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Venezia 76, Gianni Amelio: il mio corto contro l’odio

Si chiama 'Passatempo' e ha aperto la Settimana della Critica

Passatempo è il primo corto narrativo di Gianni Amelio dopo 15 lungometraggi. Ed è anche il suo primo film in cui compare un’arma da fuoco: “Era necessaria alla storia, si è persa la giusta misura della convivenza, la nuova norma è l’odio”.

Il corto d’autore racconta la realtà di intolleranza che viviamo attraverso un’allegoria efficacissima: un professore in pensione e un ragazzo che viene del Mali si confrontano in una gara di enigmistica, dove si vince compilando per intero un cruciverba. Ma c’è una variante che rende la prova impossibile: indovinare le soluzioni prima ancora che venga posto il quesito. In Passatempo ci sono richiami a Buñuel, compresa “l’aria del tempo che ha dettato il racconto”.

Amelio e la Mostra di Venezia hanno una storia lunga e particolare: nel 1998 il regista ha vinto il Leone d’oro con Così ridevano, ma è stato al Lido con diversi film come Lamerica, Le chiavi di casa e La stella che non c’è. Anche per questo ha scelto di portare Passatempo in Laguna per aprire la Settimana della Critica.

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