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Igort racconta la Napoli visionaria e notturna di ‘5 è il numero perfetto’

Il regista racconta la sua opera prima, un noir metafisico con Toni Servillo e Valeria Golino presentato a Venezia 76, e le difficoltà che ha trovato per trasformare una graphic novel in cinema: «Il fumetto ha la sua forma, ma il film è un linguaggio a sè»

Igort cercava di fare un film tratto dal suo fumetto 5 è il numero perfetto dal 2004. Diversi registi si sono avvicinati al progetto, ma poi con gli anni l’idea di dirigerlo (oltre che di scrivere l’adattamento) è diventata sempre più concreta per lui. Merito anche di Toni Servillo, che gli aveva suggerito di cimentarsi con la regia sin dal primo incontro. “La graphic novel ha una sua forma, ma il film è un linguaggio a sé” spiega Igort dalla Mostra del Cinema di Venezia. “Abbiamo dovuto reinventare il tessuto drammaturgico tradendo il romanzo grafico. A partire dall’uso del colore”.

Così hanno preso forma suggestioni e atmosfere, “arricchite da uno scambio proficuo con Toni Servillo che ha amato la sceneggiatura”. È proprio Servillo a prendersi sulle spalle il film, nel ruolo del protagonista, il sicario della camorra in pensione Peppino Lo Cicero. “Insieme abbiamo avuto una visione comune di una Napoli un po’ visionaria, notturna, piovosa, metafisica”, racconta Igort.

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