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10 film di Nino Manfredi da rivedere in streaming

Capolavori indimenticati e gemme perdute della filmografia dell’attore. Nel giorno del suo compleanno

Foto: Mondadori via Getty Images

Il 22 marzo del 1921 nasceva a Castro dei Volsci, profonda Ciociaria, Saturnino Manfredi, per tutti Nino. Un attore (ovviamente) premiatissimo: 5 David di Donatello, 5 Nastri d’argento, e pure un premio per la migliore opera prima (Per grazia ricevuta) al Festival di Cannes. Ma anche, nel nostro “Rat Pack” dell’epoca (leggi: Mastroianni, Gassman, Tognazzi), il componente forse meno celebrato. Ecco 10 film (da recuperare in streaming) per ricordarlo, tra classici mai dimenticati e titoli “minori” che forse non avete mai visto.

La domenica della buona gente (1953) di Anton Giulio Majano – Amazon Prime Video

Oggi il regista Anton Giulio Majano, ai più, dirà ben poco. E di fatto questo è il film “di” Sophia Loren, ai suoi ruggentissimi esordi, e non di Nino. Che però, nella piccola parte di Lello, si segnala all’attenzione del pubblico del tempo. Fun fact: Manfredi doppia il protagonista Renato Salvatori, ma è a sua volta doppiato da Corrado. Sì, quello della futura Corrida.

L’impiegato (1960) di Gianni Puccini – Amazon Prime Video

In coppia con Nanni Loy, Gianni Puccini diresse Il marito (starring Albertone). Questa è un’altra variazione, in solitaria, sul tema “ordinary man” nostrano, che riesce ad evadere dalla monotonia dell’ufficio solo grazie ai Gialli Mondadori. Nino ci mette tutta la sua normalità (nel senso buono del termine), facendo di questo ritratto un Ugo Fantozzi ante-litteram.

Gli anni ruggenti (1962) di Luigi Zampa – Amazon Prime Video

Altro giro, altro uomo di tutti i giorni. E altro regista-sociologo della nostra commedia, vale a dire Luigi Zampa. Che, come si usava all’epoca, prende un soggetto alto (L’ispettore generale di Gogol’) per farne un’allegoria del Boom. Indimenticabile il nostro alias Omero, il fascista che sarà (giustamente) costretto a redimersi. Oggi più attuale che mai.

Questa volta parliamo di uomini (1965) di Lina Wertmüller – Amazon Prime Video

Quattro episodi e una sola regina: Lina Wertmüller. Che offre a Manfredi la possibilità di lanciarsi in quattro allegorie del Bel (forse) Paese, tra cronaca (l’industriale) e fantasia (il lanciatore di coltelli accompagnato dalla deliziosa assistente Milena Vukotic). Un tour de force che è valso al protagonista il Nastro d’argento come miglior attore.

Operazione San Gennaro (1966) di Dino Risi – Amazon Prime Video

Un colpo all’italiana, nel vero senso della parola. Orchestrato dal maestro del genere Dino Risi. Sui tre ladruncoli “born in the USA” arrivati a Napoli per rubare il tesoro del patrono, ha la meglio il Dudù di Nino, capo di una gang che dovrebbe aiutarli nell’impresa. Manfredi mattatore e comparsata di Totò, ormai quasi alla fine, a dare la sua benedizione.

Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa? (1968) di Ettore Scola – Amazon Prime Video

Il primo Scola non si scorda mai. Tecnicamente, era venuto prima Thrilling, film corale in cui l’autore volle il nostro nell’episodio da lui firmato. Ma è questo il “vero” titolo a segnare un sodalizio glorioso, culminato in C’eravamo tanto amati (vedi più avanti) e Brutti, sporchi e cattivi. E pure il più scatenato, complici i soci in trasferta nella savana Sordi e Blier.

Nell’anno del Signore (1969) di Luigi Magni – Amazon Prime Video

Il più verace dei nomi della nostra commedia cuce su Nino una delle sue maschere più memorabili: Cornacchia, il ciabattino nella Roma divisa tra papalini e carbonari. Solo lui poteva incarnare l’anima tenera e cialtrona della Capitale. Seguito da In nome del Papa Re (1977) e In nome del popolo sovrano (1990): ma come l’originale nessuno mai.

Le avventure di Pinocchio (1972) di Luigi Comencini – Raiplay

Prima di Benigni, ma più di Benigni: è quello di Manfredi il Geppetto più amato sugli schermi italiani. Rigorosamente piccoli: i sei episodi della favola di Collodi directed by Comencini restano uno dei capolavori della Rai anni ’70. Struggente il babbo alla ricerca del suo burattino, ma pure la Lollo fatina nella casetta sull’acqua non si dimentica.

C’eravamo tanto amati (1974) di Ettore Scola – Sky

Lo Scola epocale, seminale, totale. Tra l’amico che ha corrotto l’ideale (Vittorio Gassman) e il wannabe intellettuale sfigato (Stefano Satta Flores), Nino, al solito, sta nel mezzo: è l’uomo qualunque che tira a campare. E ad amare la splendida Sandrelli. «Marciavamo con l’anima in spalla», cantava il suo partigiano. Il cammino della vita fa piangere ancora adesso.

Grandi magazzini (1986) di Castellano e Pipolo – Amazon Prime Video

Non sarà un capolavoro, ma è il culto di una generazione: anche solo per le volte in cui è passato sui canali Fininvest (allora si chiamava così). Grazie a Castellano e Pipolo, Nino, ormai mostro sacro, si prende in giro nel ruolo dell’attore sul viale del tramonto costretto a girare uno spot. Quasi il vero se stesso nella réclame del caffè. Che stile.

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