Intervista a Giancarlo Esposito: «Gus è tornato in ‘Better Call Saul’ ma io sono geloso» | Rolling Stone Italia
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Giancarlo Esposito: «Gus è tornato ma io sono geloso»

Lo avevamo lasciato nei panni dello spietato signore della droga in ‘Breaking Bad’ e ora il ritorno in ‘Better Call Saul’ ma non senza qualche retroscena

Foto di Francois G. Durand/WireImage

Non appena siamo entrati negli studio di Albuquerque abbiamo capito che c’era qualcosa che non andava, qualcosa di grosso che bolliva in pentola, qualcosa che tutti cervano di tenere nascosto…. Almeno finché sul finire della giornata, al calare delle tenebre, nella penombra del set, ecco arrivare il pr e dirci di rimanere ancora un attimo… C’è ancora un attore da intervistare. Non facciamo tempo a dire qualcosa che mi sento apostrofare in perfetto italiano-siciliano “Roberto, che cazzo ci fa qui”.

Lasciatemi dire la mia sorpresa nel girarmi e vedermi davanti Giancarlo Esposito, conosciuto benissimo (mangiato bevuto chiacchierato) per quasi 3 mesi di riprese in quel di Wilmington North Carolina per il film Maximum Overdrive, prodotto da Dino de Laurentiis quasi trent’anni fa. Certo, ci si era visti di nuovo, per Breaking Bad, ma tante volte sono gli episodi che ti legano a certe persone, episodi che ti porti nella tomba. Perchè? Perchè sono un “omo d’uniri” ed è cosi che si fa. Next, circondato da eccitamento e arrapamento come se fosse la nostra prima visita allo strip club… ci si siede attorno ad un tavolo e lo si tartassa di domande. A voi, maddafukka di Rolling Stone (e anche a quelli che si sono fatti 5 ore di fucking coda per curly fries a Los Pollo Hermanos in quel di Milano) il resoconto.

Come hai fatto a ritornare nel ruolo di Gus, com’è successo? Avevi voglia? Ti seccava com’eri morto? Che tipo di Gus ci si aspetta nella terza stagione di Better Call Saul? Ci sarà una stagione 4? Stagione 5? (Il tutto senza farlo nemmeno respirare, mentre Giancarlo si toglie la giacca, ride facendoci il segno dei $$$ di pollice ed indice, e si siede tranquillamente, sapendo di essere the man of the hour).
La mia prima risposta è stata no, un no secco, ma non per via della fine in Breaking Bad, non sono così superficiale. Volevo sapere della narrativa dello show, sapere come Gus entrava nelle trame e nelle puntate di Better Call Saul. Sapevo, dagli ultimi giorni di Breaking Bad e dalle conversazioni con Vince, che Better Call Saul doveva essere una commedi e a me non andava troppo l’idea. Poi invece, ho visto e letto che era diventata una commedia dramma e a quel punto volevo capire come c’entravo. Da allora sono passati 8 mesi fino alla telefonata con Vince Gilligan, quando mi ha chiesto ufficialmente se volevo far parte dello show. Vince mi ha anche detto che avendo creato io il personaggio, toccava a me per primo dare degli input sullo stesso. Oltre a rassicurarmi che lo show sarebbe stato interessante, misterioso e ancora più ‘lento’ del primo, proprio perché se vogliamo scoprire chi sono tutti quelli visti in Breaking Bad dobbiamo andare pianissimo, sfruttare ogni singola traccia narrativa, ogni piccolo dettaglio. E in più onestamente, se mi chiama lui, mi deve pagare di più, che se invece mi offro io… capito!! I am an actor, è un lavoro, quindi, facciamolo fino in fondo.

Una foto scattata durante la nostra intervista con Giancarlo Esposito

Raccontaci del momento specifico che hai detto “Si, lo faccio”.
Merito di mia figlia Shayne, che nonostante il mio primo rifiuto, continuava a dirmi che lo show non era su di me, ma su Saul, che era lui il protagonista, e questa cosa mi portò a chiedere a Vince di scrivermi uno show tutto mio, tipo “The Rise of Gus”, sulle origini, sulla nascita, uno show a 360° su Gus. Vince si mise a ridere e mi disse che capiva quello che volevo dire, e che se anche lo show è di Bob Odenkirk-Saul Goodman-Jimmy McGill, il personaggio di Gus sarebbe stato avvolto sempre nel mistero e che il pubblico avrebbe scoperto molto, ma molto lentamente le mie idiosincrasie. Ovvio che vogliamo sapere di più, ovvio che deve essere bilanciato rispetto a Saul, ma nella mia mente, il tutto deve accadere nel corso di più stagioni e visto che stiamo facendo la 3, volevo delle garanzie sulla stagione 4 e 5. Non 2/3 puntate, non un personaggio episodico.

Quindi, parlando di stagione 4 & 5, possiamo dire che sei un regolare della serie, ti sei legato allo show per diversi anni?
Si, possiamo dirlo, senza cadere nello specifico, Gus lo vedrete per altre stagioni. Principalmente perché mi piacerebbe scoprire che tipo di personaggio era 6 anni prima di Breaking Bad. Che tipo di delinquente era? che gioventù aveva avuto? Che cosa capire della sua ferocia? Come mai è diventato così?

In questa stagione vedrete cos’ha davvero in mente Gus

Che tipo di personaggio ci aspettiamo?
Posso rivelarvi che da giovani si è diversi che da adulti, quindi, potremmo vedere un Gus molto più compassionevole verso i suoi nemici, più ‘buono’, meno articolato ma più concentrato. Solo facendo passare qualche anno in più e un episodio particolare di questa stagione vedremo cos’ha in mente, qual’è il suo vero piano, quale saranno i legami con il cartello della droga; vedremo la sua integrità, il suo rispetto per il nemico, la qualità delle sue proposte. Per poi magari esplodere a stagione 4 o 5 nel Gus che poi conosciamo tutti.

Che tipo di personaggio sarà, dicci qualcosa… Faceva parte del Governo di Pinochet? Era un giustiziere? Un ricercato? Quand’è emigrato dal Cile per entrare in Messico? Non si sa nulla prima del 1986? Dicci qualcosa!!!!
Non vedo l’ora di rivelarvi tutti i dettagli della sua personalità, quello che mi chiedi è esattamente quello di cui ho parlato a Vince e per cui volevo fare più di 2 stagioni. Poco ma ovvio che Gus è stato cresciuto in mezzo al privilegio, alla ricchezza, e altrettanto ovvio che ne abbia approfittato. Ma dove voleva arrivare? Aveva tutte le carte per entrare sia in politica che nel governo, oppure nell’esercito… Oppure aveva le mani in tutti questi settori e forse ha scelto qualcosa che si sentiva più portato a fare, qualcosa che riteneva essere più capace di fare, che gli potesse rendere più soldi, che lo rendesse immortale… Vedete quante possibilità narrative abbiamo?

Uno dei cartelli apparsi a Milano per l’apertura di Los Pollos Hermanos

Che analogia useresti per descrivere Better Call Saul contro Breaking Bad?
Breaking Bad era un leone che puntata dopo puntata gonfiava sempre di più il petto e spaventava tutti a morte. Mentre per me, Saul è come un giaguaro, più piccolo, più pensieroso, meno avventuroso ma più veloce, più reattivo, più sorprendente. E per me il giaguaro è più spaventoso.

Quali sono le influenze per Gus? Hai menzionato meditazione, pazienza, lentezza, quasi come stessimo parlando di yoga. Visto che sei uno yogi espertissimo, giusto fare un parallelo con Gus e come lo sviluppi in Better Call Saul?
Si, giustissimo. Faccio yoga per vivere, perchè mi permette di prendermi il tempo di respirare. E se hai temnpi di respirare, sei in grado di crearti dello spazio. E in questo spazio voglio far vivere Gus. Dentro alle parole-frasi-discussioni create in questo spazio, nelle pagine di dialogo del copione, proprio pechè Gus è attento, vigile, e la gente gli sta a cuore per davvero. Ma è sincero oppure fa parte della sua “caratteristica” di essere Gus? A voi telespettatori l’ardua sentenza.

Una foto scattata a Milano dove in centinaia sono accorsi per l’apertura di Los Pollos Hermanos

Quanto è stato difficile lasciarsi alle spalle Breaking Bad?
Beh, tutti quelli coinvolti con lo show, da Vince ad Aaron Paul oppure Brian, tutti continuavano a dire che i nostri ruoli – e per me quello di Gus – sarebbero stati fra i migliori momenti della nostra carriera ma io non la penso così. Si, senz’altro sarà uno dei ruoli per cui la gente mi ricorderà, ma per me, come attore, una volta finito di fare il mio personaggio, ho finito. Basta, mi dico sempre “Avanti col prossimo”. E così è stato, ho lasciato Gus (e le sue problematiche) alle spalle, credo che la fine che abbia fatto sia stata magnifica, degna di Gus, e l’unica cosa che io e Vince abbiamo discusso era il fatto che non volevamo che finisse in qualcosa di surreale, di supernaturale, di indecentemente finto. Detto questo, ho già fatto altri ruoli, 2 serie televisive, teatro, cinema (3 film): come attore desidero sempre una parte nuova.

Perché?
Perché è la vita di un’attore, è la recitazione, la voglia di sdoppiarit, di sorprenderti, e di scopriti allo stesso tempo. Devi mollare il colpo, anche a malincuore. Prendere e lasciare. Lasciare e riprendere.

Come hai fatto?
Lo yoga mi ha aiutato molto, sopratutto a non rimanere attaccato al momento. Non è salutare rimanere ancorato al passato. Non posso negare che stiamo parlando di uno dei migliori personaggi che abbia mai interpretato, anzi, sono gelosissimo: Gus è piu famoso di me, tanta gente mi vede e mi chiama Gus. E la cosa mi fa incazzare, lo dico seriamente. E il fatto che mi vedrete in Better Call Saul è la classica ciliegina sulla torta. Avrete la possibilita’ di scoprire un sacco di altre cose. Ci vediamo in tv!