I film da vedere in streaming a dicembre | Rolling Stone Italia
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I film da vedere in streaming a dicembre

L’epica 60s all’italiana starring Elio Germano, il ritorno dei criminali strafighi di Guy Ritchie, il musical con Meryl Streep e Nicole Kidman, la sci-fi secondo Clooney. Un Natale ricchissimo, nonostante tutto

Elio Germano guida il cast dell’‘Incredibile storia dell’Isola delle Rose’ di Sydney Sibilia

Foto: Simone Florena/Netflix

The Gentlemen di Guy Ritchie – 1 dicembre (Amazon Prime Video)

Matthew McConaughey, Hugh Grant, Colin Farrell, Charlie Hunnam, Jeremy Strong, più la “pupa” Michelle Dockery. Guy Ritchie, lasciato al dubbio kitsch dell’Aladdin live-action, ritrova la verve che forse non sfoggiava dai tempi dei cult Lock & Stock e Snatch. Non solo per il plot dal solito spirito criminal-british, stavolta però contaminato con gli States: il barone della cannabis ammerigàno Mickey (McConaughey) decide di trasferire i suoi affari nella Vecchia Inghilterra. Ma, soprattutto, per il ritmo forsennato, il montaggio che fa da contrappunto comico all’azione, i look strepitosi (menzione per le tute Adidas personalizzate di Farrell), il senso di puro cazzeggio (ma intelligentissimo) con cui dirige gli attori e si autocita. Schiacciato dalla pandemia, arriva finalmente in streaming un film che non meritava di passare inosservato.

Mank di David Fincher – 4 dicembre (Netflix)

Un film sulla (tribolatissima) lavorazione di Quarto potere? Non solo. Mank per David Fincher è uno dei progetti della vita: non solo perché il copione l’ha scritto suo padre Jack (morto nel 2003), ma perché la genesi di quest’opera è tormentata quasi quanto quella dell’originale. Alla base c’è la parabola dello sceneggiatore Herman J. Mankiewicz (un grande Gary Oldman), che fece di tutto per avere ufficializzata la paternità sullo script del capolavoro di Orson Welles. Ma quello di Fincher è anche (soprattutto?) un affresco sul cinema e la sua (ri)costruzione, sulle figure spesso invisibili che lo governano, sulla politica (anche in senso letterale) di ogni scelta estetica. Piacerà soprattutto ai cinefili, ma è giusto che lo produca Netflix, la piattaforma “per tutti” (com’erano per tutti gli Studios della Hollywood dei tempi d’oro).

Sound of Metal di Darius Marder – 4 dicembre (Amazon Prime Video)

Quando si dice “Oscar material”: la storia di un batterista che perde l’udito è un veicolo sulla carta sicuro per la prima nomination a Riz Ahmed, già volto di The Night Of e The OA. Ma non c’è solo il dramma del musicista costretto ad accettare la sua nuova condizione, nonostante il sostegno della fidanzata (interpretata da Olivia Cooke) che altri non è se non la metà canterina del duo di cui fa parte: Ruben Stone è pure un ex alcolista. Il film è l’esordio alla regia di un lungometraggio di Darius Marder, già sceneggiatore del sottovalutato Come un tuono di Derek Cianfrance. L’Academy apprezzerà? Staremo a vedere.

Non ti presento i miei di Clea DuVall – 6 dicembre (Sky)

Harper (Mackenzie Davis) porta a casa di mamma e papà la compagna Abby (Kristen Stewart) per non lasciarla sola durante le feste. Ma ai genitori la presenta come una semplice coinquilina: non è ancora pronta per il coming out in famiglia. Tra farsa e toni dolceamari, un equivoco seguirà l’altro. L’attrice Clea DuVall firma la prima vera LGBTQ+ comedy natalizia e dirige un grande cast (oltre alle protagoniste, Alison Brie, Mary Steenburgen e Dan Levy). E manda in visibilio non solo la “community”: su Twitter è stata lanciata una petizione per far mettere insieme, nell’eventuale sequel, Abby con la ex di Harper. Cioè la Riley di una sexyssima Aubrey Plaza.

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose di Sydney Sibilia – 9 dicembre (Netflix)

Una commedia, una storia epica, un film storico, un mélo. È tutto questo insieme, L’incredibile storia dell’Isole delle Rose, prima opera diretta e scritta (insieme a Francesca Manieri) da Sydney Sibilia dopo il successo della saga Smetto quando voglio. L’ispirazione è la cronaca del ’68: ma non le grandi contestazioni che tutti ricordano, semmai la parabola sommersa di Giorgio Rosa (un bravissimo Elio Germano), che decide di costruire un’isola al largo di Rimini e farla diventare uno Stato indipendente. Con tutte le complicazioni diplomatiche del caso. Grande ritmo e grande cast (si segnala una Matilda De Angelis tornata deliziosamente bolognese) per il titolo Netflix italiano di punta della stagione: vedetelo, e capirete perché.

10 giorni con Babbo Natale di Alessandro Genovesi – 10 dicembre (Amazon Prime Video)

Dopo l’exploit al botteghino di 10 giorni senza mamma (7 milioni e mezzo di euro l’incasso totale l’anno scorso), arriva l’immancabile sequel. Ma, vista la situazione, direttamente in digitale. Il clan composto da papà Fabio De Luigi, mamma Valentina Lodovini e tre figli affronta le Feste. Se noi saremo (forse) costretti a non lasciare la nostra regione, ci accontenteremo di vedere loro mettersi in viaggio. Mezzo di trasporto: un vecchio camper. Destinazione: Lapponia. Guest star: un sedicente Babbo Natale, cui dà volto e barba la new entry Diego Abatanuono. Alla regia c’è invece ancora Alessandro Genovesi, ormai una certezza della commedia nostrana formato famiglia.

Il giardino segreto di Marc Munden – 10 dicembre (Amazon Prime Video)

Dall’amatissimo romanzo per ragazzi firmato Frances Hodgson Burnett, una rilettura che pigia il pedale del fantasy. Ma che mantiene l’impianto della narrazione classica che ben conosciamo. La viziatissima orfanella Mary Lennox (Dixie Egerickx) si ritrova dall’India coloniale, dove viveva coi genitori, alla magione spettrale nella campagna inglese dello zio Archibald (Colin Firth), che diventa il suo tutore. Tra una governante inflessibile (Julie Walters) e il figlio “segreto” del padrone di casa (il leggendario personaggio di Colin, interpretato in questa versione da Evan Hayhurst), sarà il coming of age più classico che si può. Da vedere coi bambini con l’albero di Natale acceso.

I’m Your Woman di Julia Hart – 11 dicembre (Amazon Prime Video)

Oltre a Mrs. Maisel c’è di più. O almeno è ciò che vuole dimostrarci Rachel Brosnahan, la (giustamente) premiatissima protagonista della (ari-giustamente) premiatissima serie creata da Amy Sherman-Palladino. Che qui cambia drasticamente territori. Nel film, da lei anche prodotto e diretto da Julia Hart, è Jean, da timida casalinga a madre in fuga (con figlio piccolo al seguito) dal marito criminale. Ops: forse, nonostante i contorni siano ben diversi, la storia di riscatto ed empowerment femminista non è poi così lontana da quella stand-up comedian anni ’50 più iconica della serialità corrente. Ma Rachel ci piace assai: le diamo volentieri una chance anche in versione action mom.

The Prom di Ryan Murphy – 11 dicembre (Netflix)

Dopo Hollywood, The Politician 2, Ratched, The Boys in the Band, 9-1-1: Lone Star e il documentario A Secret Love, il prolificissimo Ryan Murphy chiude l’annata con un film che ha anche voluto dirigere in prima persona, e non solo ideare/produrre come gli altri titoli. Ovvero, l’adattamento dell’omonimo musical di Broadway, storia di due star del palcoscenico (Meryl Streep e James Corden) che, per riabilitare la propria immagine, partono alla volta dell’Indiana con due colleghi (Nicole Kidman e Andrew Rannells) in soccorso di una liceale (Joe Ellen Pellman) alla quale è stato vietato di portare al ballo di fine anno la sua fidanzata (Ariana DeBose, nel ruolo che fu inizialmente offerto ad Ariana Grande). Diritti LGBTQ+ e numeri musicali alla Glee: la combo perfetta per Murphy, il primo a divertirsi un mondo di fronte a una Meryl più gigiona che mai.

In vacanza su Marte di Neri Parenti – 13 dicembre (on demand)

Dopo il sottovalutato Amici come prima, che due anni fa aveva teneramente ricompattato la storica coppia Massimo Boldi-Christian De Sica, era atteso anche il ritorno del cinepanettone by Neri Parenti a quindici anni dall’ultimo, Natale a Miami. Tanto che il titolo inizialmente previsto era Natale su Marte. Invece, tra Covid e cambi di distribuzione (dalla sala allo streaming on demand: la prima volta per una commedia delle Feste), si va In vacanza su Marte. Con De Sica che si ritrova in orbita con il figlio improvvisamente invecchiato di decenni per colpa di un guasto tecnico (e dunque con le fattezze di Boldi). Le gag che ci si aspetta son già nel trailer, il cast è (a suo modo) deluxe: Lucia Mascino, Paola Minaccioni, Milena Vukotic, Fiammetta Cicogna e Herbert Ballerina.

Antebellum di Gerard Bush e Christopher Renz – 14 dicembre (Amazon Prime Video)

Nell’anno delle (sciocche) polemiche su Via col vento, spunta un film (altrettanto discusso) che cerca di rileggere lo schiavismo americano attraverso gli stilemi dell’horror contemporaneo (alla Jordan Peele, per capirci). Il risultato è originale ma discordante, in ogni caso ben retto sulle spalle di Janelle Monáe, cantante e (sempre più) attrice che si ritrova divisa tra il personaggio della schiava Eden e quello della scrittrice dei giorni nostri Veronica: chi è intrappolata nell’incubo di chi? I registi e sceneggiatori Gerard Bush e Christopher Renz non hanno certo la mano leggera, ma il 2020 ci ha abituati a ben peggio. E poi c’è Jena Malone nei panni (tanto per cambiare) di un’adorabile villain.

Weekend di Riccardo Grandi – 17 dicembre (Amazon Prime Video)

La meglio gioventù (o parte di essa) di cinema e serialità italiani degli ultimi anni: Lorenzo Zurzolo, Alessio Lapice, Filippo Scicchitano, Eugenio Franceschini e Jacopo Olmo Antinori (più Greta Ferro, già protagonista dello stracultissimo Made in Italy). Tutti bloccati, alla Agatha Christie, in un rifugio di montagna durante una tormenta di neve. Si potranno mettere in salvo solo sbrogliando un mistero che li riguarda: cioè scoprire chi tra loro ha commesso, in passato, un terribile crimine. Finiranno per dubitare tutti l’uno dell’altro. Amici amici, amici… vabbè, l’avete capito. Claustrofobia da isolamento pura: siete avvisati.

Ma Rainey’s Black Bottom di George C. Wolfe – 18 dicembre (Netflix)

L’ultimo film di Chadwick Boseman. E quello che, secondo alcuni, potrebbe fargli vincere un Oscar postumo (o almeno regalargli una nomination). Ma anche l’occasione per un’altra debordante performance di Viola Davis, anche lei sicura candidata agli Academy Awards 2021. L’attrice, già vincitrice di una statuetta come non protagonista per Barriere di Denzel Washington (2016), dà corpo e voce a Malissa Nix Pridgett più nota come Ma Gertrude Rainey, considerata da tutti la “madre del blues” in quanto prima cantante afroamericana professionista agli inizi del secolo scorso. Boseman è il suo altrettanto talentuoso trombettista. La Chicago degli anni ’20, grandi prove d’attore, drammone d’ordinanza a fare da sfondo alle esibizioni sul palcoscenico: Black Music Matters.

The Midnight Sky di George Clooney – 23 dicembre (Netflix)

Dopo la miniserie “italiana” Catch-22, George Clooney torna alla regia di un film per il cinema: pardon, per lo streaming. Basato sul romanzo La distanza tra le stelle di Lily Brooks-Dalton, The Midnight Sky (attenzione, quando googlate, a non confonderlo con la bellissima hit di Miley Cyrus) è la storia di un uomo (lo stesso Clooney) rimasto da solo in una base dell’Artide. Deve convincere l’equipaggio di uno shuttle (tra i suoi membri ci sono Felicity Jones e Kyle Chandler) a non fare ritorno sulla Terra, distrutta dalla solita imprecisata catastrofe. Siamo dalle parti della sci-fi intimista, tra Gravity di Alfonso Cuarón, uno dei migliori film di George in assoluto, e Solaris, di cui invece girò un brutto remake firmato Steven Soderbergh nel 2002. Omaggio al primo o riscatto del secondo? Comunque vada, c’è George: what else?

Soul di Pete Docter e Kemp Powers – 25 dicembre (Disney+)

Il film Pixar che tutti aspettavamo nelle sale arriva direttamente in digitale, cioè su Disney+. Soul, si capisce subito, è da intendersi sia in senso esistenziale che musicale. Al centro della trama c’è difatti Joe Gardner (la voce originale è di Jamie Foxx), insegnante di musica di scuola media e aspirante jazzista che, per colpa di un passo falso (letteralmente), finirà dalle strade di New York all’Ante-Mondo. Ovvero, il luogo fantastico dove le nuove anime acquisiscono personalità, caratteristiche e interessi prima di fare ritorno sulla Terra. Dopo Inside Out e Coco, lo Studio della lampada prosegue nella sua ricerca filosofica transgenerazionale. Ovviamente si piange molto: del resto, questo Natale va così.

Sylvie’s Love di Eugene Ashe – 25 dicembre (Amazon Prime Video)

Un po’ Se la strada potesse parlare, un po’ La La Land. Siamo nella Manhattan del 1957: Sylvie (Tessa Thompson), una ragazza che lavora nel negozio di dischi del padre e sogna di intraprendere una carriera in televisione, incontra il sassofonista Robert (Nnamdi Asomugha), tra i clienti più assidui. Va da sé che scoppia una passione torrida come l’estate che fa da sfondo al film. Ma il fidanzato della prima torna dalla guerra, e l’affaire è costretto a spegnersi. Finché, molti anni dopo… Una love story afro come forse non ne sono mai state prodotte prima d’ora. E con un décor che, nelle nuance e nella messa in scena, sembra ricalcare filologicamente i capolavori della Vecchia Hollywood. Il mélo di Natale è servito.

Tutti per 1 – 1 per tutti di Giovanni Veronesi – 25 dicembre (Sky)

Il sottotitolo dei Moschettieri del re non era piazzato lì a caso: La penultima missione. Riecco dunque D’Artagnan (Pierfrancesco Favino), Porthos (Valerio Mastandrea) e Athos (Rocco Papaleo), richiamati dalla regina Anna d’Austria (Margherita Buy) per un’ultimissima impresa. Ancora sfide on the road nella Francia immaginata da Dumas, ma riambientata su set italiani e molto liberamente “scorretta” da Giovanni Veronesi. Featuring, stavolta, guest star di lusso: vedi il Cyrano di Guido Caprino. Anche per questo film (da oltre 5 milioni al box office durante le Feste 2018-2019) un seguito che va direttamente in digitale: è questa la vera missione.