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Woody, Nanni, è solo grazie a voi se non ho ancora cancellato Instagram

Allen e Moretti ‘postano’ i loro set con l’ingenuità che avevamo noi agli albori delle piattaforme. Sbattendosene (forse) delle regole digitali e diventando influencer a loro insaputa. Un appello: lasciamo i social solo a loro

Woody Allen a Parigi sul set del suo nuovo film

Foto dal profilo Instagram di Woody Allen

Woody Allen, probabilmente lo sapete, sta girando in queste settimane a Parigi il suo cinquantesimo film, s’era capito che sarebbe stato l’ultimo, poi lui ha smentito, per fortuna ogni tanto una buona notizia. Woody Allen, probabilmente non lo sapete visto che, nel momento in cui scrivo, su Instagram ha solo 9.723 follower (roba da pazzi), potrebbe diventare un altro influencer a sua insaputa.

Dico un altro perché abbiamo già Nanni Moretti, che, dall’alto dei suoi quasi centomila follower, è ormai la Chiara Ferragni del cinema italiano. Da lui che arriva a Cannes con camicia simil-hawaiana alla foto orgasmica per il pubblico medio riflessivo insieme a Emmanuel Carrère, fino a les filles della Roma boho in fila per Louis Garrel che lo va a trovare al Nuovo Sacher, ha già condiviso una serie di capolavori.

Di più. Proprio lui, che teneva tutto segretissimo e secretatissimo finché i film non uscivano in sala, s’è messo a fare la cosa più da influencer di tutte: postare i set in diretta o quasi. L’ha fatto con Tre piani prima, lo sta facendo adesso sol nuovo lavoro ora in post-produzione (Il sol dell’avvenire, esce l’anno prossimo). Di più ancora. Lo fa in chiave Paperissima: negli ultimi video pubblicati si vedono Silvio Orlando che chiede un altro ciak e Mathieu Amalric che non riesce a dire “circo” (ma pronuncia benissimo “puttana”).

 

 
 
 
 
 
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Fa davvero tutto da solo? C’è dietro un bravo (miracolo!) social media manager? Poco importa. E lo stesso vale per Woody Allen, sul cui profilo lo zampino del ragazzo (ragazz*) dei social si vede eccome. Ogni due foto c’è un quadrato nero con sopra una citazione, in rigoroso font Woody. «God is silent. Now if only man would shut up», «Life doesn’t imitate art, it imitates bad television», e via così. Ora i quadrati neri sono diventati note sul suo nuovo film: da «Île-de-France» a «WASP 2022», dove WASP, i fan lo sanno, sta per Woody Allen Summer Project. In mezzo, lui col berretto sul set, e con la sorella produttrice Letty Aronson, e insieme al mago della fotografia Vittorio Storaro. Sembrano René e Duccio di Boris, ed è bellissimo così.

Che sia a loro insaputa o meno, i vecchietti (scusaci, Nanni) sono i ragazzi più irresistibili dell’Instagram, l’unica cosa per cui valga la pena restare lì dentro, di più: per cui viene voglia di condividere post altrui nelle proprie stories. «France» in Windsor Light Condensed bianco su fondo nero è probabilmente il post Instagram più bello della storia di Instagram.

 

 
 
 
 
 
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Il bello è che Woody e Nanni sembrano quello che eravamo noi all’inizio, giusto con quel poco di genio in più. Forse dietro c’è davvero un smm (scusate): io sospetto che la digital strategist (scusate ancora) sia la deliziosa figlia Bechet, che ha un altro profilo Instagram pieno di capolavori: vedi le stories in cui mamma Soon-yi porta la famiglia a mangiare coreano e papà Woody rimpiange di non essere andato in pizzeria. In ogni caso, sembra che facciano tutto solo così come gli viene, per divertirsi. Persino le dirette: Woody intervistato da Alec Baldwin l’estate scorsa, quand’è uscita la sua raccolta di racconti, è il live Instagram più bello della storia di Instagram.

L’altra sera c’era in diretta pure Jane Fonda, influencer (way) before it was cool, ma anche una che oggi sembra molto più improvvisatrice di quando vendeva corsi di ginnastica. E poi c’è Patti Smith con le sue gite in Europa, e Joni Mitchell che usa Instagram come noi usavamo Facebook a fine anni zero, mettendo le fotine con gli amici, le serate fuori (solo che la collega che tagga lei è Brandi Carlile), gli annunci di progetti futuri: un concerto l’anno prossimo, dopo anni di assenza (o quasi) dai palchi. Magari Woody può andare ad accompagnarla col clarinetto. Chiedo ufficialmente al suo social media manager di metterlo nel piano editoriale. O forse ci hanno già pensato da soli.

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