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La prima volta di Marta Jacquier (alla Mostra di Venezia)

Diplomata tre anni fa al Centro Sperimentale di Cinematografia, ha già partecipato a serie di successo come 'Non dirlo al mio capo' e 'Baby'. Ed è sbarcata in Laguna in un anno complicato: «Gli attori sono dei funamboli, e questa è un'altra sfida»

Marta Jacquier a Venezia 77

«È la prima volta, l’emozione è grande, anche se probabilmente è diverso dagli scorsi anni. C’è tanto fermento. E c’è Cate Blanchett in giuria. È il mio idolo assoluto. Quindi sono molto emozionata». Così Marta Jacquier descrive la sua prima volta alla Mostra del cinema di Venezia, in un anno decisamente insolito: il festival cinematografico più antico del mondo è stato anche il primo grande evento del settore a sfidare la pandemia; e a decidere di alzare il sipario nonostante tutto, con un’edizione coraggiosa sia nella selezione sia nell’organizzazione. Anche se quest’anno è stato molto diverso, resta «un mondo bellissimo, pieno di anteprime» agli occhi di Marta.

«Puoi incontrare persone che amano il cinema e che magari non fanno lavori all’interno di questo settore. E poi ci sono incontri, eventi, è uno scambio di conoscenze». Marta Jacquier, intervistata da Rolling Stone per un progetto esclusivo realizzato proprio durante l’ultima Mostra del cinema di Venezia, si è diplomata tre anni fa al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e ha già partecipato a serie di successo sia per la tv (Non dirlo al mio capo e L’isola di Pietro) sia sulle nuove piattaforme di streaming (Baby).

Adesso, però, ha ancora tutta la vita davanti. E, soprattutto, il sogno del cinema, che sta vivendo uno dei suoi momenti più critici: «È un po spaventoso, però penso che questo mestiere si basi anche sulla paura dell’incertezza, perché è un lavoro molto incerto», osserva la giovane attrice. «Si basa sulla precarietà, siamo dei giocolieri e dei funamboli… Bisogna cercare di governare anche questa situazione. È un’altra sfida che questo ambiente ci impone».