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La prima volta di Donato Carrisi

Dalla prima esperienza con una videocamera al primo incontro con Dustin Hoffman: lo scrittore e regista è venuto a trovarci in redazione per presentare il suo nuovo film: 'L'uomo del labirinto'

A Donato Carrisi non piace essere definito ‘scrittore’ e nemmeno ‘regista’: “Preferisco essere considerato un narratore, cioè uno che ti prende, anche in ostaggio, riesce a raccontarti una storia e – magari – pure a farti divertire”, ci ha detto quando è passato a trovarci in redazione per presentare L’uomo del labirinto, il suo secondo lungometraggio in sala dal 31 ottobre. “Il mio scopo è sempre stato scrivere romanzi che sembrano dei film e i fare dei film che assomigliano a un romanzo”.

La pellicola, tratta dal best seller di Carrisi, segue il caso di un’adolescente (Valentina Bellè) che è stata rapita e che si risveglia 15 anni dopo in una stanza d’ospedale, senza ricordare nulla. Nei panni del profiler che cerca di farle recuperare la memoria per catturare il mostro c’è Dustin Hoffmann, mentre Toni Servillo è l’investigatore privato che decide di indagare sull’uomo senza volto, perché sente di avere un vecchio debito con la ragazza. Nel super cast c’è anche Vinicio Marchioni che interpreta l’addetto all’archivio persone scomparse.

Dalla prima volta che ha preso in mano una videocamera al primo incontro con Dustin Hoffman, a piedi nudi su un marciapiede di Londra, passando per un primo appuntamento al cinema che non è andato esattamente come doveva, abbiamo chiesto a Carrisi di raccontarci un po’ delle sue prime volte. E anche di quel giorno in cui non è riuscito a dare lo ‘stop’ a Toni Servillo sul set.