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‘Dumbo’: Danny DeVito, Eva Green e Colin Farrell raccontano il nuovo film di Tim Burton

«Da adolescente anche io mi sentivo diverso: ero più più basso della media e un po' impetuoso. Ho iniziato ad accettarmi quando sono diventato attore e ho detto "Questo sono io"» spiega DeVito nella nostra video-intervista

«L’idea di rileggere la storia di questo splendido classico animato è perfetta, perché si parla di accettazione di sé, xenofobia e paura dell’altro. Temi con cui i bambini si confrontano di continuo». Parola di Danny DeVito, che torna ad essere diretto per la quarta volta da Tim Burton (dopo Batman Returns, Mars Attacks! e Big Fish) nella versione live action di Dumbo (dal 28 marzo in sala). Il 74enne attore e regista americano veste i panni di Max Medici, il simpatico direttore del circo in cui nasce l’elefantino dalle grandi orecchie. A scoprire le capacità del tenero pachiderma sono i due figli di Holt Farrier (Colin Farrell), ex star del circo che ha perso un braccio in guerra (la storia è ambientata un secolo fa, dopo la fine della Prima guerra mondiale). «Tutti noi possiamo capire le difficoltà di Dumbo: l’essere outsider, sentire il bisogno di appartenere al mondo, venire giudicati per via delle nostre differenze. È anche uno dei motivi per cui questa storia è ancora rilevante e, forse, lo sarà per sempre. Non siamo bravi ad includere il prossimo, gli esseri umani hanno bisogno di un outsider per sentirsi al sicuro» ci ha spiegato l’attore irlandese nel corso dell’intervista.

Foto: Jay Maidment

Se vi aspettate che questa nuova versione della fiaba Disney sia una copia del classico animato, preparatevi a ricredervi: rispetto al film del 1941, che durava poco più di un’ora, il nuovo lungometraggio si concentra infatti sui personaggi umani e prende altre strade. Quando il cinico impresario Vandevere (interpretato da Michael Keaton) intravede la possibilità di fare fortuna sfruttando la magia di Dumbo, i protagonisti faranno di tutto per fermarlo. Tra loro anche l’acrobata Colette, che ha il volto di Eva Green. «Tutti adorano Tim Burton. Fa un tipo di cinema che ci fa sognare e che, allo stesso tempo, esplora la nostra umanità» racconta la 38enne attrice e modella francese, qui alla terza collaborazione con il cineasta americano. «Va bene essere un po’ strani e diversi dagli altri, ci rende speciali. Viviamo in un mondo che ci ripete che dobbiamo apparire in un certo modo per essere amati, ma non è così: questo film ci incoraggia ad essere autentici e onesti con noi stessi».

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