5 film cult di Ornella Muti (che trovate sulle piattaforme) | Rolling Stone Italia

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5 film cult di Ornella Muti (che trovate sulle piattaforme)

Da vedere (o rivedere) per prepararsi a stasera, quando l'attrice condurrà il Festival di Sanremo al fianco di Amadeus

Ornella Muti

Foto: Marco Piraccini/ Mondadori via Getty Images

La moglie più bella (1970) di Damiano Damiani – Amazon Prime Video

L’esordio è da superstar: film ispirato alla vicenda di Franca Viola, prima donna ad aver detto no al matrimonio riparatore, diretto da Damiano Damiani e musicato da Ennio Morricone. Ornella ha soltanto 14 anni ma conquista tutti, a partire dal co-protagonista Alessio Orano, che qualche anno dopo diventa suo marito. Chicca: a doppiare Muti è Loretta Goggi. Il nome d’arte dell’attrice è by Damiani stesso, dalle opere di Gabriele D’Annunzio. È nata una stella.

La stanza del vescovo (1977) di Dino Risi – RaiPlay

Dopo Romanzo popolare di Monicelli, Ornella torna a recitare al fianco di Ugo Tognazzi per un intrigo dal sapore gotico sul Lago Maggiore. Tratto dal romanzo di Piero Chiara, è la storia di un giovane appassionato di vela che conosce un avvocato eccentrico di mezz’età con cui si dà alla pazza gioia tra champagne e compagnia femminile. Finché la moglie di quest’ultimo non viene trovata morta. Dino Risi dirige un monumentale Tognazzi, in uno dei ruoli più magnificamente spregevoli della sua carriera. Ornella è la cognata vedova: sulla sua interpretazione la critica scriverà un po’ malignamente: “Così bella da sembrare anche brava”. Risi dirigerà i due anche in Primo amore.

Il bisbetico domato (1980) di Castellano e Pipolo – Mediaset Infinity

Muti aveva appena rifiutato il ruolo di Bond Girl in Agente 007 – Solo per i tuoi occhi quando arrivò l’occasione più pop della sua carriera, ovvero il match made in heaven con Adriano Celentano, con cui girò due titoli celeberrimi: Il bisbetico domato e Innamorato pazzo, entrambi per la regia di Castellano e Pipolo. Così nasce lo scontro/incontro tra il contadino scorbutico Elia (il Molleggiato, who else?) e la bella Lisa (Muti), rimasta in panne con l’auto proprio davanti a casa sua. Un successone che incassò 12 miliardi di lire al cinema nella stagione 1980-1981.

Stasera a casa di Alice (1990) di Carlo Verdone – Mediaset Infinity

L’ispirazione di questa uscita natalizia è quella della commedia all’italiana, con classico triangolo borghese; l’ironia malinconica invece quella di stampo verdoniano. Al vertice c’è una perfetta Ornella, ovviamente, nei panni di Alice, modella e doppiatrice di film porno che fa innamorare due cognati (Carlo Verdone e Sergio Castellitto) gestori un’agenzia specializzata in tour religiosi di proprietà delle mogli. Finirà malissimo.

To Rome With Love (2012) di Woody Allen – Mediaset Infinity

Nella tappa romana del Grand Tour europeo di Woody (non certo la migliore, dopo Barcellona e Parigi), Allen commedia bonariamente i vizi e i cliché della Capitale in quattro episodi e con un super cast che, oltre a star internazionali, comprende moltissimi attori di casa nostra: da Alessandra Mastronardi ad Antonio Albanese, a Roberto Benigni. E c’è anche un cameo di Ornella, nei panni dell’attrice Pia Fusari, che la novella sposa interpretata da Mastronardi (in procinto di trasferirsi a Roma) riconosce come suo mito. Eccoci qua.

Bonus: Sirene (2017) di Ivan Cotroneo e Monica Rametta – Raiplay

Il ruolo più autoironico e, di conseguenza, stracult di tutti: quello di Ingrid, la boss delle sirene del Mediterraneo, nonché sorella della stessa Ariel alla quale “hanno fatto la statua a Copenhagen”. Nella serie fantasy vive in un’oasi paradisiaca sulle coste partenopee e insegna a Maria Pia Calzone e Valentina Bellè il matriarcato delle sirene, e cioè: “I tritoni sono fatti per servirci e compiacerci”. Tanto che uno lo mandano a Procida a raccogliere alghe per le sue maschere. Leggendaria.

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