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I film da vedere in streaming a febbraio

Dalla partita a due tra Zendaya e John David Washington in ‘Malcolm & Marie’ al tenero ritorno di Pupi Avati con ‘Lei mi parla ancora’, dal folgorante doc ‘Collective’ al western secondo Tom Hanks ‘Notizie dal mondo’

Foto: Dominic Miller/Netflix

Black Beach di Esteban Crespo – 3 febbraio (Netflix)

Il thriller un po’ tamarro per una serata in cui non si ha niente da guardare? Eccolo. Ormai questo è un sottogenere di Netflix, non privo di uno zoccolo duro di fan. Stavolta la storia è quella di un avvocato rampante costretto a confrontarsi col suo passato oscuro: deve negoziare con un suo vecchio amico diventato, nel tempo, un rapitore. Protagonisti gli ottimi Raúl Arévalo e Candela Peña, due star in patria.

Anna di Luc Besson – 4 febbraio (Amazon Prime Video)

Chi non muore, si rivede. Complici le accuse di molestie (anche lui!), l’ultimo film di Luc Besson era rimasto nel cassetto. Ecco direttamente in streaming un altro action al femminile in perfetto stile Nikita, a seguire il successone globale Lucy starring Scarlett Johansson. La modella – sullo schermo e nella vita – Saša Luss non avrà il carisma della Vedova Nera. Ma il ritmo c’è, i colpi di scena pure, il disimpegno è totale: ma cos’altro bisogna chiedere a un giocattolone così?

Bliss di Mike Cahill – 5 febbraio (Amazon Prime Video)

Altro film pronto da un paio d’anni e vittima di ritardi e pandemie. Cortocircuiti tra realtà e immaginazione (che novità): Gregg (Owen Wilson) è un padre divorziato in crisi; Isabel (Salma Hayek) una misteriosa homeless (!) che gli rivela che la verità non è altro che una finzione generata al computer. Di serate senza niente da vedere ne abbiamo parecchie, e i cinema (purtroppo) restano chiusi ancora per un pezzo: ci tocca.

Little Big Women di Joseph Chen-chieh Hsu – 5 febbraio (Netflix)

Un altro sottogenere Netflix sono i drammoni famigliari orientali, tra cui si nasconde pure qualche titolone (vedi A Sun). Questa saga al femminile promette bene: ispirata alla storia personale del regista, racconta le vicissitudini di un clan matriarcale dopo la scoperta che il nonno appena scomparso aveva relazioni extraconiugali. Ha vinto parecchi premi tra i festival internazionali e tra le attrici c’è Chen Shu-fang, tra le più anziane dive di Taiwan: è già tutto bellissimo.

Malcolm & Marie di Sam Levinson – 5 febbraio (Netflix)

Il film più atteso del mese? Probabilmente sì. Per la regia di Sam Levinson, Mr. Euphoria che ha girato (splendidamente) questa partita a due durante il lockdown. Per la presenza, anche qui, della “sua” Zendaya, che già opziona una nomination ai prossimi Oscar, se non addirittura una statuetta. Per il glamour che trasuda il bianco e nero d’autore, l’intreccio musa-e-regista (il personaggio interpretato da John David “Tenet” Washington), la natura arty dell’insieme. La quarantena più figa che potrete vedere quest’anno: certamente più delle nostre.

L’ultimo paradiso di Rocco Ricciardulli – 5 febbraio (Netflix)

Riccardo Scamarcio è la star italiana più amata da Netflix. Dopo il poliziottesco Lo spietato, la comedy Gli infedeli e l’horror Il legame, ecco «la storia di un amore impossibile, del sogno di un uomo nelle cui vene scorrono sentimenti di ribellione e giustizia» (feat. Gaia Bermani Amaral: che fine aveva fatto?). Ancora Puglia e masserie (ma anni ’50) e un impianto visivo-mélo stile Il profumo del mosto selvatico. Cult o scult?

Lei mi parla ancora di Pupi Avati – 8 febbraio (Sky e NOW TV)

Il nuovo film di Pupi Avati è nel segno della tenerezza. Quella che già trasudavano le pagine del romanzo autobiografico di Giuseppe Sgarbi (padre di Vittorio ed Elisabetta) da cui è tratto. Una coppia (Renato Pozzetto e Stefania Sandrelli da anziani, Lino Musella e Isabella Ragonese) decide di amarsi “immortalmente”: dopo la morte di lei, succederà davvero? Cast all-star all’italiana (ci sono anche Fabrizio Gifuni, Chiara Caselli, Serena Grandi, Alessandro Haber) e il solito Pupi’s touch. Che non si discute mai.

Notizie dal mondo di Paul Greengrass – 10 febbraio (Netflix)

Potrebbe arrivare ai prossimi Academy Award anche questo western (però intimista) che è una novità sia per il protagonista Tom Hanks sia per il regista Paul Greengrass. Dopo la Guerra di Secessione, il veterano Jefferson Kyle Kidd (Hanks) si sposta di città in città raccontando le storie vere che raccoglie dai più remoti angoli della Terra. Finché non incontra Johanna (Helena Zengel), una ragazzina di dieci anni cresciuta dalla tribù dei Kiowa come se fosse una di loro. Una storia di frontiera in piena regola, confezionata impeccabilmente.

Gli spacciati di Julien Royal – 10 febbraio (Netflix)

A Parigi, due spacciatori casinari sfruttano i legami di famiglia per rilanciare la loro piccola “piazza”. Da una web series popolarissima in patria, un film che ne conserva l’impianto fatto di gag e battu(tacc)e, in perfetto stile comédie truzza francese. Niente di più, niente di meno: ma i fan dello humour alla Omar Sy (l’ultimo, fortunatissimo Lupin, sempre su Netflix) apprezzeranno di sicuro.

Bastardi a mano armata di Gabriele Albanesi – 11 febbraio (Amazon Prime Video)

Il remake di Vacanze per un massacro di Fernando Di Leo, tra i registi cult amati da Tarantino, è un regolamento di conti fra tre uomini bastardissimi, come vuole il nuovo titolo: Marco Bocci (già Solo), Fortunato Cerlino (già Gomorra – La serie) e Peppino Mazzotta (già Il commissario Montalbano). Sangue, botte, donne minacciate (la Maria Fernanda Cândido del Traditore e la Amanda Campana di Summertime): pacchetto completo, prendere o lasciare.

The Map of Tiny Perfect Things di Ian Samuels – 12 febbraio (Amazon Prime Video)

Arriva San Valentino, arrivano le rom-com. Con, almeno la prima, un twist sci-fi non nuovissimo (vedi il recente Palm Springs, sempre su Amazon). Mark (Kyle Allen) e Margaret (Kathryn Newton) sono costretti dentro un loop temporale che fa rivivere loro sempre la stessa giornata: decideranno di renderla indimenticabile, mettendo insieme una serie di “piccole cose perfette”. Fino al colpo di scena finale, e l’amicizia che immancabilmente diventa… vabbè, lo sapete.

Tua per sempre di Michael Fimognari – 12 febbraio (Netflix)

Altro giro, altra commedia romantica. Ma che commedia romantica: è l’ultimo capitolo della saga teen più amata (e riuscita) di Netflix, quella tratta dai bestseller di Jenny Han e con protagonista Lara Jean (Lana Condor). La quale, tornata da un viaggio di famiglia in Corea, dovrà decidere una volta per tutte cosa fare del suo futuro, tra il college e l’amore per Peter (il nuovo idolo delle ragazzine Noah Centineo). Comunque andrà a finire, ci mancherete.

Collective di Alexander Nanau – 18 febbraio (on demand)

Il documentario più bello – certamente scioccante – della stagione perde il circuito dei “cinemini” d’essai e punta direttamente al digitale. Speriamo non passi inosservato, visto che racconta una delle inchieste giornalistiche più clamorose degli ultimi anni: quella dei reporter del quotidiano romeno Gazeta Sporturilor, che hanno scoperchiato gli affaracci del governo di Bucarest nel ramo sanità (e non solo). È già incredibile che l’abbia condotta un giornale sportivo, ma la vicenda che vedrete lo è ancora di più. Ci si rivede agli Oscar.

I Care a Lot di J Blakeson – 19 febbraio (Amazon Prime Video)

Dopo Gone Girl – L’amore bugiardo, Rosamund Pike piazza un altro ruolo ad alto tasso di ambiguità, ma più virato sulla leggerezza. Stavolta è Marla Grayson, tutrice legale affidata dal tribunale ad anziani rimasti soli. Ma i suoi metodi non sono esattamente ortodossi: con la sua complice e amante Fran (Eiza González) truffa i vecchietti e ruba i loro risparmi. Ma poi incontra Jennifer (la leggendaria Dianne Wiest) e il piano rischia di fallire… Acclamatissimo a Toronto e 93% di giudizi positivi su Rotten Tomatoes: la chicca è servita.

Addio al nubilato di Francesco Apolloni – 24 febbraio (Amazon Prime Video)

Foto: Minerva Pictures

Un Bridesmaids de noartri? Perché no. Francesco Apolloni, già autore della Verità, vi prego, sull’amore, mette insieme Laura Chiatti, Chiara Francini, Antonia Liskova e Jun Ichikawa e le lancia dentro una commedia al femminile su un gruppo di amiche che si ritrova a festeggiare la futura sposa: ma la sposa non c’è… o forse ha teso loro un tranello. Americano goes amatriciano: ci sta già simpatico così.