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Danny DeVito: «Il Pinguino sarebbe un presidente migliore di Trump»

Dai consigli che darebbe al se stesso più giovane, all'amore per il proprio lavoro e, sì, anche per i selfie. Perché se nessuno ti chiede più di fare una foto, vuol dire che sei finito

Danny DeVito

Illustrazione di Mark Summers

Chi sono i tuoi eroi?
Dal punto di vista politico sono molto di sinistra, se ti serve una definizione. Sono un filantropo, e mi piace Bernie Sanders per le cose di cui parla. Amo Cornel West e Noam Chomsky. Ci sono persone che cercano di capire in che modo salvare questo pianeta che sta morendo e nello stesso tempo dare spazio a ogni persona che ci vive, prendendosi cura di tutti. Sono loro a indicarmi la strada.

Che consiglio daresti al Danny DeVito 20enne?
Immagina di essere una pallina di gomma in un fiume. Ogni tanto resti bloccato dietro un sasso e devi aspettare finché la corrente non diventa più potente, o meno forte, in modo che tu riesca a spostarti. Non preoccuparti se hai un incidente di percorso, continua a perseverare, a lavorare per il tuo obiettivo. E vedrai che andrà tutto bene.

Di quale dei tuoi film vai più orgoglioso, e perché?
Matilda sei mitica. Ogni bambino che incrocio viene da me e mi saluta perché sono il papà di Matilda: questa cosa fa sentire bene sia me che i ragazzini, che poi passano questa sensazione a fratelli e sorelle più piccoli. Per loro è molto importante capire che non sono da soli, che c’è chi pensa a loro. È un film molto positivo, anche se io e Rhea Perlman interpretiamo due genitori menefreghisti.

Quando hai impersonato Pinguino in Batman – Il ritorno, lui entrava in politica. Vedi qualche similitudine tra la sua ascesa al potere e quella di Donald Trump?
Oswald Cobblepot è decisamente più appassionato, ha uno scopo e una motivazione ben più importanti di Mr. Riccone. Oswald è un incompreso, un uccello che non è in grado di volare. Il padre di Trump ha dato al figlio 400 milioni di dollari: lui era snob e viziato ancora prima di nascere.

Credi che Pinguino sarebbe stato un presidente migliore di Trump?
Oh, certo, Oswald sarebbe stato molto meglio. Probabilmente avrebbe mangiato i vostri bambini, ma sarebbe stato comunque meglio.

Interpreti Frank Reynolds in It’s Always Sunny in Philadelphia da 13 anni, un ruolo decisamente poco glamour. Hai mai dei momenti, tipo quando giri in mutande e coperto di igienizzante per le mani, in cui pensi: “Sono troppo vecchio per questa roba”?
No, no, no. Non lo penso mai. A dire la verità, non credo di essere troppo vecchio per questa roba. Fare l’attore è come avere la chance di tornare bambino. Non molte persone possono giocare a settant’anni, e io continuo a farlo. Quindi la considero davvero una fortuna.

Che cosa hai imparato dai rapporti che non avevi capito da giovane?
Abbraccia le persone che ti stanno intorno, e permetti loro di abbracciarti. L’amore è circondarsi di persone che si preoccupano per te, che vogliono la tua felicità, che ti proteggono. Ma è una cosa per cui devi essere pronto: se riesci a prepararti è bello. Sono davvero fortunato – per tutta la vita ho avuto persone molto vicine a cui voglio profondamente bene. E loro provano lo stesso per me.

Quali sono le parti migliori e peggiori del successo?
Non ci sono lati negativi, è tutto fantastico. Ma la parte migliore è alzarsi al mattino: amo svegliarmi e fare quello che ho sempre voluto fare.

Non ti dà fastidio quando degli estranei ti chiedono un selfie?
No, no, no. mi piace. Per 14 anni It’s Always Sunny in Philadelphia è andato in onda per questo. Sai quando ti devi preoccupare?

Quando?
Nel momento in cui ti rendi conto che cammini per la strada e nessuno vuole farsi una foto con te. Quindi sotto con i selfie, ragazzi.

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