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Roger Waters contro Salvini: «Grazie a Dio se n’è andato»

Nel giorno del suo compleanno l'ex Pink Floyd ha presentato a Venezia 76 il suo nuovo film ‘Us+Them’, un'opera d'arte totale che racconta il suo tour più politico di sempre

Roger Waters a Venezia 76 per la presentazione di ‘Us+Them’

Foto di Vittorio Zunino Celotto/Getty Images

Roger Waters non si accontenta di averle cantate a Trump e a Bolsonaro durante i suoi show, e ha qualcosa da dire anche a Salvini: «Grazie a Dio se n’è andato, almeno per un po’. Potrebbe esserci una recrudescenza di neo fascismo in Italia, ora che sta risorgendo ovunque in Europa, vedi Boris Johnson nel Regno Unito, ma anche la Polonia e l’Ungheria», commenta quando sente il nome dell’ex Ministro dell’Interno in conferenza stampa a Venezia 76.

Già, perché oggi Roger compie 76 anni, ma il regalo l’ha fatto lui a noi. Quasi quarant’anni dopo la presentazione di The Wall al Festival di Cannes, la mente creativa dei Pink Floyd è arrivata al Lido per il lancio di Us+Them (al cinema il 7-8-9 ottobre), film-concerto pazzesco co-diretto insieme a Sean Evans e girato ad Amsterdam durante la fase europea di quello che più che un tour è stato una campagna politicissima di denuncia sociale e di difesa dei diritti umani: «Chi è al potere riesce sempre più a mettere le persone contro e a mantenere il controllo sulle nostre vite, continuando a distruggere questo bellissimo pianeta», dice Roger. Il profilo è quello basso di sempre, t-shirt e jeans nero d’ordinanza, perché a parlare ci pensa quell’esperienza sensoriale che è Us+Them, viaggio totale nel mondo distopico che lo stesso Roger aveva presagito quando nel 1977 ha scritto Animals per i Pink Floyd: «Se non ci mettiamo assieme e resistiamo alle nuove forze neoliberiste e neofasciste che stanno facendo collassare il nostro mondo, non ci sarà più niente da passare alle prossime generazioni», spiega Waters.

Us+Them è molto diverso da The Wall, che era un film autobiografico sulla ricerca della tomba del padre, «un obiettore di coscienza che ha rifiutato la guerra, finché ha capito che era necessario combattere contro i nazisti e per questo è morto», racconta Waters. «È una storia che ha cambiato la mia vita, il mio legame con il suo eroismo e l’attivismo di mia madre mi hanno sempre spinto a sentirmi vicino ai miei fratelli e allo sorelle che soffrono».

È tutto spettacolo e tutto politico allo stesso tempo, un’opera d’arte totale, dove torna l’immaginario orwelliano dei pig di Animals, che fluttuano sulla folla: «I maiali governano il mondo, fanculo i maiali», si legge sui mega schermi. «Boris Johnson è più maiale di Winston Churchill? Forse Churchill era più istruito e dotato di più eloquenza ma fanno entrambi parte di una classe ricca che ha capito come controllare quella povera, mettere in schiavitù la maggior parte della popolazione e lasciare le persone a morire nelle barche del Mediterraneo».

E proprio sui migranti Waters lancia un altro messaggio: «Noi europei abbiamo un dovere nei loro confronti, perché all’origine siamo tutti africani. Da lì veniamo e ci ritroviamo divisi da queste tecniche nazionalistiche. Sono persone che hanno perso il controllo della propria vita per colpa dei signori della guerra come è successo in Siria. Per questo affogano in mare, non certo per venire a rubare la nostra pizza». Grazie Roger. E buon compleanno.

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