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50 Cent è finito in prigione (per la tv)

Il rapper ci parla di “Power”, la serie tv dal 26 maggio su AXN HD (canale 122 di Sky), che ha scritto e interpretato, dedicata a un’ossessione da cui non si guarisce. Indovinate quale

50 Cent in una scena di "Power"

50 Cent in una scena di "Power"

«Che cosa vuoi fare della tua vita?», 50 Cent si presenta così in “Power”, la serie che ha scritto insieme a Courtney Kemp Agboh (“The Good Wife”). Mitologia criminale di New York, la città in cui tutti vogliono comandare «e stare al vertice della catena alimentare», racconta lui dalla sua villa, nel Connecticut, che ha comprato da Mike Tyson, «una posizione in cui per molto tempo ho voluto stare anche io».
In “Power” interpreta Kanan, ex boss e amico del protagonista Ghost (Omari Hardwick), il malavitoso che cerca di uscire dal giro: si occupa del club più bello di Manhattan, il Truth, che è una copertura per il traffico di droga che gestisce con il suo socio Tommy Egan (Joseph Sikora). A farlo entrare è stato Kanan, che ora è in carcere e non può fare altro che dargli consigli, ma è pronto a riprendersi il suo posto. Perché il potere, più dei soldi, è un’ossessione da cui è difficile liberarsi. Mo Money Mo Problems come diceva Notorious B.I.G., ma anche il testo di Big Rich Town (il pezzo che 50 Cent ha scritto apposta per “Power”) è esplicativo.

Hai sempre avuto talento per i titoli: Big Rich Town è una grande descrizione di New York, che sembra ancora divisa tra le luci di Manhattan e le ombre della periferia, come ai tuoi tempi.
È sempre stata così. L’ispirazione viene da un pezzo di Lou Rawls, Dead End Street, che è del 1967. Non è cambiato niente, da allora. Ho viaggiato in tutto il mondo e ho visto che è lo stesso ovunque. L’unica cosa è che a New York non esiste un confine tra le sue due parti. A volte capita che mi chiedano: perché questo lo chiamate ghetto? Perché lo è.

Che ruolo ha la musica in “Power”?
Volevo che tutta la storia girasse intorno alle canzoni, come succede in “Super Fly” con la colonna sonora di Curtis Mayfield. Di solito le produzioni spendono i soldi in tutto il resto, la musica la mettono alla fine e non è un granché. Io ho registrato 11 pezzi e ho detto: questa è la storia. Anche i personaggi: li abbiamo creati prima di inserirli nella trama.

E quanto c’è della tua vita?
Ghost è stato creato intorno a me. All’inizio pensavo di interpretarlo io, poi ho capito che non avrei avuto più tempo per fare le mie cose. E così ho scelto di essere Kanan, che è in carcere.

E non vede l’ora di uscire…
Funziona così: in carcere tutti parlano molto. Perché i gangster raccontano agli amici in galera cose che non dicono agli altri. Quindi io sono dietro le sbarre, ma so quello che succede fuori. E sono pronto a riprendermi tutto.

Ma esiste una cura dall’ossessione per il potere?
Direi di no. La vita è piuttosto ingiusta, non credi?

Omari Hardwick nei panni del protagonista Ghost

Omari Hardwick nei panni del protagonista Ghost

Qualcuno in passato ti ha mai fatto la domanda che fa Kanan a Ghost: «Cosa vuoi fare della tua vita?»?
No, perché vivevo nel presente e nessuno di noi aveva una strategia per allontanarsi dalla strada. Quando ho cominciato a concentrarmi sulla musica, nessuno a South Jamaica capiva cosa stessi facendo e perché. La confusione personale di cui parla questa serie è un tema universale, anche perché “power” è una parola che si capisce in tutte le lingue del mondo. Le circostanze della vita possono essere diverse, ma il messaggio è: imparate a fare delle scelte.

Quindi esiste un’arte della vita di strada?
L’arte della strada vuol dire capire che prima o poi devi abbandonarla. Se non cambi la tua vita, sarà la vita a cambiare te. E a quel punto sei fottuto.

Per questo hai intitolato il tuo nuovo album Street King Immortal?
Esatto. Quando mi hanno sparato nove colpi di pistola e non sono morto, mi sono detto: forse ho uno scopo nella vita. E ho capito che era la musica. Per scrivere In Da Club nel 2003 ci ho messo 45 minuti, ma ho conquistato il mondo con un groove e delle rime in cui racconto qualcosa che tutti conoscono. Perché ogni giorno è il compleanno di qualcuno. La musica è magia, amico, è l’unica cosa che ti fa comunicare con tutti.

Questo articolo è stato pubblicato su Rolling Stone di Maggio.
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