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Esce il nuovo “Ghostbusters” con una Melissa McCarthy al suo top

A 32 anni dal primo è uscito il reboot al femminile. E "Melissa acchiappa LoL" ci spiega: «La commedia è come un animale, per rimanere viva deve essere sempre in movimento»

Melissa McCarthy è Abby Yates nel reboot di "Ghostbusters" in uscita il 28 luglio 2016

Melissa McCarthy è Abby Yates nel reboot di "Ghostbusters" in uscita il 28 luglio 2016

«Venimmo, vedemmo e lo inculammo!». Così disse Bill Murray alla cattura del primo fantasma al Sedgewick Hotel, nel mitico Ghostbusters del 1984, diretto da Ivan Reitman (con Dan Aykroyd, Harold Ramis, Ernie Hudson e Sigourney Weaver). Anche la canzone con il ritornello accattivante Who you gonna call?, scritta da Ray Parker Jr., diventò famosissima, venne nominata agli Oscar come migliore canzone originale per perdere poi contro I Just Called to Say I Love You di Stevie Wonder per il film La signora in rosso. Trentadue anni dopo, arriva il terzo film – in Italia il 28 luglio – diretto da Paul Feig (Le amiche della sposa, Corpi da reato, Spy), che, per rimanere al passo con i canoni post millennio, sceglie un cast tutto femminile capitanato dalle super comiche Melissa McCarthy e Kristen Wiig, affiancate da Kate McKinnon e Leslie Jones, entrambe membri del cast di Saturday Night Live.

Il mio: «Hai perso una montagna di peso» alla vista di una raggiante e riformattata Melissa (non è il nostro primo incontro, questo) viene accolto da un: «Tu invece non hai perso nulla». Touché, anche se il sorriso di circostanza ci rende complici. En garde, madame McCarthy, che incontro al Four Season Hotel, l’unico a L.A. dove servono acqua minerale francese Badoit, la mia preferita. «Ho accettato questo ruolo perché amo lavorare con Paul e ho trovato interessante il fatto che l’intero team fosse composto da donne. Ma, voglio aggiungere, questo film NON è una dichiarazione femminista o una missione di uguaglianza di genere. Siamo attrici, e come tanti colleghi uomini, abbiamo uno spiccato senso dell’umorismo. La mia Abby Yates è tosta e determinata, non ha paura di critiche o commenti negativi e non si fa impressionare dai fallimenti, anzi ha molte più palle di tanti uomini che conosco. Con ogni personaggio che interpreto creo una connessione psicologica molto profonda. Sul set, quando non mi piace un dialogo, mi siedo e lo riscrivo. Mi rendo conto che dicendo questo sembro molto primadonna, ma i miei personaggi sono donne vere, tridimensionali, e soprattutto con parecchi difetti, come tutte le donne reali».

La sceneggiatura è stata scritta da Katie Dippold, la stessa del mitico Corpi da reato, (al lavoro sul prossimo sequel), una vera fan del filone horror comedy. «Ghostbusters è sempre stato un film speciale», continua McCarthy, «perché è egualmente un film scary, comico e di azione. Ecco perché l’improvvisazione sul set è molto importante, la commedia è come un animale, per rimanere viva deve essere sempre in movimento». Melissa tiene a precisare che il nuovo film non è né sequel, né remake, ma reboot. «La storia è completamente diversa, anche se lo spirito dei film precedenti rimane immutato. La storia di una squadra di cacciatori di fantasmi a New York City può ancora interessare le nuove generazioni».

A proposito di radici, Melissa è cresciuta in una fattoria in Illinois, tra campi di mais e soia: «Ogni giorno dovevo inventarmi qualcosa di nuovo per non morire di noia. Credo che la solitudine sia stato il motivo per cui ho iniziato a recitare, avevo un sacco di amici immaginari, ma nessuno in carne e ossa. L’unica cosa che mi ha salvato la vita è stato imparare a giocare a tennis. Sono super competitiva, se non distruggo il mio avversario o non sono ricoperta di sangue, meglio non giocare!». Dopo il liceo, Melissa studia ingegneria tessile alla Southern Illinois University. «Ma avevo bisogno di esplorare il mondo e quindi, a 20 anni, sono partita per New York con Brian Atwood (poi famoso designer di scarpe, ndr), che mi chiese di condividere la sua casa. Peccato che l’appartamento non fosse suo, entrambi dormivamo sul divano dell’amico!».

Quando non veste i panni di attrice, scrittrice, produttrice, mamma, Melissa si concentra sulla propria linea di moda, Seven7, lanciata nel 2015 (su MelissaMcCarthy.com). «Sin da bambina sognavo di diventare designer e cucivo tutti i vestiti che indossavo. Poi, quando ho iniziato a recitare, ho scoperto che era difficile trovare dei vestiti femminili in taglia 50. Ho sempre amato i colori sgargianti e i tessuti eccentrici. Pensa che quando ho iniziato a fare stand-up, mi vestivo da drag queen, con combinazioni impossibili di lamé e finte pellicce. Ho un gusto molto simile a un gay del sud degli Usa. La moda è divertimento!».

Questo articolo è stato pubblicato su Rolling Stone di luglio/agosto.
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