I 5 elementi più cult di ‘House of Gucci’ | Rolling Stone Italia
Home Cinema

I 5 elementi più cult di ‘House of Gucci’

Dopo il successo in sala, arriva su CHILI il film di Ridley Scott sull’omicidio Gucci (e i primi 5 minuti sono gratis). Da Lady Gaga a Jared Leto, tutti i dettagli per cui è (ancora) imperdibile

Adam Driver e Lady Gaga sono Maurizio Gucci e Patrizia Reggiani in ‘House of Gucci’ di Ridley Scott

Foto: Eagle Pictures

Dopo il successo nelle sale anche italiane (più di 5 milioni di euro al box office), arriva su CHILI House of Gucci, il film di Ridley Scott che ripercorre la love story tra Maurizio Gucci (Adam Driver) e Patrizia Reggiani (Lady Gaga) e l’omicidio del primo su mandato della seconda. E i primi 5 minuti di film sono disponibili gratuitamente sulla piattaforma cliccando qui. Ecco i 5 motivi che lo rendono un cult (ancora) imperdibile.

Lady Gaga, who else?

«Le mie fonti di ispirazione? Gina Lollobrigida e Sophia Loren», ha raccontato la popstar e attrice: se c’è UN motivo per vedere House of Gucci, quello è proprio la sua presenza carismatica e debordante. «Ho passato ore a guardare i loro film, a studiarne il look e il modo di recitare. Poi ho iniziato a farmi chiamare Stefania, il mio vero nome, e pian piano sono diventata Patrizia». Il risultato? «Una ragazza dagli occhi vivi che diventa un animale ferito», come la definisce la stessa Gaga. Ma anche un personaggio che unisce tono camp e tragedia scespiriana, in un mix spericolato che solo lei poteva regalare.

L’impianto da opera pop

Shakespeare, dicevamo. Ma anche Il padrino, e la tradizione dei mafia movie in generale. Più un tocco di opera lirica: in colonna sonora c’è anche La traviata di Verdi, ovviamente performed by Pavarotti. Ma c’è anche il cinema italiano anni ’60 e ’70 (sempre nella soundtrack si passa da Ritornerai di Bruno Lauzi alle orchestrazioni di Pino Donaggio), il gusto per il pastiche consapevole e una svolta thriller tipica del regista britannico (vedi il recente Tutti i soldi del mondo sul rapimento Getty, sempre ambientato in Italia). House of Gucci è un cocktail shakeratissimo, ma in cui tutti gli ingredienti trovano il loro posto. E che si sorseggia in un attimo nonostante le quasi tre ore di durata: il ritmo c’è, e si sente.

Über-Leto

Tra le tante presenze stellari del cast – ci sono anche i premi Oscar Al Pacino (Aldo Gucci) e Jeremy Irons (Rodolfo Gucci) e la candidata all’Oscar Salma Hayek (Pina Auriemma, che con Patrizia Reggiani ha organizzato l’assassinio) – spicca quella dell’altrettanto übercamp Jared Leto, già Academy Award per Dallas Buyers Club. Che qui – nei panni di Paolo, il figlio incompreso di zio Aldo – regala una prova scatenatissima: dall’accento “itanglish” completamente ripensato (vedi, in questo senso, anche quello della collega Lady Gaga) alle protesi che, incredibilmente, non suonano posticce; fino alla scena in cui orina (!) sul foulard dello zio Rodolfo. In una parola: stracultissimo.

I panzerotti di Luini

 

 
 
 
 
 
Visualizza questo post su Instagram
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Un post condiviso da Filmthusiast (@filmthusiast)

Il particolare più succoso per i milanesi (e non solo)? I panzerotti del mitico Luini, mangiati però da Patrizia/Gaga e Maurizio/Driver non nel negozio originale, ma in un immaginifico chioschetto che affaccia direttamente sul Duomo. È solo uno dei dettagli topografici reinterpretati nella loro trasposizione sullo schermo, ma anche un modo per ancorare ancora di più la vicenda a quella “Milano da bere” in cui è avvenuta. E chi se ne importa se qui l’omicidio avviene chiaramente in una piazza romana con tanto di fontana zampillante e non nella zona milanese di Palestro che faceva da reale sfondo al fattaccio: House of Gucci è volontariamente una ricostruzione, a volte così libera da risultare più vera del vero.

«Father, Son and House of Gucci»

E non serve aggiungere altro. È bastato un trailer per far diventare questa battuta un cult. E tale è rimasta e rimarrà.

Per guardare House of Gucci su CHILI basta cliccare qui