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I 5 film fondamentali di Steve McQueen da rivedere oggi

40 anni fa esatti moriva uno dei più grandi miti del cinema di sempre. Il suo best of (con cui passare il nuovo lockdown)

Steve McQueen nel 1968

Foto: Getty Images

I magnifici sette (1960) di John Sturges – da noleggiare su Apple TV+

Yul Brynner, Eli Wallach, Charles Bronson… e Steve McQueen. Aka Vin, uno dei componenti della banda western più cult della storia del cinema. E, di conseguenza, nel ruolo che lo impone definitivamente nell’immaginario popolare. Tre sequel e un remake (pardon: reboot) recente con Denzel Washington e Chris Pratt, che però non eguaglia l’originale: che discorsi. Battuta cult: «Mi viene in mente di quel tale che è caduto dal decimo piano. Mentre precipitava, ad ogni piano diceva: “Per ora va bene”».

La grande fuga (1963) di John Sturges – da noleggiare su Apple TV+

Altro giro, altro John Sturges. Ovvero il regista (fin troppo sottovalutato) che ha contribuito a creare il “mito McQueen”. Vedi, nella fattispecie, la parte del capitano Virgil Hilts nel terzo film insieme (il primo era il meno celebrato Sacro e profano, 1959), leader del gruppo di inglesi rinchiusi in un campo di prigionia tedesco che pianificano l’evasione. Da una storia (incredibilmente) vera, nasce una leggenda del grande schermo. Battuta cult: «Sta per succedere qualcosa…».

Bullitt (1968) di Peter Yates – da noleggiare su Amazon Prime Video

È il caldissimo 1968 ed è con Bullitt che Steve McQueen entra per sempre nell’Olimpo del cinema. Il personaggio del titolo è il tenente della omicidi di San Francisco incaricato di proteggere un mafioso pentito. Ma tutto, chi l’avrebbe mai detto, si complica presto. Indimenticabile l’imitatissima tenuta “giacca e dolcevita” del protagonista, e soprattutto l’inseguimento alla guida della mitica Ford Mustang GT390 Fastback. Battuta cult: «Senta Chalmer, sia detto una volta per tutte: lei mi è antipatico».

Le 24 ore di Le Mans (1971) di Lee H. Katzin – da noleggiare su Amazon Prime Video

Se avete visto Le Mans ’66 – La grande sfida, dimenticatelo. O, quantomeno, rivedetevi il capostipite. Non che il recente drammone sportivo con Matt Damon e Christian Bale fosse brutto, tutt’altro. È che quello starring il nostro Steve resta uno dei film automobilistici più iconici di sempre, se non il più iconico. E quello che lo lega per sempre al binomio: divo e motori. Battuta cult, stavolta presa dalla vita reale: «Gareggiare è vita. Tutto ciò che viene prima o dopo è solo attesa».

Papillon (1973) di Franklin J. Schaffner – su RaiPlay

Altra prigionia-cult e altra fuga che non si dimentica. McQueen è Henri Charrière, detto Papillon per via della farfalla tatuata sul petto. E la sua odissea esistenzial-carceraria diventa ancora più memorabile grazie al suo compagno di colonia penale, sperduta nella Guyana francese: il falsario Louis Dega interpretato da Dustin Hoffman. Anche per questo film un remake recente e passato inosservato, nonostante i protagonisti Charlie Hunnam e Rami Malek. Battuta cult: «Maledetti bastardi… sono ancora vivo!».

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