I film da vedere a maggio 2021 | Rolling Stone Italia
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I film da vedere a maggio 2021

Dalla Crudelia di Emma Stone alla sorpresa degli Oscar ‘Minari’. Dal nuovo Woody Allen (yuppi!) all’armata horror di Zack Snyder. E questo mese, finalmente, si torna anche in sala

Emma Stone è Crudelia

Foto: Laurie Sparham/Disney Enterprises Inc.

Chick Fight di Paul Leyden – 4 maggio (Amazon Prime Video)

Anna (Malin Åkerman) vuole dare una svolta alla sua vita, e allora che fa? Inizia a frequentare un fight club per sole donne. Ma quel luogo si rivelerà più “famigliare” del previsto… Action comedy al femminile prodotta dalla stessa protagonista. Che per l’occasione mette insieme un team sulla carta improbabile: da Alec Baldwin a Bella Thorne, passando per lo sboccatissimo Kevin Connolly. Da vedere solo dopo il coprifuoco.

Minari di Lee Isaac Chung – 5 maggio (Sky e NOW)

Una famiglia sudcoreana nell’America degli anni ’80, il tema dell’integrazione visto con gli occhi di un bambino, una confezione indie-patinata (producono Brad Pitt e Bong Joon-ho) e una colonna sonora super (di Emile Mosseri). Dopo qualche giorno nelle sale, arriva anche in streaming il film-rivelazione degli Oscar 2021, da cui è tornato a casa con il premio per l’adorabile nonna Youn Yuh-jung: se non avete visto il suo speech, fatelo ORA.

Due di Filippo Meneghetti – al cinema dal 6 maggio

La claustrofobia è il vero sentimento di questo tempo. Ecco arrivare, profetico (è stato girato nel 2018), questo sensibile “thriller da camera” su una coppia di donne anziane che sfida il tabù (delle generazioni più giovani) del poter stare insieme. Filippo Meneghetti è padovano ma è andato a vivere in Francia, che ha candidato questo suo esordio (incredibile ma vero) agli Oscar e gli ha assegnato il César per la migliore opera prima. Un altro promettentissimo cervello in fuga, sigh.

Rifkin’s Festival di Woody Allen – al cinema dal 6 maggio

Finalmente Woody. C’è voluta la Spagna (insieme all’italiana Wildside) per riportare sullo schermo l’autore più ingiustamente osteggiato del momento. Che ha appunto ambientato a San Sebastián la sua commedia festivaliera su un ex professore cinefilo (il grande Wallace Shawn) che approda nella città basca con la moglie (Gina Gershon). Su sfondo di kermesse cinematografica, a tentarli ci saranno rispettivamente Elena Anaya e Louis Garrel (più una comparsata di Christoph Waltz). Rigorosamente solo in sala.

Monster di Anthony Mandler – 7 maggio (Netflix)

Se ancora non conoscete Kelvin Harrison Jr., segnatevi il suo nome. Dopo L’assistente della star e Il processo ai Chicago 7, eccolo chiudere la sua lunga annata con questo dramma a sfondo razziale. Uno studente di 17 anni appassionato di fotografia viene accusato di omicidio e diventa lo strumento di una battaglia legale che rischia di farlo finire in prigione. Supercast black con, tra gli altri, Jennifer Hudson, Jeffrey Wright, John David Washington e pure A$AP Rocky.

Twist di Martin Owen – 10 maggio (Sky e NOW)

Nel senso dell’Oliver di Charles Dickens. Ma Twist è una rilettura moderna, nonostante la presenza di un Sir del cinema inglese come Michael Caine. Il protagonista però è un futuro (forse) divo di nuova generazione: Rafferty Law, già modello nonché figlio di Jude. Che ha la faccia da scugnizzo cockney perfetta per incarnare l’eroe ottocentesco trapiantato nella Londra di oggi. Nel cast anche Lena “Game of Thrones” Headey e Rita Ora.

Oxygène di Alexandre Aja – 12 maggio (Netflix)

Una donna (Mélanie Laurent) si risveglia nel futuro dentro una capsula criogenica (vabbè), ma soffre di amnesia: perché sono qui? E c’è pure un’aggravante: l’ossigeno sta per finire… Sci-fi intimista alla francese con cast d’auteur (ci sono anche Mathieu Amalric e Malik Zidi) e la regia del ritrovato Alexandre Aja di Alta tensione e Le colline hanno gli occhi. Sulla carta, tutto bene (forse).

Io sono nessuno di Ilya Naishuller – al cinema dal 13 maggio

Un soggetto già sentito mille volte: il tranquillo padre di famiglia, liquidato dai vicini come “signor nessuno” perché apparentemente non sa fronteggiare manco due ladruncoli che gli piombano in casa, diventa una macchina di pura violenza. Ma c’è il Bob Odenkirk di Better Call Saul, tra i volti più amati della tv recente e oggi (finalmente) ben sfruttato anche al cinema. Vale la visione.

Maternal di Maura Delpero – al cinema dal 13 maggio

L’Hogar è un centro religioso per ragazze madri, un luogo paradossale in cui la maternità precoce di ragazze adolescenti convive con il voto di castità delle suore che le hanno accolte. Lo scopriamo attraverso lo sguardo di Suor Paola, novizia appena arrivata a Buenos Aires dall’Italia. Premiato ai festival di mezzo mondo, il film di Maura Delpero è una sorta di Ti spedisco in convento d’autore. Graziato (pardon) da un cast di giovani volti che non si dimenticano.

Si vive una volta sola di Carlo Verdone – 13 maggio (Amazon Prime Video)

Era il grande titolo “pop” atteso alla fine di febbraio 2020, e dunque la prima vittima illustre del Covid. Dopo un anno di attesa della riapertura delle sale, l’ultimo Verdone esce su piattaforma: paradossi dell’audiovisivo in era pandemica. Un’équipe di medici, uno di loro che si ammala, gli altri che tengono il segreto e lo portano in Puglia (dove se no): ma non finisce qui. Il Carlo nazionale guida un cast che comprende Rocco Papaleo, Max Tortora e Anna Foglietta.

Stitches – Un legame privato di Miroslav Terzić – al cinema dal 13 maggio

Scritto dall’autrice di Dio è donna e si chiama Petrunya, che i frequentatori dei pochi cineforum ormai rimasti forse ricordano, un altro racconto socio-politico dai Balcani che, stavolta, trae ispirazione dalla testimonianza di una sarta di Belgrado. Che, tra gli anni ’80 e ’90, combatté per cercare e fare luce sul figlio dichiarato morto dopo la nascita. Scoprendo terribili verità sepolte. Per spettatori “d’essai”.

La donna alla finestra di Joe Wright – 14 maggio (Netflix)

Bloccatissimo causa pandemia, arriva in streaming l’adattamento del bestseller di A.J. Finn diretto da “Mister Adattamenti” Joe Wright (Orgoglio e pregiudizio, Espiazione, Anna Karenina) e con un cast stratosferico: Amy Adams è la donna del titolo, costretta in casa in quanto agorafobica, e poi ci sono Julianne Moore, Gary Oldman e Jennifer Jason Leigh nei panni dei vicini al centro dell’intrigo che la protagonista osserva (o crede di vedere) in stile Jimmy Stewart nella Finestra sul cortile. Alla fine l’ha preso Netflix: sarà una hit.

The Nest – L’inganno di Sean Durkin – 14 maggio (Amazon Prime Video)

È il 1986, sta per esplodere il Big Bang finanziario, il broker british Rory (Jude Law) convince la moglie americana Allison (Carrie Coon, indimenticata nella terza stagione di Fargo) a lasciare gli States per tornare a Londra: il family drama scoppia. Una coppia di protagonisti sopraffina, atmosfere da cinema art house, un copione che restituisce molto bene il senso di ricchezza di facciata e povertà di fondo (soprattutto morale). Uno dei titoli più acclamati della stagione dalla stampa anglosassone, forse anche un po’ troppo.

Un altro giro di Thomas Vinterberg – al cinema dal 20 maggio

Miglior film internazionale agli ultimi Oscar, ma anche titolo che esce dalla Awards Season con una candidatura agli Academy Awards (un po’ a sorpresa, va detto) al suo regista Thomas Vinterberg, danese nato Dogma (Festen ha fatto epoca) che negli anni si è ammorbidito. Senza perdere la mano lucida e affilata: qua, complice un gigantesco Mads Mikkelsen, indaga sul senso della vita mettendoci un tasso di etilismo che non guasta. Un grande film.

Il cattivo poeta di Gianluca Jodice – al cinema dal 20 maggio

Altro giro, altro film che arriva dopo mesi di blocco. Cioè la biografia del Vate, interpretato nel debutto di Gianluca Jodice da Sergio Castellitto. L’inverno della vita del grande poeta e il tramonto di una nazione intera alle porte della Seconda guerra mondiale: questa la (stringatissima) sinossi di quello che si propone come “biopic moderno”. Tornano in sala gli italiani: bene così.

The Father – Nulla è come sembra di Florian Zeller – al cinema dal 20 maggio

Il film più bello tra i candidati agli Oscar 2021? Forse sì. Florian Zeller, drammaturgo übercool di Francia, esordisce sulla scena internazionale con l’adattamento della sua pièce “staccandola” dal palcoscenico e facendola diventare materia viva per il grande schermo. Un thriller da camera sulla vecchiaia e le sue derive con due giganti: il padre Anthony Hopkins, meritatissima statuetta dell’Academy come protagonista, e la figlia Olivia Colman.

Morrison di Federico Zampaglione – al cinema dal 20 maggio

Dopo (s)cult come Nero bifamiliare e Tulpa – Perdizioni mortali, Federico Zampaglione torna dietro la macchina da presa a quasi dieci anni dall’ultimo film per raccontare una storia meno horror e più “musicale”. Ma sempre oscura a modo suo. Cioè quella dell’incontro, nel locale del titolo, tra l’aspirante musicista Lodo (Lorenzo Zurzolo) e l’ex rockstar Libero (Giovanni Calcagno). Tratto dal romanzo Dove tutto è a metà dello stesso cantautore/regista, nel cast anche la Carlotta Antonelli di Suburra – La serie.

Voyagers di Neil Burger – al cinema dal 20 maggio

I Voyagers del titolo sono un gruppo di persone che, impegnate in una missione per colonizzare un lontano pianeta, si trovano ad esplorare la loro natura più primitiva. Niente di nuovo anche qua, ma regia di un buon mestierante di Hollywood (il Neil Burger di The Illusionist e Limitless) e cast interessante: Tye Sheridan, Lily-Rose Depp e Colin Farrell. Mica male, come compagni di viaggio.

Army of the Dead di Zack Snyder – 21 maggio (Netflix)

Dopo il notevole director’s cut di Justice League (su Sky), Zack Snyder sbarca su Netflix con un heist movie “politico” – così lo definisce l’autore – nonostante la banda sia composta da morti viventi. Il colosso (e stuntman) Dave Bautista è promosso a protagonista di questo blockbusterone formato streaming che – sempre secondo le dichiarazioni del regista – si rifà a classici come Un colpo all’italiana e la saga di Ocean. Un’altra league imperdibile.

American Skin di Nate Parker – 24 maggio (Sky e NOW)

Da golden boy della New (Black) Hollywood grazie a The Birth of a Nation a reietto dell’industria per le accuse di molestie passate: questa è la parabola di Nate Parker, il cui secondo film è rimasto al palo per quasi due anni. Dopo la presentazione a Venezia 76, ecco l’atteso dramma che “trasloca” il Black Lives Matter dall’America di ieri a quella di oggi, eterna terra di violenza contro la popolazione di origine afro. Il film ha la benedizione di Spike Lee, e tanto basta.

Il divin codino di Letizia Lamartire – 26 maggio (Netflix)

Un biopic su Roberto Baggio (un bravissimo e somigliantissimo Andrea Arcangeli) che indugia più sul lato umano (e spirituale) che su quello calcistico. Letizia Lamartire ha la mano giusta per raccontare quella che è, appunta, prima la storia di un uomo che quella del divo (tormentato) del pallone. Oltre al protagonista che si rivela una scelta perfetta, un cast di volti azzeccatissimi: dal padre interpretato da Andrea Pennacchi a Martufello (!) nel ruolo del “Mister” Mazzone.

Sulla infinitezza di Roy Andersson – al cinema dal 27 maggio

Dopo il Leone d’oro nel 2014 con Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza, il veterano del cinema svedese ha strappato quello d’argento cinque anni più tardi con quest’altra serie di tableaux vivants sospesi tra filosofia e ironia, con tocco poetico-chagalliano e solito esistenzialismo dell’assurdo. Per cinefili duri e puri, prendere o lasciare: ma i fan apprezzeranno anche stavolta.

Crudelia di Craig Gillespie – 28 maggio (al cinema e su Disney+)

Commediante di razza, musa alleniana, diva musical da Oscar, Favorita di Sua Maestà Olivia Colman. Quella di Emma Stone è una delle carriere meglio costruite degli ultimi anni, e ora arriva anche il titolone per famiglie. Ma sempre in chiave d’autore: il live action sulla übercattiva della Carica dei 101 è diretto dal Craig Gillespie di Tonya e ha atmosfere (già contestate sui social) alla Joker starring Joaquin Phoenix. In ogni caso, dove c’è Emma c’è di sicuro una grande performance. Non vediamo l’ora.