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Francesco Di Leva: «Io voglio una Napoli dove vivere, non sopravvivere»


Il protagonista de ‘Il Sindaco del Rione Sanità’, film di Mario Martone in concorso a Venezia 76, racconta com’è stato interpretare il boss Antonio Barracano, «un uomo orrendo con cui non vorrei avere niente a che fare»

Antonio Barracano è un boss temuto e rispettato da tutti, un uomo d’onore capace di distinguere tra “gente per bene” e “gente carogna” e ogni volta che nella sua zona succede qualcosa, una lite o una rissa, è da lui che bisogna andare. Con la sua influenza e le amicizie giuste, Barracano amministra la giustizia secondo il suo criterio personale, senza preoccuparsi dello Stato o delle parti coinvolte. È sua la storia al centro di Il Sindaco del Rione Sanità, versione cinematografica di un classico di Eduardo De Filippo in concorso alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia.

A interpretare il protagonista c’è Francesco Di Leva, attore scoperto dal regista Mario Martone più di vent’anni fa. «Il mio personaggio è un criminale spregiudicato, un uomo con cui non vorrei mai avere a che fare. È una persona che crea odio, e io nella mia Napoli voglio vivere, non sopravvivere», dice. «Da attore, però, non ho mai giudicato nessuna sua azione, nessun pensiero».

Nella versione di De Filippo, Barracano ha 75 anni. In quella di Martone, l’età è più che dimezzata. «Nella camorra i 40 anni di oggi sono i 75 di allora», dice Di Leva. «A Napoli non c’è un boss che supera i 40 anni, dopo i 35 o vai in galera o muori. È questo che dovremmo raccontare ai giovani». Potete vedere la video intervista in cima all’articolo.

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