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‘Aquaman’ è tornato con un film tutto suo

Un supereroe tradizionalmente ‘sfigato’ ma ora totalmente rinnovato da interpreti perfetti. Abbiamo incontrato Aquaman in persona, Jason Momoa, ma anche Amber Heard e il regista James Wan.

Aquaman non è mai stato considerato un personaggio cool per cui valesse la pena di creare un proprio spin-off. Il fatto che parlasse con i pesci e fosse il figlio del guardiano del faro non lo ha mai aiutato, ma da quando Zack Snyder ha scelto Jason Momoa per il ruolo in Batman v Superman: Dawn of Justice, tutto è cambiato.

Accanto a Jason Momoa – famoso per il ruolo dell’iconico Khal Drogo ne Il Trono di Spade oltre che marito di Lisa Bonet ex di Lenny Kravitz – c’è Amber Heard, nel ruolo di Mera, ribelle, aliena con proprietà straordinarie tra cui la idrocinesi – la capacità di controllare l’acqua – e una relazione complessa con il mondo di Atlantide e Aquaman.

Il tutto diretto da James Wan, altro regista diventato famoso grazie ai film horror Saw, Insidious e Conjuring, oltre che i relativi e remunerativi sequel di successo. Andiamo a scoprire qualche dettaglio del film che ha subito sbancato – quasi 600 milioni di dollari – botteghini asiatici e americani.

James, la prima domanda è sull’intreccio amoroso fra i due protagonisti.
James Wan: Il loro rapporto non è una storia d’amore, mi sono ispirato all’avventura tra Michael Douglas e Kathleen Turner ne All’Inseguimento della Pietra Verde, uno straordinario film d’azione, allo stesso tempo comico e romantico. Sono due bei personaggi, con vari strati e spessori, sia drammatici che umoristici, e soprattutto caratterizzati da qualità e lacune caratteriali facilmente riscontrabili nelle persone vere.

Jason, che tipo di eroe è Aquaman?
Jason Momoa: Il fatto che sia il Protettore degli oceani ed erede al trono di Atlantide non significa che abbia i poteri per salvare il mondo. Vorrebbe essere un vero eroe, ma riconosce i propri limiti, è molto umile, ecco perché si fida di Mera, perché sa che lei lo può aiutare, in questo viaggio alla ricerca di se stesso e delle proprie origini, a scoprire il suo lato umano.

Amber, qual è stata la tua prima impressione di Mera?
Amber Heard: Non sono mai stata una lettrice di fumetti, non sapevo niente della sua storia. Quando nel 2016 mi hanno offerto il ruolo della principessa guerriera di Atlantide per Justice League, ho iniziato a leggere i fumetti della DC Comics e ho scoperto che è una donna forte, badass, kickass, la persona che ha trasformato Arthur Curry in Aquaman. Sa distinguere il bene dal male e ha tutti i poteri per farlo, ha un forte senso della giustizia ed è molto onesta nel giudicare le situazioni in modo equo. E poi sa il fatto suo, non è seconda a nessuno, lo vedrete in varie scene del film. Non è semplicemente Aquawoman, ha nome e cognome oltre che identità propria. È Mera.



Jason, come si è evoluto il tuo ruolo nel corso degli ultimi 3 film?
Nei primi due film ero molto antipatico e scontroso, al punto che chiesi a Zack se potevamo renderlo un po’ più simpatico ma, giustamente mi ha ricordato che in Justice League lo vediamo solo per un’ora e che dovevamo prima di tutto stabilire il personaggio per i prossimi film e il perché fosse così sgradevole. In questo film Aquaman si ispira principalmente alle storie nate dal rilancio del supereroe scritte da Geoff Johns, responsabile anche per la sceneggiatura del nuovo Wonder Woman 1984, il sequel che uscirà nel 2020. Questo Aquaman non solo racconta storie ed origini delle sue avventure ma anche quelle di tutto il mondo sottomarino, e avrà un ruolo importante negli eventi futuri dell’universo cinematografico DC.

Amber, qual è la tua relazione con Aquaman?
Veniamo da mondi diversi ma sotto molti aspetti siamo simili. Arthur non ha ancora capito come gestire la propria forza ma Mera sa benissimo come utilizzarla. Mera è una partner formidabile e questo ruolo mi è piaciuto proprio perché sono considerati alla pari, anzi spesso è lei che lo tira fuori dai guai. Mera sa quello che vuole e sa come ottenerlo, è una relazione costruita sul rispetto e la fiducia reciproca, molto moderna. Non esiste nessuna damigella da salvare e l’uomo non è il solo eroe, siamo equivalenti, e mi piace.



Jason, i tatuaggi che ricoprono il tuo corpo hanno dei significati particolari?
Sono nato alle Hawaii e nella cultura polinesiana i tatuaggi sono importantissimi perché rappresentano il legame con gli dèi. Nella cultura hawaiiana i nostri dèi hanno tutti una relazione con l’acqua. Molti rappresentano Aumakua, il dio che simboleggia i nostri antenati, quelli che ci proteggono da qualche animale in particolare, nel mio caso gli squali, perché passo parecchi tempo sott’acqua e voglio che mi possano riconoscere come uno della loro famiglia. Molti dei tatuaggi che vedete sono miei, integrati con quelli di Aquaman.

James, nel film ci sono molti effetti pratici e digitali. Quali sono state le scene più incredibili da girare?
Creare il mondo sottomarino è stato il processo creativo più stimolante. Trovare l’estetica di Atlantide, quel look magico e quasi onirico era molto importante. E poi la parte più umana della storia, la relazione umana familiare tra Aquaman, la madre Queen Atlanna (Nicole Kidman) e il padre Tom Curry (Temuera Morrison). Quella è stata la parte più emotiva del film, secondo me il cuore di tutta la storia.



James, com’è nata la visione per Atlantide?
Mi sono ispirato al lavoro di Jim Cameron, sotto certi aspetti accuratamente scientifico, ma con altri momenti in cui liberare completamente la mia fantasia. Abbiamo costruito Atlantide pensando come sarebbe stato vivere sott’acqua tutto il tempo. Uno dei motivi per cui siamo in grado di vivere sulla Terra è il fatto che abbiamo un ciclo che si alterna tra notte e giorno e che determina il nostro ritmo vitale. Ma se il sole non penetra l’acqua fino al fondo, come funziona questo ciclo? Ho cercato di usare dati e fatti reali e su questi inventare il mio mondo. Mi sono detto che forse questa sarebbe stata la mia unica occasione per fare un film di questo genere, dove potevo essere molto creativo e quindi mi sono sbizzarrito. Nel film ogni concetto è originale, i set, i costumi, capelli, trucco, creature, macchinari, equipaggiamento, la città e il look. Abbiamo girato tutto senza essere immersi nell’acqua, realizzarlo è stato molto più facile che pensarlo.

Amber, in questo momento di inclusione sociale e di rivalutazione di ruoli e personaggi femminili nel cinema, quant’è stato importante interpretare un’eroina come Mera?
Sono diventata attrice proprio perché voglio interpretare un personaggio come lei. Abbiamo bisogno di più donne che le assomigliano in questo mondo, complesse e con poteri che vanno oltre i requisiti della donna in cucina o nella camera da letto. È importante soprattutto per le nostre figlie, le prossime generazioni e per gli uomini del futuro che vorranno essere alla nostra pari. It’s about time.

Aquaman diretto da James Wan con Jason Momoa, Amber Heard, Patrick Wilson, Willem Dafoe e Nicole Kidman arriva al cinema il 1 gennaio 2019.

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