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Gli 8 migliori momenti featuring Bob Dylan al cinema

Da 'Easy Rider' al 'Grande Lebowski', passando per Wes Anderson: per gli 80 anni del menestrello ecco quando i suoi pezzi hanno reso indimenticabili le scene dei film

Jeff Bridges nel 'Grande Lebowski'

It’s Alright, Ma (I’m Only Bleeding) in Easy Rider – Libertà e paura (1969) di Dennis Hopper

Il film che ha cambiato Hollywood non poteva non accogliere nella sua soundtrack il menestrello che ha cambiato il rock. Anche se Bob è “assente”: non è sua la voce sulle note della canzone. Peter Fonda, protagonista e sceneggiatore del film, avrebbe voluto usare l’originale, ma per problemi di diritti non ci riuscì. Quella che sentiamo è la cover di Roger McGuinn dei Byrds. Ma è comunque unforgettable.

Knockin’ On Heaven’s Door in Pat Garrett e Billy Kid (1973) di Sam Peckinpah

Tutto merito di Kris Kristofferson, il protagonista del cult di Sam Peckinpah che ha coinvolto l’amico Dylan per la colonna sonora. Ne è uscita, tre le altre “piccole” cose, Knockin’ on Heaven’s Door, che sarebbe diventata un instant classic. E Bob avrebbe guadagnato pure una parte da attore, nei panni di Alias. Ma questa è un’altra storia…

Hurricane in La vita è un sogno – Dazed and Confused (1993) di Richard Linklater

Alice Cooper, Black Sabbath, Deep Purple, Lynyrd Skynyrd. Ma per il momento più iconico del suo coming of age di culto Dazed and Confused (preferiamo il titolo originale), Linklater punta tutto su Bob: il personaggio di Matthew McConaughey, Wooderson, entra nella sala giochi per controllare il suo “territorio” e lo fa sulle notte dell’inno sociale Hurricane. Storia del cinema. E della musica.

The Man in Me in Il grande Lebowski (1998) di Joel Coen

Probabilmente è la traccia meno conosciuta di Dylan che troverete in questo listing, ma pare davvero un match made in heaven con i titoli di testa del cult dei fratelli Coen e sottolinea una volta di più quel sapore di “Americana” che ha tutto il film. Il brano segue il Drugo di Jeff Bridges che viene aggredito in casa da un paio di scagnozzi di un magnate del porno fino all’incontro al bowling con gli amici Donny e Walter.

E il pezzo torna di nuovo quando, dopo un’altra aggressione, il Drugo ha le allucinazioni. E sogna di volare su Los Angeles all’inseguimento del suo tappeto.

Most of the Time in Alta fedeltà (2000) di Stephen Frears

Poteva mancare Bob Dylan nella playlist del film tratto dal bestseller “musicale” di Nick Hornby? Certo che no. E Stephen Frears inserisce Most of the Time in un momento rimasto memorabile: Rob (John Cusack) passeggia sotto la pioggia in una strada di Chicago e Bob stornella in sottofondo. Tutto perfetto.

Wigwam in I Tenenbaum (2001) di Wes Anderson

Non solo i Kinks. Come Tarantino e Scorsese, Wes Anderson è un “pro” delle colonne. E il suo miglior film, I Tenenbaum, ne ha una clamorosa. Tra Rolling Stones, Nico, i Clash e John Lennon, Wigwam di Dylan fa da sottofondo a una delle sequenze più toccanti: quando nonno Royal (Gene Hackman) riesce a sottrarre i nipotini alla psycho-attenzione del padre Chas (Ben Stiller) e insegna loro a divertirsi. Tenerezza.

Tombstone Blues in Io non sono qui (2007) di Todd Haynes

Nel “falso” biopic di Dylan diretto da Todd Haynes, ovvio che la musica di Bob la fa da padrona. Tra tutti i momenti, scegliamo quello sulle note di Tombstone Blues, contenuta nell’album Highway 61 Revisited. Richie Havens è seduto in un portico davanti alla versione bambina di Bob Dylan, e si mette a cantare la sua futura hit. Troppo meta? No, è giustissimo così.

The Times They Are a-Changin’ in Watchmen (2009) di Zack Snyder

Il film di Zack Snyder tratto dal fumetto seminale di Alan Moore ha diviso critica, pubblico e appassionati del genere. Ma la sequenza dei titoli di apertura, un montaggio che riassume la Storia “alternativa” caratteristica dell’universo di Watchmen sulle note della The Times They Are a-Changin’ di Bob mette d’accordo tutti. Ma proprio tutti.

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