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Troye Sivan e ‘Boy Erased’: il film giusto per tornare a recitare

Per il film la pop star australiana ha anche scritto l'intensa ballad 'Revelation' con Jonsi dei Sigur Rós

Troye Sivan in 'Boy Erased - Vite cancellate'

Foto: Kyle Kaplan / Focus Features

Troye Sivan aveva iniziato la sua carriera nel mondo dello spettacolo come attore. Ma dopo che negli ultimi anni la sua musica è decollata, non sapeva quando avrebbe avuto il tempo di tornare a recitare. Era certo però che il ruolo che lo avrebbe riportato sullo schermo avrebbe dovuto essere straordinario.

«Ho sempre detto, “Se arriva qualcosa di veramente speciale, per favore mandamelo e magari – se potrò – farò un provino”», ricorda delle conversazioni con il suo agente, mentre era concentrato sui suoi due acclamati album, Blue Neighborhood e Bloom. Quando gli hanno inviato la sceneggiatura di Boy Erased – Vite cancellate, Troye sapeva che si trattava del film giusto, e ha fatto subito un’audizione.

Scritto e diretto da Joel Edgerton, Boy Erased è un adattamento dell’omonimo libro autobiografico di Garrard Conley. Segue Jared (Lucas Hedges) – il figlio di un pastore battista (Russell Crowe) e della devota moglie (Nicole Kidman) – che ha detto ai genitori di essere gay quando era all’università ed è stato mandato in un campo per terapia di conversione gestito da un uomo chiamato Victor Sykes (Edgerton). Sivan interpreta Gary, uno dei giovani della struttura che, insieme a Jared, sta cercando di “guarire” dall’omosessualità attraverso la preghiera.

Dopo pochi giorni dall’audizione, Sivan ha ricevuto una chiamata da Edgerton. «Mi ha spiegato che voleva ricostruire il personaggio da zero e capirne meglio la trama e il retroscena», ricorda, sottolineando che Gary è basato su una persona reale apparsa nel libro di Conley. «Ero entusiasta di farlo con lui».

Insieme hanno dato al personaggio di Gary più profondità: «Abbiamo deciso che era un ragazzo strappato da una vita bizzarra al college e inserito nel programma», spiega Sivan, aggiungendo che è anche per questo che il suo personaggio ha radici oscure che spuntano da sotto i capelli ossigenati e lo smalto scheggiato. Vediamo Gary solo nel campo, quindi il suo background viene raccontato attraverso ciò che condivide con gli altri. I momenti al di fuori delle drammatiche scene cruciali, ambientate nel rigido mondo del campo, hanno creato un forte legame tra Sivan e le sue co-star. «Nelle pause le persone condividevano le loro esperienze», aggiunge. «Alcuni hanno vissuto cose davvero simili ai personaggi del film. È stato intenso e ha creato un ambiente in cui raccontare questa storia nel modo giusto».

Dal momento in cui era stato scelto per la parte, Sivan voleva contribuire alla colonna sonora, ma non sapeva come. Edgerton gli ha fatto sapere che alla soundtrack stava lavorando anche Jónsi dei Sigur Rós, così Sivan lo ha contattato per quella che si è rivelata una «collaborazione onirica» per Troye. Hanno visto una scena particolarmente tenera in cui Jared inizia a disimparare ciò che gli era stato insegnato sulla propria identità e hanno scritto una splendida ballad per pianoforte, Revelation.

«Il mio personaggio è il primo a dire a Jared che c’è un’alternativa a tutto questo», afferma Sivan, sottolineando come Gary aiuti il personaggio principale nel suo percorso (anche se non è nelle scene della sua canzone nel film). «La sequenza su cui abbiamo scritto la canzone è un momento puro e bellissimo per Jared, in cui capisce che non gli sta crollando il mondo addosso. È una rivoluzione e una rivelazione per lui, realizza che forse non è poi così male».

Nel film c’è anche The Good Side, brano tratto da Bloom, che apre il lungometraggio. Sivan non aveva idea di come l’avrebbe usato Edgerton, finché non ha partecipato a una proiezione.

«Quando ho visto il film per la prima volta, sono rimasto stupito nel vedere che la canzone è stata utilizzata in questi momenti di chiarezza, dove Jared si rilassa un po’ e si lascia andare. Sono orgoglioso di far parte di quei momenti».

Anche se ha molte cose in ballo, Troye non vede l’ora di fare altri tour e tornare in studio. E per quanto riguarda la recitazione, vuole trovare altre parti da interpretare.

«Al momento mi interessano i ruoli drammatici», dice. Da adolescente ha recitato in X-Men Origins: Wolverine e in una trilogia sudafricana di film per bambini intitolata Spud. «Mi sento davvero fortunato come creativo, perché tutto continua ad arrivarmi a sorpresa. Non avrei mai immaginato che fare video su YouTube mi avrebbe portato a firmare con un’etichetta, o che sarei tornato a recitare, o addirittura che avrei iniziato a farlo! Mi sto godendo il viaggio e mi sto chiedendo cosa mi emoziona. Non vedo l’ora di capire dove sarò tra cinque o dieci anni. Perché non ne ho idea».

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