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Ryan Reynolds: «Vi racconto di Marte, ma su ‘Deadpool 2’ nada»

Tra l'amore per Kubrick e Ridley Scott, il nuovo fenomeno di Hollywood ci ha raccontato del suo ultimo thriller fantascientifico "Life", ma non provate a chiedergli di "Deadpool 2"

Life – Non Oltrepassare il Limite è un thriller terrorizzante (anche se siete della ‘Alien Generation’), ambientato nello spazio, sia quello celeste, che quello angusto e minaccioso di ogni singolo pertugio della SSI (Stazione Internazionale Spaziale), astronave maledetta con tanto di 6 membri di equipaggio di cui citerò i nomi dei loro film che a me sono piaciuti di più: Ryan Reynolds (Deadpool), Gyellenhall (Demolition e Broke Back Mountain), la bellissima Rebecca Ferguson (Mission Impossible 6), Hiroyuki Sanada (Wolverine) e Aryon Bakare (Indovina chi sposa Sally). Noi di RS, non ci lasciamo scappare il maledetto (perché non ci rivela nulla del sequel di Deadpool 2) Ryan Reynolds, di ritorno da uno dei suoi campeggi estremi, suo “sport” preferito. Scopo della missione? Esaminare una forma vivente (cellula organismo) scoperta sul pianeta rosso/Marte e in viaggio per lo spazio a bordo di un’astronave ‘deserta’, senza pilota, né equipaggio, in balia dello spazio. Non vi dico nient’altro. No, nemmeno il regista. Ok, diretto da Daniel Espinosa con cui Reynolds ha già girato Safe House. Vi dico però che è stato scritto però da Rhett Reese e Paul Wernick, gli stessi sceneggiatori di Deadpool…

Ryan, Parliamo di Deadpool 2
No, non credo proprio. Escluso. Zip, nada, Zilch, zero. (si fa il segno di uno che si chiude la bocca con una chiavetta per poi buttarla via).

Ok, allora… È vero che non c’è più il regista Tim Miller?
(ride) Allora, Spazio 1999 era una delle serie tv più moderne che…

OK, ok ok… ho capito. Eccoci a Life. Qual è la missione di questi astronauti?
Studiare una forma di vita scoperta su Marte, in un ambiente controllato, nel laboratorio della SSI: lo scopo e’ capire le sue origini e soprattutto i legami con il pianeta rosso. La parte più eccitante del film è proprio il fatto che questa è la prima volta che la razza umana ha la possibilità di indagare una forma di vita al di fuori di quella che conosciamo sul pianeta Terra. È un piccolo organismo, ma non per questo è da sottovalutare, sembra innocuo anche se ci saranno delle sorprese.

Parlaci del film. Che storia è?
È una storia di sopravvivenza, ma una grossa differenza rispetto ad altri film del genere, è il fatto che i personaggi, inclusi gli alieni, non sono in bianco e nero, non esiste il buono e il cattivo, ognuno di loro ha varie sfumature di grigio, sia negli intenti che nelle personalità. A metà film non abbiamo ancora scoperto chi vuole far del male a chi, forse la forma di vita aliena cerca solo di proteggersi, forse gli umani sono il vero pericolo da sconfiggere. È un film complesso sotto molti aspetti, anche dal punto di vista morale. Se fosse stato un film dove un gruppo di astronauti voleva distruggere la vita di esseri provenienti da un altro pianeta, non so se avrei accettato il ruolo. Posso solo dirvi che alla fine sarà il pubblico a decidere da che parte stare, è un bel dilemma, preparatevi!

Ryan Reynolds durante l’intervista con la nostra Bestia

Parliamo del tuo personaggio, Rory Adams. Chi è?
Di base è un meccanico, ma siccome il film è ambientato nello spazio, diciamo che è un meccanico molto specializzato. È quello che ripara l’astronave, è un handyman, in grado di aggiustare qualsiasi cosa. Non ha un ruolo primario nella missione, non è importante come i dottori del C.D.C. (Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie) o come il capitano. È li solo per assicurarsi che tutto funzioni. Dire che poi sono il più bello mi sembra superfluo (ride).

Come ti sei preparato per il ruolo?
Sono rimasto sorpreso dal livello di preparazione fisica a cui mi hanno sottoposto. Come se dovessi partecipare ad una maratona. Inizialmente non capivo perché avevo un gruppo di persone che monitorasse costantemente il mio benessere fisico, poi quando ho visto il set, ho capito che avere un chiropratico e un medico al mio servizio era fondamentale per la mia salute. Abbiamo lavorato a gravità zero per tutta la durata del film, hanno ricreato la navicella SSI in tutti i minimi particolari. È stato come fare un film cambiando varie posizioni yoga e tenendole per ore. Alla fine della giornata ero distrutto.

Il cast è molto interessante. Quanto e’ stato importante passare del tempo insieme prima di iniziare le riprese?
Per me quello è un momento fondamentale, ho bisogno di conoscere le persone con cui lavoro, se possibile anche stringere amicizie. Conoscevo Jake Gyllenhaal tramite amici comuni, ma era l’unico che avevo già incontrato. Girare un film è un momento magico, condividi molti aspetti privati della tua vita con persone sconosciute. Ecco perché spesso stringi dei rapporti molto forti con altri attori o membri della crew. Si passa molto tempo insieme, si condividono esperienze straordinarie, momenti unici che non si ripeteranno mai. Poi quando nel film arrivano i problemi, tutte queste relazioni si sentono, si capisce la dinamica di gruppo, se hai creato dei rapporti forti all’inizio delle riprese, alla fine il film sarà sicuramente molto più interessante.

Avevi gia’ lavorato con il regista Daniel Espinosa in Safe House e con gli scrittori Rhett Reese e Paul Wernick, in Deadpool.
Mi sono divertito un sacco sul set di Safe House – Nessuno è al sicuro, ho sempre voluto lavorare ancora con Daniel, volevo produrre qualcosa con lui perché essere solo attore per me non é abbastanza, voglio espandere le mie conoscenze in tutto l’aspetto creativo del business. Con Daniel lavoro benissimo, abbiamo un rapporto fantastico, non è facile avere la stessa visione quando si gira un film. Rhett e Paul sono fuori di testa, bravi, dal talento straordinario, sono 10 anni che lavoro nel mondo di Hollywood, conosco i miei polli e loro due sono i migliori.

Ti piacciono i film di fantascienza?
Si, tantissimo, perché in fondo sono quelli più vicini alla vita reale, non troppo puliti, non troppo corretti, i personaggi hanno sempre dei casini da risolvere, amo molto Kubrick e Ridley Scott.

Allora, cosa mi dici di Morena Baccarin?
Oltre che essere un esemplare magnifico di donna in termine di sensualità e bellezza, oltre che di umorismo, oltre che essere la mia donna in Deadpool, oltre che dirti che sta girando Gotham City… non ti dico niente. Nulla. Zip, nada, Zilch, zero.

Già detto, Ryan. Già detto.

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