Torna ‘Mai dire gol’: da Albanese a Luttazzi, i personaggi storici che vorremmo rivedere | Rolling Stone Italia
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Torna ‘Mai dire gol’: da Albanese a Luttazzi, i personaggi storici che vorremmo rivedere

Ma anche Paolo Hendel, Fabio De Luigi, Paola Cortellesi, i mitici Bulgari… Guida nostalgica a una stagione di comicità televisiva come non ce ne sono state più. O forse verranno ancora?

Teo Tecoli alias Peo Pericoli e Antonio Albanese nei panni di Epifanio in ‘Mai dire gol’ stagione 1994

Foto: Rino Petrosino/Mondadori via Getty Images

«Chi cambia canale è un simpatico burfaldino!». Così annunciava la pubblicità di Mai dire gol, storico programma andato in onda su Italia 1 dal 1990 al 2001. Grazie alle rubriche di culto, da Vai col liscio a Un uomo, un perché, con la Gialappa’s Band il mondo delle trasmissioni sportive fu sovvertito totalmente, portando in tv un linguaggio innovativo e goliardico. E ora tornano, la prossima primavera, per tre (o quattro) puntate celebrative di Mai dire gol, il cult dei cult. Un ritorno graditissimo – annunciato da Pier Silvio Berlusconi alla presentazione dei nuovi palinsesti Mediaset – nonché atteso da tempo dai numerosi fan dei Gialappi, da troppi anni orfani della loro pungente ironia.

Non sono ancora stati definiti i conduttori, ma si auspica la presenza di qualche volto noto del passato: da Teo Teocoli a Claudio Bisio, dalla coppia Lippi-Ventura a Ellen Hidding, non c’è che l’imbarazzo della scelta. E gli Elio e Le Storie Tese? Si riuniranno ancora – perché alla fine non si sono mai sciolti per davvero – per rendere omaggio alla trasmissione, magari con una nuova versione del Concetto di banana? E che dire dei personaggi più amati, quelli che segnarono il debutto per molti attori comici italiani, da Fabio De Luigi a Daniele Luttazzi, da Antonio Albanese ad Aldo Giovanni e Giacomo: chi ci sarà, e quali personaggi del loro repertorio rispolvereranno? Ecco quelli che vorremmo tanto rivedere. A nostro insindacabile giudizio.

Carcarlo Pravettoni

«E la lira s’impenna!». Il perfido amministratore delegato della Carter & Carter interpretato da Paolo Handel, sempre in ufficio tra un busto di Giulio Cesare e una pianta finta, sfornava un’idea dopo l’altra per sfruttare i suoi dipendenti o per lanciare un nuovo prodotto assurdo, e potenzialmente pericoloso, sul mercato. Qualche anno fa è ricomparso su La7, nella trasmissione La gabbia, per intervenire sugli avvenimenti politici della settimana con il solito cinismo che lo contraddistingue.

Tabloid con Panfilo Maria Lippi

Il famigerato tg condotto da Panfilo Maria Lippi, ovvero Daniele Luttazzi, rigorosamente in onda in forma ridotta «per venire incontro alle vostre capacità mentali». Figlio d’arte e mezzobusto consumato dalle luci della ribalta, con il suo sorriso beffardo commentava le ultime notizie, dall’Italia e dall’estero, infarcendole con retroscena spiazzanti e battute taglienti. Tabloid è andato in onda dal 1996 al 1998, ma non fu l’unica rubrica di Luttazzi a Mai dire gol: come possiamo dimenticare il professor Dervis Fontecedro? Cooosmico!

Alex Drastico & Co.

Tenero e goffo, Epifanio sembrava uscito dal film Quadrophenia, fidanzatissimo con Valeriana e sempre intento a inventare nuove canzoni da dedicare a lei. Diametralmente opposto a lui è invece Alex Drastico, un maître à penser, un guru fatto e finito con un unico chiodo fisso: trovare il ladro del suo motorino a cui dedica poesie. Indimenticabili i suoi camei al cinema e a teatro, in particolar modo quando raccontava le sue vicende famigliari sotto le feste, ripetendo l’iconico mantra «mancavano quattvo ggionni a Natale». E poi c’è Frengo, il telecronista ballerino di Foggia con la sua vistosa giacca di paillette. Tre personaggi nati dall’immaginazione di un uomo unico: Antonio Albanese.

I Bulgari

«Brrrrr… rabbrividiamo!». Con questa frase chiosava la cantilenante Natolia, ovvero Marina Massironi, con una palpebra rigorosamente a mezz’asta durante la presentazione dei Tiranos, meglio conosciuti come i Bulgari: i primi personaggi interpretati da Aldo Giovanni e Giacomo a Mai dire gol. Tamir, Tamòr e Tamàr erano un gruppo di funamboli straordinariamente fallimentari, scappati probabilmente da qualche circo dell’Est Europa. Da ricordare la loro unica esibizione venuta bene: quella con ospite Jury Chechi, sotto le mentite spoglie del quarto componente dei Tiranos e sotto gli occhi meravigliati di Peo Pericoli/Teo Teocoli.

Il Conte Uguccione

Uguccione Alarico Tancredi Amedeo Orpello degli Orpelli, meglio conosciuto come Conte Uguccione, era un nobile appassionato di donne e della Fiorentina portato in scena da Bebo Storti. Il suo calciatore preferito era – manco a dirlo – Gabriel Omar Batistuta, che venerava come fosse un dio pagano. Tra un commento calcistico e l’altro, Uguccione si vantava di essersi trombato Sharon Stone e tutte le mogli della squadra avversaria. Perché il giuoco del calcio, è vero, si fa sul campo, ma anche nelle retrovie. Ovvero a casa degli ignari giocatori e tifosi.

L’ingegner Cane

A capo del progetto per realizzare il ponte sullo Stretto di Messina, l’ingegner Cane prometteva di avere tutto sotto controllo, illustrando assurdi calcoli («Milleeeee!») e soluzioni che Pitagora, proprio, fatti da parte. Odiava qualunque forma di contestazione alle sue idee strampalate, tra cui quella di costruire dei piloni in cuoio o usando, addirittura, gli elenchi telefonici inutilizzati. Per lui, Renzo Piano era un geometra «di ’sto cacchio» e l’unica sua preoccupazione era che non si indossassero cravatte all’inaugurazione del ponte, per via del peso eccessivo che lo preoccupava. Sempre al telefono con un immaginario Gianni, dietro l’ingegner Cane si celava un bravissimo Fabio De Luigi.

Olmo

Sempre dal genio di De Luigi, ricordiamo anche il cantautore Olmo, volutamente lascivo e vincitore di innumerevoli due di picche, circondato a fine puntata dalle Letteronze o in duetto con gli ospiti di turno. Di suo pugno sono state le hit C’è simpatia (featuring Vanette/Paola Cortellesi) e Fiore bugiardo, racchiuse nell’album Olmo & Friends. Prima di interpretare Olmo, De Luigi faceva parte di un trio comico molto celebre a Mai dire gol, quello con Ugo Dighero e Maurizio Crozza, con cui condivideva, ad esempio, la gag di Bastilani e Putignani.

Una, nessuna, centomila Paola Cortellesi

Da Giorgia a Cher, Paola Cortellesi non ha risparmiato nessuna cantante nelle sue imitazioni, che spesso finivano per diventare dei duetti veri e propri con la diretta interessata. Ma non è l’unico zampino della nostra a Mai dire gol. È doveroso citare il personaggio di Sharon, doppiatrice di jingle pubblicitari dedicati alla bambola Trippy, continuamente vessata dalla voce fuori campo del suo responsabile di studio. E come dimenticare Silvana, inviata ficcanaso della Vita in diretta che si presentava a casa dei vip senza il loro benestare, ma soprattutto inventandosi scoop improbabili.