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Luca Marinelli: il mio ‘Martin Eden’


L’attore racconta il nuovo film di Pietro Marcello, in concorso a Venezia 76, libero adattamento del romanzo di Jack London su un marinaio che trova il riscatto attraverso la cultura: «Lavorare a questo adattamento è stato meraviglioso»

Dopo aver salvato da un pestaggio Arturo, un giovane rampollo borghese, il marinaio Martin Eden viene accolto nella casa della famiglia del ragazzo. È qui che incontra e si innamora di Elena, una giovane colta e raffinata che diventerà un’ossessione, il simbolo del riscatto sociale a cui Martin aspira nonostante le sue origini umili. Il marinaio, infatti, sogna di diventare scrittore e, dopo aver superato molte difficoltà, riuscirà a raggiungere il suo sogno. Questa è la storia di Martin Eden, il nuovo film di Pietro Marcello in concorso alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia con protagonista Luca Marinelli.

L’attore romano, di ritorno a Venezia dopo Ricordi e Non essere cattivo, non si aspettava la chiamata di Marcello: «Girare questo film è stata una grandissima emozione. Conoscevo il lavoro di Pietro, ma non conoscevo davvero il romanzo. O meglio, lo conoscevo come lo conoscono tutti», dice. «Ma scoprire quello che avevano fatto per adattarlo è stato un viaggio meraviglioso».

Questo Martin Eden, infatti, è un adattamento molto particolare. Al contrario del romanzo originale di Jack London, ambientato in California, il film di Marcello si svolge in un tempo “sognante”, imprecisato, libero da coordinate temporali, e in una Napoli inedita, dove tanti dialetti si mescolano tra di loro così come gli avvenimenti del Novecento.

«Avevo bisogno di Luca, di un attore capace di realizzare questo film con me, di raccontare la storia di questo ragazzo che si emancipa attraverso la cultura», spiega Pietro Marcello. «Poi, in realtà, resterà deluso dall’ambiente dell’industria culturale. Anzi, ne diventa una vittima, esattamente come Jack London».

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