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La prima volta di Vincenzo Alfieri

Si è innamorato del cinema grazie a 'Batman' di Tim Burton, ma ha capito che avrebbe voluto fare il regista dopo aver visto 'Shining'. E adesso con il suo secondo film, 'Gli Uomini d'Oro', dà nuova vita all'heist movie all'italiana

«Il primo film che mi ha fatto innamorare del cinema è Batman di Tim Burton. Avevo 5 anni, ed è scattato qualcosa: dopo aver visto Jack Nicholson che faceva il Joker sono uscito da là dicendo a mio padre: “Da grande farò l’attore”», racconta Vincenzo Alfieri. Che da qualche anno però preferisce stare dietro la macchina da presa, anziché davanti: «Ho pensato di fare il regista per la prima volta quando ho visto Shining». Alfieri è passato in redazione insieme a Giampaolo Morelli e Fabio De Luigi che, con Edoardo Leo, Giuseppe Ragone, Matilde Gioli e Mariela Garriga, sono i protagonisti di Gli Uomini d’Oro, il suo secondo film, al cinema dal 7 novembre.

Giampaolo Morelli e Vincenzo Alfieri sul set

Dopo l’opera prima I Peggiori, commedia con Lino Guanciale su due giustizieri squattrinati in una Napoli underground, Alfieri ha deciso di misurarsi con un heist movie dalle sfumature noir, che dà coraggiosamente nuova vita al genere in Italia e porta con successo alcuni tra i nostri più celebri attori brillanti fuori dalla confort zone: «Volevo raccontare una storia vera, italiana e parlare di crimine con personaggi che però fossero persone normali. Due anni e mezzo fa ho passato una notte intera a cercarla. Poi la mattina il mio co-sceneggiatore Renato Sannio mi parla di questa vicenda, che quest’articolo di giornale presenta così: “Se ne facessero un film partirebbe come I Soliti Ignoti e finirebbe come Le Iene di Tarantino”.

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