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#ALLMYMOVIES è l’ultima stazione della via Crucis di Shia LaBeouf

Accuse di plagio e pedofilia, eccessi, performance artistiche di dubbio valore. Shia LaBeouf sta espiando le colpe dell'intero showbiz, o forse è solo fuori

Shia LaBeouf durante la performance #ALLMYMOVIES

Shia LaBeouf durante la performance #ALLMYMOVIES

Bisogna avere il coraggio di ammetterlo: quando pensavamo di averle viste tutte, il caro Shia LaBeouf ci ha fregati lasciandoci ancora una volta a bocca aperta. La sua performance in Fury di David Ayer ci aveva illuso, sembrava fosse tornato sulla retta via, ma così non è stato. Ed eccoci servito l’ennesimo piatto indigesto frutto di una mente vittima degli stimoli creativi e dei suoi demoni. L’esperienza #ALLMYMOVIES è una sorta di #ARTATTACK cinefilo, in cui l’attore è ripreso ininterrottamente per 3 giorni mentre guarda tutti i suoi film insieme a volenterosi fan.

La domanda che ci stiamo ponendo tutti però è una sola: perché sottoporsi a un tale sacrificio? L’unico modo per capirlo è ricostruire quell’incasinato puzzle che è la mente di Shia, pezzo per pezzo, nella speranza che alla fine si possa intravedere la luce in fondo al tunnel. Una Via Crucis pubblica e affascinate composta (almeno) da 10 stazioni.

STAZIONE N° 1:
Dai genitori hippie alla serie Disney Even Stevens


Chiunque sarebbe disorientato dopo aver trascorso gli anni dell’infanzia con due hippie violenti, fumati e alcolisti. Esordire poi nel magico e incantato mondo Disney dev’essere stato difficile, il sintomo è la quantità di smorfie assurde.

STAZIONE N° 2:
Esplodere al cinema con un remake teen di Hitchcock


Essere protagonista in un’importante produzione hollywoodiana a vent’anni è un sogno. Lui l’ha realizzato, peccato si sia trattato di un remake non dichiarato de La finestra sul cortile di Hitchcock. Mai scomodare un maestro, soprattutto senza dichiararlo. La causa per plagio è stata inevitabile, così come gli insulti dei critici (scandalizzati dallo spot Apple mimetizzato nel film).

STAZIONE N° 3:
Essere il figlio sfigato di una leggenda


La notizia di un nuovo film su Indiana Jones aveva già messo sul piede di guerra tutti i fan della prima ora, ancor più incazzati nello scoprire che il loro beniamino aveva un figlio non riconosciuto. Shia è semplicemente l’uomo sbagliato al momento sbagliato, seppellito dalle critiche per un personaggio a cavallo tra Fonzie e Marty McFly.

STAZIONE N° 4:
Dirigere un videoclip del proprio cantante preferito


“Ho 22 anni e dirigo il video del mio rapper preferito. Questa merda è meglio di cavalcare unicorni.” Cosa vuole di più dalla vita un ventiduenne interprete di successo, se non mettersi dietro la macchina da presa per confezionare un omaggio a cavallo tra il tocco di Michael Mann e gli effetti di The Lady?

STAZIONE N° 5:
Distruggere involontariamente il mito di Gordon Gekko


Il destino a volte è veramente cinico. Chiunque avrebbe accettato di recitare nel sequel di Wall Street, con ancora Oliver Stone al comando e Michael Douglas nei panni del terribile Gekko. Peccato che il film sia venuto male, banalizzando il presente attraverso la figura del giovane Jacob Moore (ovviamente interpretato da Shia LaBeouf) e rendendo il più mitizzato trader della storia un adorabile nonnino con una coscienza.

Guarda in streaming il film su Chili.tv

STAZIONE N° 6:
Il talento mai nato per le Graphic Novel

Cyclical shia la beouf

Cyclical, di Shia LaBeouf

Disegnare poteva essere la sua strada, purtroppo però il suo tentativo di crearsi una carriera da Graphic Novel Artist è miseramente fallito. Il tratto è incerto e sulle storie pesa l’accusa di aver plagiato autori del calibro di Benoît Duteurtre e Charles Bukowski. Next!

STAZIONE N° 7:
Lo scandalo del nudo integrale nel video dei Sigur Rós


Comincia da qui il percorso del nostro idolo nel pericoloso sentiero della provocazione. Nobilitato dal progetto nato in casa Sigur Rós, il sig. LaBeouf conquista le prime pagine interpretando il controverso videoclip della band islandese. Se ne parla ancora viste le inutili sequenze di nudo integrale.

STAZIONE N° 8:
Le fastidiose accuse di pedofilia per il video con Maddie Ziegler


Rinchiuso in una gabbia mezzo nudo con una tredicenne. Non facciamoci ingannare, si tratta di una polemica futile e insensata. Il video di SIA è interessante e accompagnato da una canzone splendida. L’indole ballerina di Shia è qui solo strumentalizzata. Mai una gioia.

STAZIONE N° 9:
Il red carpet con un sacchetto della spesa in testa

Shia LaBeouf al Berlin Film Festival

Shia LaBeouf al Berlin Film Festival

La busta che copriva il volto di Shia recitava “I am not famous anymore”. Una provocazione, strumento per veicolare la sua carriera artistica parallela. Resta una gran brutta figura, per i più senza senso.

STAZIONE N° 10:
Tutti in sala con Shia. La retrospettiva #Allmymovies

Shia LaBeouf in diretta streaming durante #ALLMYMOVIES

Shia LaBeouf in diretta streaming durante #ALLMYMOVIES

Dopo una serie interminabile di performance inqualificabili, ecco l’acuto che fa esplodere i social di tutto il mondo. Farsi riprendere ininterrottamente mentre ci si riguarda al cinema, distrutto dalle ore di proiezione e da tutto il junk food ingurgitato.

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