‘Anni da cane’, la dramedy teen con le facce giustissime | Rolling Stone Italia

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‘Anni da cane’, la dramedy teen con le facce giustissime

Da Aurora Giovinazzo a Federico Cesari: una nuova storia che usa il fantasy per raccontare la Gen Z. E che strizza l'occhio agli States pur rimanendo molto italiana. Due chiacchiere con la protagonista e il regista Fabio Mollo

Federico Cesari e Aurora Giovinazzo in 'Anni da Cane'

Foto: Amazon Studios


Anni da cane, aka una metafora fantasy e centratissima di quel casino che è l’adolescenza, dove tutto è questione di vita o di morte. Ancora di più se, come Stella, pensi che i tuoi anni si contino come quelli di un cane, appunto: quindi se ne stai per compierne 16, fanno invece 112 e praticamente hai un piede nella fossa (non chiedete altro perché è spoiler). Basti sapere che l’unico obiettivo della nostra è concentrare in un mese le esperienze che le mancano. Fare un graffito (anche brutto), mungere una mucca (ancora una volta: don’t ask), ubriacarsi, far fallire una festa, pomiciare, ma soprattutto «scopare», come dice molto candidamente la protagonista interpretata da Aurora Giovinazzo, ormai volto simbolo del nuovo fantasy all’italiana dopo il ruolo della ragazza elettrica in Freaks Out di Gabriele Manetti (esce il 28 ottobre e ne abbiamo parlato qui): «È bello ovvio, ma è anche complicato, una grossa responsabilità», sorride. «E – come dico sempre – non mi piace avere tutte queste responsabilità. Però dai, speriamo…».

La chiave del film è insieme bizzarramente comica e profondamente tragica: «Questo alternare momenti tragici e comici era l’essenza di Stella che poi è quella anche un po’ del cinema italiano, quello che oggi chiamiamo dramedy l’abbiamo inventato noi in un certo senso», spiega il regista Fabio Mollo (Il Sud è niente, Il padre d’Italia). «Ero preoccupato, provare a restituire cinematograficamente l’equilibrio tra quesi due toni era una grande sfida. Ovviamente era già presente in scrittura, ma renderlo in scena e nell’insieme del film era complicato. Ci sono tanti elementi che ci hanno aiutato: le musiche, i testi, i dialoghi, sequenze tipo quella del sotto finale che è molto dark e che bilancia altri elementi. Però credo che il fulcro sia proprio l’interpretazione di Aurora, perché è riuscita a toccare i due estremi con molta naturalezza e con un grandissimo lavoro».



«Ma grazie!», dice Giovinazzo, che gli sta accanto. «A me piace in particolare raccontare questo genere di disagi che, vuoi o non vuoi, colpiscono tanti adolescenti. Ma amo farlo in chiave ironica, leggera, e non è semplice. La paura di sbagliare era tanta, però è divertente dare modo ai ragazzi di ridere e insieme di confrontare i propri problemi con quelli di Stella». Una protagonista con un trauma alle spalle, arrabbiata, sarcastica, ma anche molto buffa, una weird in piena regola, che molto ha in comune con tanti “diversi” che vediamo nella cultura pop, ma che ha anche qualcosa di assolutamente di unico. «Mi capita spesso di vedere un personaggio e cercare di capire come affronta determinati problemi che somigliano tanto ai miei, il cinema è un po’ il mio psicologo. E mi piace l’idea che magari Stella sia una portavoce di tanti ragazzi che affrontano questo genere di ostacoli. E chissà, forse riesco pure ad aiutarli… magari!».

Anni da cane strizza l’occhio agli States, ma rimane italiano più che mai nello spirito: «Sta succedendo da un pochino e ce n’è davvero bisogno: un cinema italiano che sia anche internazionale», ancora Mollo. «E sicuramente Amazon è un grande veicolo in questo senso, anche editorialmente. È importante che gli adolescenti di oggi sentano di appartenere a una comunità ampia: essere teenager oggi a Roma non è così diverso dall’esserlo a Manila o a San Francisco».

Il primo lungometraggio Amazon original italiano (sulla piattaforma dal 22 ottobre) abbraccia il filone young adult che va forte, sta introducendo nuovi volti e creando un nuovo star system, vedi la stessa Aurora e Federico Cesari (già favourite di Rolling, leggi la nostra intervista), qui in un ruolo inedito e tenerissimo. Ma ci sono anche Isabella Mottinelli e Luca Maria Vannuccini nei panni dei migliori amici di Stella. «Questa nuova generazione di attori è molto ricca, è cresciuta con il cinema e con le serie, ha familiarizzato molto con la recitazione, con i personaggi, con questo mondo internazionale. E però mantiene anche un DNA estremamente italiano, che non significa dialetto o accento, ma proprio uno sguardo, un modo di essere e anche di recitare che è molto italiano», afferma Mollo. «Vado davvero fiero di questo cast composto da attori e attrici giovanissimi, chi con più esperienza e chi alla prima prova, ma molto molto coeso».

Isabella Mottinelli, Aurora Giovinazzo e Luca Maria Vannuccini in ‘Anni da cane’. Foto: Amazon Studios


In Anni da cane c’è anche una guest star musicale: Achille Lauro, che ha composto l’inedito Io e te e compare in una sequenza del film: «Interpretare un ruolo non è una cosa facile, lo lascio a chi studia. È anche vero che io ho basato la mia carriera anche sulla spontaneità del primo take in studio di registrazione, la spontaneità dello stato d’animo. Poi chi lo sa, ma il cinema è una cosa seria e va fatta da chi è preparato». Come questa new wave di facce bellissime.