I 5 ruoli indimenticabili di Libero De Rienzo | Rolling Stone Italia
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I 5 ruoli indimenticabili di Libero De Rienzo

Dalla consacrazione con ‘Santa Maradona’ alla saga ‘Smetto quando voglio’, passando per film solo apparentemente minori. A cui l’attore napoletano prematuramente scomparso ha saputo sempre regalare il suo spirito tenero e irresistibilmente cazzaro

Libero De Rienzo nella saga ‘Smetto quando voglio’ di Sydney Sibilia

Foto: 01 Distribution

Santa Maradona (2001) di Marco Ponti

Il personaggio che lo consacra, vent’anni fa esatti, è quello di Bartolomeo Vanzetti detto Bart nell’opera prima di Marco Ponti. Il coinquilino del protagonista Andrea/Stefano Accorsi, che si spaccia per critico letterario ma in realtà si fa mandare le recensioni per il giornale dal cugino siciliano, gli vale il David come miglior supporting dell’anno. Un cult generazionale, e una faccia che, da quel momento in poi, non si scorda più. Come la battuta che va ripetendo per tutto il film: «Che tristezza». Eh, già.

Fortapàsc (2009) di Marco Risi

Il ruolo drammatico che lo porta tra i “grandi”, dopo gli inizi nel segno del suo irresistibile spirito cazzaro. Marco Risi gli assegna la parte delicatissima di Giancarlo Siani, giornalista della redazione del Mattino a Torre Annunziata che scrive di camorra. E che proprio nel mirino della camorra finisce. Una storia tragicamente vera e un’interpretazione sofferta e (per alcuni) inaspettata, meritevole di un’altra candidatura ai David.

Miele (2013) di Valeria Golino

Un altro ruolo da non protagonista, ma ugualmente memorabile, quello di Rocco, amico (with benefits) di Jasmine Trinca nel folgorante esordio alla regia di Valeria Golino. Una parte essenziale, asciutta, come la sua performance in questo thriller dell’anima che impone una nuova autrice, e che conferma ancora una volta De Rienzo come interprete chiave di una generazione di cinema italiano.

Smetto quando voglio (2014) di Sydney Sibilia

Altro giro, altra opera prima. Capace però di diventare la più travolgente comedy-saga del nostro cinema recente. Nella banda di ricercatori universitari turned Breaking Bad (o quasi), di nome fa ancora Bartolomeo, ma di cognome Bonelli, ovvero l’economista che cerca di applicare al poker le sue abilità nel calcolo matematico. Coi risultati che (probabilmente) sapete. Seguìto da Masterclass e Ad honorem (entrambi del 2017): non sgarra nemmeno lì, che ve lo diciamo a fa’.

Easy – Un viaggio facile facile (2017) di Andrea Magnani

Nell’one-man-show di Nicola Nocella, arriva Libero e gli ruba la scena. Easy è un film piccolo e adorabile, che all’inizio ha avuto poca fortuna di pubblico ma poi ha cavalcato l’onda lunga del passaparola. Il suo Filo è un personaggio che sarebbe piaciuto ai “colonnelli” della commedia all’italiana: un imprenditore edile che chiede al fratello (lo stesso Nocella) di trasportare la bara con il corpo di un muratore ucraino morto in un suo cantiere, prima che la polizia lo scopra. Da recuperare.