Home Cinema Interviste Cinema

La Gialappa’s ci racconta il suo nuovo “Rai Dire Niùs”

Dal 13 febbraio il trio ritorna con un telegiornale satirico appena dopo il vero TG2. A metterci il mezzobusto saranno Mia Ceran e un improbabile Mago Forest

Foto: Stampa

Foto: Stampa

L’access prime time è una fascia oraria incredibilmente strategica per la televisione. Si tratta di quel breve intervallo di tempo che separa il telegiornale della sera e il programmone in prima serata e serve a non fare disperdere l’audience dopo le notizie.

Ecco, il nuovo show della Gialappa’s, Rai Dire Niùs, dal 13 febbraio si occuperà proprio dell’access prime time di Rai 2, sotto forma di breve telegiornale satirico appena dopo il vero TG2. A metterci il mezzobusto sarà il Mago Forest, una vecchia conoscenza dei tre gialappi, insieme a Mia Ceran, giornalista che in passato ha lavorato con la CNN e il TG5. Un grande ritorno che in realtà un ritorno non è, visto che ormai il trio partecipa ad almeno tre programmi del palinsesto di Via Mazzini. Ci siamo fatti due chiacchiere con Giorgio Gherarducci, che insieme a Marco Santin e Carlo Taranto da quasi trent’anni tira avanti uno dei progetti più prolifici e di successo della TV italiana.

Si chiamerà Raidireniùs tutto attaccato e con il Rai al posto del Mai per evitare scazzi con Mediaset?
Più che scazzi, il marchio Mai Dire appartiene proprio a Mediaset. E non è tutto attaccato, è Rai Dire Niùs.

Sicuro? Mi sembrava tutto attaccato sulla pagina Facebook. Vabbè. Quindi per fare questo programma avete rinunciato a Rai Dire Sanremo?
No, nel senso che non facciamo Rai Dire Sanremo radiofonico ma ci siamo ritagliati un posticino nelle dirette su Rai 4 con il Dopo Festival. Attualmente siamo impegnati in tre programmi in Rai: il Dopo Festival, Quelli Che…il Calcio e Rai Dire Niùs.

Non avete mai un po’ di nostalgia dei tempi di Mai Dire Gol?
No, nessuna nostalgia. Non lo facciamo più da 15 anni, e poi abbiamo sempre Quelli Che…il Calcio, che comunque è sempre a tema calcistico.

Di tutti i conduttori che avete avuto, come mai proprio Forest?
Beh, noi ci siamo sempre trovati bene con Michele, con cui peraltro non lavoravamo più dal 2009. L’ultimo Mai Dire che avevamo fatto di là era di quell’anno. Siamo sempre rimasti in contatto, ci fa molto ridere, era disponibile: il programma è venuto da sé. Lui negli ultimi anni ha fatto Zelig, è stato ospite fisso della trasmissione di Amadeus del lunedì sera, Stasera Tutto È Possibile, e poi attualmente sta facendo una tournée teatrale.

Pensate che affiancargli una giornalista seria possa funzionare?
Certo! E poi Mia può essere molto divertente, guarda per esempio quando fa l’inviata a Quelli Che…il Calcio. La pigliamo sempre per il culo e lei reagisce bene, ha sicuramente il senso dell’umorismo. Certo, è una giornalista seria, specie se la confronti con Forest. Per controbilanciare un cialtrone come lui abbiamo pensato di mettere una giornalista vera.

Riuscite a farla incazzare come facevate con la Ventura?
Chi lo sa? Toccherà guardare il programma! Comunque, dai, non la facevamo incazzare poi tanto la Ventura. O almeno in scena no, fuori… Nemmeno! Non siamo mai stati un programma che ha fatto del litigio la propria cifra. Spero che Forest dia fastidio pur sempre rimanendo nella sfera comica.

Le notizie saranno vere o fittizie?
Prendiamo spunto dalla realtà. Poi chiaramente le notizie per noi possono essere sia quelle più importanti che quelle futili. Tanto ormai, se vai sulle pagine online dei quotidiani, ti ritrovi le notizie serie sulla sinistra e poi le mezze cazzate sulla destra. Anche Rai Dire Niùs farà così. La sfida più che altro è il riuscire bene in appena 15 minuti. Noi abbiamo sempre fatto programmi di almeno mezzora e cercheremo di farci entrare tutto in un quarto d’ora. Di buono c’è che sarà tutti i giorni. Però, ecco, non ci eravamo mai cimentati in durate così brevi: paradossalmente è quasi più facile fare un programma di mezzora che della metà.

Fonte: Ansa

Fonte: Ansa

Uno alla Gialappa’s associa sempre le scoperte più grandi di questo secolo, come la Telenovela Piemontese o il Mago Gabriel. Questo elemento di ricerca ci sarà anche nel nuovo programma?
Non è Mai Dire TV, non andremo a scavare negli archivi delle TV private, ecco. Però diciamo che ci interessa tutto ciò che il Web fornisce, cioè il mondo. Sarà sicuramente uno spunto per mandare in onda filmati che troviamo in giro.

È esattamente ciò che volevo sentirmi dire. Tratterete anche l’argomento delle fake news?
Non sei il primo che me lo chiede. Credo che qualche spazio si troverà anche per le bufale, che sono uno degli aspetti più pericolosi dei Social in questo momento. E pericoloso è soprattutto il fatto che ci sia gente che ci crede, giornalisti che le riportano e politici che poi le ricondividono. Come quelli che prendono per veri i titoli di Lercio.

Anche perché in America a forza di fake news e populismi ci hanno eletto un presidente.
Appunto, e non solo in America purtroppo. Noi abbiamo iniziato vent’anni fa con Berlusconi e nemmeno c’era Internet.

Anche lì abbiamo fatto scuola. Senti ma tuo padre è stato un grande giornalista sportivo, giusto?
Sì, ha lavorato al Corriere per quarant’anni.

Come vedeva il tuo modo di commentare lo sport?
Ah, lui si divertiva tantissimo. Aveva un grande senso dell’umorismo, caratteristica che ho ereditato dal ramo della famiglia di mio padre. Per cui era contentissimo. Era il primo a ironizzare sugli altri giornalisti e su quel mondo, ma lo faceva in privato perché non lo poteva scrivere.

C’è qualche rimpianto su un comico che avreste voluto scoprire?
Senza dubbio, Checco Zalone. Perché ci siamo incrociati e abbiamo persino rischiato di averlo in trasmissione ma poi ha iniziato a fare Zelig. Ci sarebbe piaciuto scoprirlo noi, già da subito si capiva che era un fenomeno guardandolo in TV. Quando poteva venire in trasmissione ormai aveva già firmato con Zelig.

E un comico che vi vantate di aver scoperto?
L’unico nostro vanto è che non ci vantiamo mai.

Altre notizie su:  Gialappa's band