Home Cinema

Meravigliosa Monica Vitti: 8 film da vedere in streaming

Dai capolavori di Antonioni alle farse da mattatrice. Nel giorno del suo compleanno, il ‘best of’ della più versatile delle nostre dive. E anche quella che ci manca di più

Monica Vitti nel 1968

Foto: Mondadori Portfolio/Getty Images

L’avventura (1960) di Michelangelo Antonioni – su Amazon Prime Video

Non sarà un’avventura. Eh no, quella tra il pubblico e Monica Vitti sarà, invece, una grandissima storia d’amore. Suggellata fin dal principio dal capolavoro di Antonioni. Dopo qualche ruolo secondario, l’amato (in tutti i sensi) Michelangelo le offre una parte da regina assoluta dello schermo, in questo film come nell’intera “tetralogia dell’incomunicabilità” che proprio L’avventura inaugura (seguiranno La notte, L’eclisse e Deserto rosso). È nata una stella. No: è nata Monica Vitti.

La notte (1961) di Michelangelo Antonioni – su Amazon Prime Video

Dopo il triangolo Monica Vitti-Gabriele Ferzetti-Lea Massari, Antonioni alza la posta in gioco. E innesca un altro intreccio sentimentale tra la nostra (la sua) e due volti altrettanto inarrivabili dell’epoca: Marcello Mastroianni e Jeanne Moreau. Monica, in versione mora, è Valentina, cioè l’elemento scomodo che turba la quiete borghese nell’Italia del pieno Boom. Indimenticabile la partita sul pavimento con le piastrelle a scacchiera tra lei e Marcello. Come tutto, del resto.

La ragazza con la pistola (1968) di Mario Monicelli – su Amazon Prime Video

Dopo tanti film e tanti personaggi venati di malinconia, è Monicelli a far esplodere definitivamente tutto il potenziale comico di Vitti. In un film che oggi verrebbe accusato di cliché e appropriazione culturale, e che invece resta uno dei capisaldi della commedia nostrana. Monica è Assunta Patanè, siciliana con cofana alla Amy Winehouse ante litteram che fugge a Londra per questioni… d’onore (non spoileriamo, per quei quattro che non l’hanno mai visto: rimediate subito!). Candidatura come miglior film straniero, e David di Donatello alla protagonista: il primo di cinque.

Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) (1970) di Ettore Scola – su Amazon Prime Video

Altro giro, altro maestro. E altra farsa che dà vita a un triangolo clamoroso, in piena Golden Age della nostra commedia. Scola riunisce Vitti e Mastroianni e affianca loro Giancarlo Giannini, in una pochade politico-sentimentale dove si sente, come sempre, il lessico famigliare di Age e Scarpelli. Adelaide Ciafrocchi, fioraia al cimitero del Verano, s’innamora del muratore comunista romano Oreste (ovvero Marcello); ma poi arriva il pizzaiolo toscano Nello (cioè Giancarlo). «Quante lacrime! Quanta felicità! Avete mai amato? Avete mai sofferto per amore? No? E allora che state a guarda’?!»: una delle millemila battute cult.

Ninì Tirabusciò, la donna che inventò la mossa (1970) di Marcello Fondato – su Amazon Prime Video

Non un film registicamente altissimo (tanto che la firma è quella di Marcello Fondato, non certo un nome tra i più celebrati del tempo), ma l’occasione per un one woman show come pochi, nella carriera dell’attrice. Che interpreta la starlette di caffè concerto Ninì, “titolare” della celebre mossa che avrebbe fatto scuola (e, soprattutto, la storia dell’avanspettacolo). Sullo sfondo, l’Italia del primo ‘900, dall’omicidio di re Umberto I allo scoppio della Grande Guerra. Altro David di Donatello: vi basta come scusa per (ri)vederlo?

La supertestimone (1971) di Franco Giraldi – su RaiPlay

Un film dimenticato di un autore altrettanto dimenticato: Franco Giraldi. Che regala a Monica un altro ruolo “processuale” perfetto per le sue infinite sfumature. Divertente e struggente è la parabola di Isolina Pantò (altro nome di culto), una donna condannata alla solitudine che fa da testimone chiave contro l’uomo (Ugo Tognazzi) che avrebbe ucciso una prostituta. Ma poi tutto, amorosamente, si complica. Duello tra grandissimi in un film di cui non si trovano scene nemmeno su YouTube (ma c’è la bellissima colonna sonora di Luis Bacalov: vedi sopra). L’unica è mettersi a guardarlo per intero.

La Tosca (1973) di Luigi Magni – su RaiPlay

Il regista della Roma papalina e risorgimentale Luigi Magni prende un altro mito cittadino: la Tosca. E, da capolavoro verdiano qual era, ne fa una commedia sociale in costume, con Vitti nel ruolo del titolo e Gigi Proietti (sigh) in quello di Mario Caravadossi. La trama è quella dell’opera lirica (a sua volta ispirata a un dramma di Victorien Sardou), finale a Castel Sant’Angelo compreso. Ma la “vibe” (anche musicale) è tipica del panorama comico anni ’70: vedi la canzone Mi’ madre è morta tisica, cantata dai due protagonisti e diventata, come le altre, un cult.

Teresa la ladra (1973) di Carlo Di Palma – su Amazon Prime Video

Un altro film forse non magnifico in sé, ma in grado di offrire un’altra prova decisamente larger than life della nostra. Dal romanzo Memorie di una ladra di Dacia Maraini, il ritratto cinematografico di Teresa Numa sposata Nardecchia: orfana di madre, cresciuta da un padre violento, poi vedova di guerra. Ruba per stare al mondo, e così Monica “ruba” dalla sua vastissima gamma di registri per metterla in scena, tra affondi comici e scene strazianti (vedi la parentesi in manicomio). Da rivalutare.

Altre notizie su:  Monica Vitti