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Benedetto Carlo e la follia di Ilenia

Abbiamo intervistato Carlo Verdone e la sua protagonista in occasione dell'uscita di 'Benedetta Follia', un film che segna la definitiva rinascita del regista romano

Arriva oggi al cinema, su più di 700 schermi, l’ultima fatica di Carlo Verdone, quella Benedetta Follia che segna la sua rinascita, già osservata in L’abbiamo fatta grossa con Antonio Albanese. Non ritorno, ma rinascita perché si ride, è vero, ma si finisce anche dalle parti della commedia romantica all’americana (le citazioni di Harry ti presento Sally e Vacanze Romane sono evidenti e non sono le sole) e si trovano nuove soluzioni anche grazie all’ingresso della coppia di sceneggiatori Guaglianone-Menotti, come quella splendida visione lisergica coreografata da Luca Tommassini.

C’è un Carlo Verdone meno amaro e più dolce che tiene tutti i vecchi pregi, come la capacità di valorizzare attrici dal carisma speciale e dalle doti innate come Ilenia Pastorelli, dal fascino e dal talento di Maria Pia Calzone. Per non dimenticare, tra le altre, Lucrezia Lante della Rovere, moglie infelice, Paola Minaccioni, ipocondriaca logorroica, Francesca Manzini, che non ci farà più guardare con gli stessi occhi il nostro smartphone, Elisa Di Eusanio, la cui ubriachezza molesta è esilarante.

La storia di un ex motociclista divenuto proprietario di un negozio di articoli religiosi che si vede lasciato dalla moglie e costretto ad assumere una commessa fin troppo genuina tira fuori tutta la Benedetta Follia che uno dei nostri migliori registi ha sempre avuto, ma anche l’occasione di un confronto (allo specchio) con il passato e duetti generosi con la coprotagonista Ilenia Pastorelli, che dimostra che il David di Lo chiamavano Jeeg Robot non è affatto un caso fortunato.

I loro duetti hanno momenti che, come sempre accade con Verdone, verranno ripetuti da tutti noi attorno ai falò estivi. Ed anche una voglia di tenerezza che porta, per una volta, ad un lieto fine. Forse.

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