspetto umano di loro, quello che non riesci a vedere attraverso i gesti” spiega Tagliaferri “Forse il film è anche un po’ più cupo di quel che in realtà avrei voluto… Mentre ci sei dentro non hai la percezione totale, ma quando l’ho rivisto in sala al Festival di Torino mi sono reso conto che sì, è tosto”.

Blue Kids è un “mix di generi, a metà tra il noir e il western metropolitano. E prende spunto anche dal fumetto: i personaggi sono sempre vestiti nello stesso modo”. Al centro ci sono un fratello (Fabrizio Falco) e una sorella (Agnese Claisse) inseparabili, ma soli più che mai. Quando alla morte della madre l’eredità viene lasciata tutta al padre, per il quale provano assoluta indifferenza, commetteranno un gesto folle muovendosi sul confine tra la consapevolezza e l’incoscienza di sé. Nel cast c’è anche Matilde Gioli. “Volevo raccontare il senso di vuoto in un momento di passaggio della vita. Ho cercato di non giudicarli, per mostrare le conseguenze di uno stato d’animo senza analizzarne le motivazioni. E credo che farlo attraverso un gesto estremo fosse più significativo”.

La colonna sonora (in uscita nei prossimi giorni) è di Leonardo Milani, già collaboratore di Paolo e Carlo Virzì per Tutti i santi giorni e Il capitale umano: “Gli ho fatto vedere il film praticamente senza musiche e lui ha subito scritto un pezzo. Aveva afferrato l’anima, soprattutto la necessità di un lavoro di contrappunto alla mancanza di empatia dei due protagonisti. Poi è riuscito a trovare un tema e a riproporlo nel corso della storia, elaborandolo in maniera sempre diversa. E ad utilizzare la musica in maniera moderna in rapporto al cinema: in certi punti diventa anche un po’ punk”.

Il compositore ha portato a bordo il mago del suono Taketo Gohara – “Ci ha permesso di mixare tutta la colonna sonora con lui, dandoci un’opportunità fantastica” – e Pierpaolo Capovilla del Teatro degli Orrori, per l’unico brano cantato, Lost (già disponibile sulle piattaforme online): “Ha visto le immagini e ci ha detto che le parole del pezzo sono state ispirate proprio dal film. È un po’ come se quei pensieri fossero rivolti direttamente ai due protagonisti”. You don’t know where you are/ Lost.

Tagliaferri ha lavorato come aiuto regista di Matteo Garrone per Gomorra, Reality, Il Racconto dei Racconti e Dogman: “Hai presente quando i garzoni andavano nelle botteghe dei grandi artisti a imparare? Di quelle esperienze mi porto tutto, non solo in questo progetto, ma nella vita: mi hanno fatto crescere e capire come si riescono concretamente a realizzare i film, perché il cinema è un lavoro anche molto artigianale. Blue Kids è un primo tentativo di esprimere qualcosa di me”.

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