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I film da vedere a ottobre

Dall’indie-cult ‘Palm Springs’ al legal drama da (probabili) Oscar ‘Il processo ai Chicago 7’, dalla reunion Sofia Coppola-Bill Murray all’esplosivo esordio di Pietro Castellitto: il meglio in sala e in streaming

Cristin Milioti e Andy Samberg in ‘Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani’

The Lie di Veena Sud – 6 ottobre (Amazon Prime Video)

C’è vita oltre The Kissing Both. Dopo aver già dato prova di ottime doti drammatiche nella miniserie The Act, Joey King si candida a diventare una scream queen. Con questo film che è forse il più atteso tra i titoli di Welcome to the Blumhouse, il “pacchetto horror” realizzato in collaborazione con la casa di produzione cult che sbarca su Amazon Prime Video a ottobre: gli altri film sono Black Box, Nocturne e Evil Eye. Sarà per via del cast (accanto a King ci sono Peter Sarsgaard e Mireille Enos) o della trama che ruota attorno a una delle domande più vecchie di sempre: cosa sono disposti a fare i genitori per proteggere il proprio figlio anche quando sbaglia? Non stiamo ovviamente a svelarvi quel che ha fatto Joey…

Hubie Halloween di Steven Brill – 7 ottobre (Netflix)

Non c’è stagione cinematografica che si rispetti senza il suo film di Halloween di riferimento. A questo giro tocca a questo con protagonista Hubie Dubois (Adam Sandler), l’uomo che si occupa della sicurezza del suo quartiere durante la notte delle streghe. Ma il 31 ottobre in questione c’è un pericoloso criminale in fuga: le cose non si mettono benissimo. Dopo la straordinaria performance in Diamanti grezzi (sempre su Netflix), Sandler torna alla comedy pura. Regia di Steven Brill, che ha già incontrato il protagonista sui lontani set di Little Nicky – Un diavolo a Manhattan e Mr. Deeds, e cast con cammei di lusso: ci sono anche Ben Stiller, Steve Buscemi, Maya Rudolph e… Shaquille O’Neill!

Un divano a Tunisi di Manele Labidi – 8 ottobre

Due mondi a confronto, due culture, due modi di analizzare (letteralmente) la vita. In mezzo, una giovane donna che si mette a curare gli altri per guarire – ça va sans dire – sé stessa. Selma (Golshifteh Farahani) è una psicanalista trentacinquenne che decide di lasciare Parigi e aprire uno studio a Tunisi, dove è nata e cresciuta. Lo scopo è mettere sul lettino i suoi connazionali sconquassati dalla rivoluzione, e da traumi privati assortiti che non hanno mai avuto il coraggio (o il costume) di tirare fuori. Ma, tra burocrazia e ostruzionismo delle autorità, sul divano del titolo ci finirà, simbolicamente, proprio lei. Ne esce una dramedy etnografica e femminile che mette buonumore, e pure speranza (politica) nel futuro.

Divorzio a Las Vegas di Umberto Carteni – 8 ottobre

Lorenzo (Giampaolo Morelli) ed Elena (Andrea Delogu, al suo esordio al cinema) si sono conosciuti a diciott’anni durante una vacanza studio negli States. E l’ultimo giorno, complice il peyote, si sono sposati a Las Vegas. Poi, chi s’è visto s’è visto. Finché vent’anni dopo – lei manager rampante, lui ghost writer “bipartisan” per politici di ogni schieramento – non si ritrovano per… divorziare. Umberto Carteni aveva già dimostrato buone doti di regista di commedia degli equivoci con Diverso da chi?, starring Claudia Gerini e Luca Argentero: questo è il salto, diciamo così, internazionale. Che resta però italianissimo: nel cast anche Ricky Memphis e Gian Marco Tognazzi, sempre due certezze.

Paradise – Una nuova vita di Davide Del Degan – 8 ottobre

Calogero (Vincenzo Nemolato, attore dalla faccia pazzesca che andrebbe usato di più) è testimone di un “ammazzamento” mafioso e dunque costretto a fuggire dal paesello siculo per finire – volere del programma di protezione testimoni – tra i monti del Friuli. Incontrerà un altro Calogero (Giovanni Calcagno, sempre ottima spalla, e pure lui poco utilizzato): ma meglio non anticipare troppo. Tra Fargo e il classico buddy movie, il triestino Davide Del Degan firma un’opera prima con un buon ritmo e tanta tenerezza. Che conferma come, se la mano c’è, anche le atmosfere che crediamo di conoscere già possono risultare simpaticamente originali.

Imprevisti digitali di Benoît Delépine e Gustave Kervern – 15 ottobre

Non fatevi ingannare dal titolo italiano. Quello originale – Effacer l’historique, che vale sia come “cancellare la cronologia” (del computer) sia come “cancellare la Storia” – riflette meglio lo spirito del film di Benoît Delépine e Gustave Kervern, la coppia “militante” di Louise-Michel e Mammuth. Questa commedia irresistibile, vincitrice all’ultima Berlinale del premio speciale per il 70esimo anniversario del festival, incrocia i destini di tre amici: Marie (Blanche Gardin), ricattata con un video hard che potrebbe finire in rete; Bertrand (Denis Podalydès), innamorato a distanza di un’assistente di call center (reale o virtuale?); e Christine (Corinne Masiero), autista di un simil-Uber ossessionata dalle “stellette” dei clienti. Decideranno insieme di ribellarsi alla dittatura del web. Moralismo? Tutt’altro: il perfetto spirito dei tempi, messo in scena con tutto lo spirito della migliore satira sociale.

Lockdown all’italiana di Enrico Vanzina – 15 ottobre

All’uscita (viralissima) del poster, è venuto giù un casino sui social. Meglio così: tutta pubblicità per l’esordio alla regia a 71 anni (incredibile ma vero) di Enrico Vanzina. Che, con ironia ma anche tenerezza, prova a raccontare il nostro sentimento collettivo al tempo dell’isolamento. Mettendo insieme traditi e traditori costretti a vivere sotto il tetto del cornuto/a. Quartetto in gran forma – Ezio Greggio, Martina Stella, Ricky Memphis e Paola Minaccioni, anche collaboratrice alla sceneggiatura – per una commedia (non un cinepanettone) che farà ulteriormente discutere. Vanziniani per sempre.

Il processo ai Chicago 7 di Aaron Sorkin – 16 ottobre (Netflix)

Dopo il debutto da regista tre anni fa con l’imperfetto Molly’s Game, il più grande sceneggiatore su piazza americana (vedi le serie West Wing e The Newsroom e l’Oscar per The Social Network di David Fincher) torna dietro la macchina da presa con un’opera decisamente più importante e ambiziosa. Ovvero, la ricostruzione del processo realmente avvenuto nel 1969, quando sette persone furono accusate dal governo degli Stati Uniti di aver causato le rivolte anti-Vietnam durante la convention dei Democratici dell’anno precedente. Supercast (Sacha Baron Cohen, Eddie Redmayne, Mark Rylance, Michael Keaton, Jeremy Strong, Joseph Gordon-Levitt) e già il placet della critica, che lo lancia verso gli Oscar del 2021: il filmone del mese, o forse dell’anno.

Mi chiamo Francesco Totti di Alex Infascelli – nelle sale il 19, 20 e 21 ottobre

Prima della serie prodotta da Sky e interpretata da Pietro Castellitto (vedi anche più avanti), arriva il documentario su Er Pupone già attesissimo dai fan (e non solo loro). Dall’autobiografia Un Capitano, scritta insieme al giornalista Paolo Condò, «un racconto intimo, in prima persona, dello sportivo e dell’uomo»: così recita la nota ufficiale. Nel ritratto di Alex Infascelli, Totti ripercorre la sua vita come se fosse il film che i tifosi hanno visto (e amato) per anni, tra ricordi professionali e confessioni private (feat. l’immancabile Ilary). Nelle sale solo il 19, 20 e 21 ottobre: quasi come un weekend di campionato.

Rebecca di Ben Wheatley – 21 ottobre (Netflix)

Come osate mettere le mani su Hitchcock! A maggior ragione perché, a chi ci ha già provato (dal Delitto perfetto con Michael Douglas e Gwyneth Paltrow allo Psycho pur firmato da Gus Van Sant), non è andata benissimo. Ora è il turno di Ben Wheatley, autore dello spassoso e chiassoso Free Fire, che prende Rebecca – La prima moglie e ne dà una rilettura moderna e patinata. Del cast ci fidiamo: l’angelica Lily James, il gagà Armie Hammer e, soprattutto, Kristin Scott Thomas nei panni della governante “bitch”. Come l’originale di Sir Alfred non sarà di certo: ma ci si potrà comunque divertire.

I predatori di Pietro Castellitto – 22 ottobre

L’opera prima più amata a Venezia 77 (da cui è tornata con il premio per la miglior sceneggiatura della sezione Orizzonti) consacra preventivamente il giovane attore italiano di cui sentiremo parlare di più nei prossimi mesi: Pietro Castellitto sarà nel cast dell’attesissimo Freaks Out di Gabriele Mainetti (in arrivo a dicembre) e, l’abbiamo già detto, vestirà la maglia numero 10 di Francesco Totti nella futura serie Sky. Qua però è anche regista e autore del copione, scritto a 22 anni (ora ne ha 28) e già maturo nonostante le ambizioni: raccontare la “doppia” Roma della borghesia intellò e della periferia neofascista. Esito coraggiosamente grottesco ed esilarante. Con complesso edipico risolto in fretta e bene: nella finzione è la mamma la regista di famiglia, e la carrellata sui David di Donatello dell’inizio basta a rispondere alle domande sull’essere “figlio di” (Sergio e Margaret Mazzantini). È nato un autore.

Borat Subsequent Moviefilm di Jason Woliner – 23 ottobre (Amazon Prime Video)

Sottotitolo: Delivery of Prodigious Bribe to American Regime for Make Benefit Once Glorious Nation of Kazakhstan. La notizia del sequel di Borat era già nota. La data – cotta e mangiata – di uscita in streaming arriva un po’ a sorpresa. Evviva! Il tono irriverente (per usare un eufemismo) si intuisce fin dal poster: Sacha Baron Cohen, al posto dello striminzito slippino, ha una mascherina chirurgica. Sì, proprio lì. Gli si vuole già bene. Il resto, ancora piuttosto top-secret, sarà l’umorismo politicamente scorrettissimo di sempre. Una sola domanda: nel mondo di oggi dove tutti si offendono per tutto sarà ancora accettato?

On the Rocks di Sofia Coppola – 23 ottobre (Apple TV+)

A diciassette anni (!) dal sommo Lost in Translation e a cinque dal dimenticabile divertissement A Very Murray Christmas, si ricompatta la coppia Sofia Coppola-Bill Murray. Con questo On the Rocks, che è un on the road per le strade di New York. Le perlustrano Felix (Murray) e la figlia Laura (Rashida Jones), sulla tracce del di lei forse fedifrago marito (Marlon Wayans): il padre è un esperto di relazioni extraconiugali, dunque chi meglio di lui può aiutarla in questa ricerca? «Volevo fare un film giocoso, leggero, con molto cuore e sincerità», spiega la regista. «Al centro c’è la differenza tra la visione del mondo della “Martini generation”, cioè quella di Felix, e la nostra. E di come osserviamo diversamente il rapporto tra uomini e donne». Lost in generation.

Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani di Max Barbakow – 26 ottobre

Ricordate Russian Doll, la serie “made in Netflix” con Natasha Lyonne? Ecco, Palm Springs – uno degli esordi più applauditi nell’ultima annata dalla stampa Usa – potrebbe ricordarlo da vicino. Perché l’impianto “giorno della marmotta meets commedia romantico-esistenziale” è del tutto simile. Ma qua il tono è decisamente più scanzonato, grazie anche alle performance magistralmente “cazzone” di Andy Samberg e Cristin Milioti, già incrociata in serie come Fargo, Modern Love e Black Mirror (nell’episodio cult USS Callister) e qua finalmente protagonista assoluta. E c’è anche J.K. Simmons, di passaggio nel deserto californiano e come sempre irresistibile.

The Rossellinis di Alessandro Rossellini – nelle sale il 26, 27 e 28 ottobre

Un album di famiglia un po’ narcisistico? Affatto. The Rossellinis è probabilmente il documentario migliore (di certo il più divertente) che vedrete quest’anno. Alessandro Rossellini, figlio di Renzo e nipote del Roberto di Roma città aperta e Paisà, compie un viaggio tra i parenti più (zia Isabella) o meno famosi che diventa un’incredibile seduta di autoanalisi: che cosa significa essere l’erede di una dinastia destinata ad essere sempre genialissima, prestigiosissima, fighissima? Tra materiali d’archivio pazzeschi (molti dei quali starring Ingrid Bergman) e momenti di sincera commozione, finirà che vorrete entrare nel clan Rossellini pure voi. O forse no?

The Specials – Fuori dal comune di Éric Toledano e Olivier Nakache – 29 ottobre

Coppia che vince non solo non si cambia: riconferma saldamente il perché dei successi passati. Dopo il boom di Quasi amici (e il meno fortunato, almeno da noi, ma altrettanto riuscito C’est la vie – Prendila come viene), il duo di registi e sceneggiatori Éric Toledano e Olivier Nakache mette a segno un altro colpo. E mette in primo piano un’altra coppia al maschile: Bruno (Vincent Cassel) e Malik (Reda Kateb) sono due amici e colleghi di professione assistenti sociali, da sempre alle prese con ragazzini affetti da autismo in una onlus che deve combattere contro gli inghippi della burocrazia. Grandi protagonisti, gran ritmo, e un taglio visivamente diverso: siamo quasi dalle parti del docudrama, abilmente governato.