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Anche Quentin Tarantino sotto accusa per razzismo

Lo sceneggiatore John Ridley, già promotore dell'affaire 'Via col vento', ha chiamato in causa il regista cult, criticato (e difeso) più volte nel corso della sua carriera

Quentin Tarantino

Foto di Gareth Cattermole/Getty Images

John Ridley, sceneggiatore premio Oscar per 12 anni schiavo, ha chiamato in causa Quentin Tarantino per il suo uso “doloroso ed esasperante” della parola ‘n****‘ in molti film. “Tarantino in qualche modo si diverte con quel termine. Non è utilizzato in un contesto particolare, ma solo tanto per”, ha detto lo sceneggiatore, che è anche il promotore dell’affaire Via col vento, tolto dalla piattaforma HBO Max per essere introdotto da un disclaimer che ne illustrasse il contesto storico, e non ancora reintegrato.

Secondo i dati raccolti da Dallas Observer, Tarantino avrebbe usato la parola almeno 214 volte nei suoi 10 film. In Jackie Brown, omaggio di Quentin alla blaxploitation, compariva circa 38 volte, in Django Unchained 110.

Tarantino non ha risposto pubblicamente alle osservazioni di Ridley, ma il dibattito sulla questione è riemerso a causa delle proteste contro il razzismo sistemico e la brutalità della polizia.

Lo sceneggiatore è l’ultimo di una serie di personaggi a criticare l’utilizzo del termine da parte di Quentin lungo la sua carriera. Lo stesso Spike Lee ne ha parlato diverse volte, a partire dall’uscita di Jackie Brown nel 1997:
“Ho un problema evidente con l’uso eccessivo della parola da parte di Quentin Tarantino”, aveva spiegato. “Penso che ci sia qualcosa che non va in lui… La utilizza continuamente. Non sono contrario al termine in sé … e lo uso, ma Quentin è infatuato. Cosa vuole? Diventare un uomo di colore onorario? Voglio che Quentin sappia che gli afroamericani non pensano che questa parola sia trendy”. Dopo Django Unchained, Spike era tornato a dire la sua: “La schiavitù non era uno spaghetti western di Sergio Leone. È stato un olocausto”, aveva affermato. “È irrispettoso per i miei antenati”.

Tarantino aveva risposto alle critiche affermando che la parola era giustificata nel contesto dei film e la sua razza non avrebbe dovuto avere alcuna influenza sul modo in cui il film veniva percepito: “Come sceneggiatore, voglio il diritto di scrivere qualsiasi personaggio desideri”, aveva commentato a suo tempo per Jackie Brown. “E dire che non posso farlo perché sono bianco… questo è razzista”.

Sul tema Tarantino ha anche da sempre un gruppo di sostenitori, tra cui Jamie Foxx e Samuel L. Jackson. Foxx ha dichiarato che per lui l’utilizzo della parola era ok nel contesto storico della sceneggiatura. Anche Jackson, che è apparso in sei dei 10 film di Tarantino, la pensa allo stesso modo e ha definito le critiche a Tarantino “b*******”.

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