‘The Idol’: come la nuova ‘Euphoria’ è diventata una “porno-tortura” folle e malata | Rolling Stone Italia
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‘The Idol’: come la nuova ‘Euphoria’ è diventata una “porno-tortura” folle e malata

Inchiesta choc di ‘Rolling Stone US’: 13 fonti anonime raccontano come il nuovo progetto di Sam Levinson starring The Weeknd (anche ideatore e produttore) e Lily-Rose Depp si è trasformato in una storia di sesso e pazzia, dentro e fuori dallo schermo

‘The Idol’: come la nuova ‘Euphoria’ è diventata una “porno-tortura” folle e malata

Lily-Rose Depp, Sam Levinson e The Weeknd

Artwork da Rolling Stone US

Lily-Rose Depp è una popstar ultraglamour e tormentatissima. The Weeknd il viscido leader di una setta. Nei ruoli di contorno troviamo Jennie delle Blackpink, Troye Sivan e un po’ di altre star supertrendy. Alla regia, il richiestissimo Sam Levinson. Per mesi, la macchina dell’hype è andata in tilt, di fronte all’imminente serie HBO The Idol, che è stata venduta come una versione ancora più dark, folle e scandalosa del titolo-hit di Levinson, cioè Euphoria.

Levinson e Abel “The Weeknd” Tesfaye sono “le menti contorte e malate” dietro “la più sordida storia d’amore mai raccontata a Hollywood” (parole di HBO), che segue le vicende della superstar della musica pop Jocelyn (Depp) mentre si fa strada nel sottobosco dell’industria discografica e cade vittima del maleficio di Tedros (The Weeknd), il misterioso proprietario di un celebre nightclub di Los Angeles che in segreto guida un culto che ricorda Scientology e NXIVM.

Anche se la serie è stata annunciata nel novembre del 2021, sono mesi che l’uscita viene rimandata da parte di HBO. Una fonte vicina alla produzione rivela a Rolling Stone che il network sperava inizialmente di farla partire l’autunno scorso, occupando lo slot della domenica sera lasciato libero da House of the Dragon, finita a ottobre 2022. Ma sono usciti ben tre teaser trailer e, ad oggi, HBO può darci solo un vago “prossimamente quest’anno”. (Un portavoce del network ha declinato qualsiasi tipo di commento a proposito della data di messa in onda.)

Ora, altre fonti vicine alla produzione dichiarano a Rolling Stone che anche loro non sanno quando la serie andrà in onda, e hanno una vaghissima idea di quale sarà il risultato finale. La produzione, rivelano, è stata vittima di continui ritardi, riscritture, e di riprese praticamente rifatte daccapo. «Parliamoci chiaro», dice uno di loro, «è stata una vera schifezza».

Il primo indizio pubblico sul fatto che ci fossero dei problemi è arrivato lo scorso aprile, quando la regista Amy Seimetz, già dietro serie come The Girlfriend Experience, Atlanta e She Dies Tomorrow, ha improvvisamente abbandonato il progetto con grossomodo l’80% delle riprese (sui sei episodi in totale) già realizzato. HBO ha commentato la notizia dicendo che The Idol avrebbe avuto un “restyling creativo” e che avrebbe operato dei cambiamenti nel cast e nella troupe. Non veniva però spiegato perché, restavano solo i resoconti dall’interno su Tesfaye, che figura anche in qualità di co-creatore e che, dicono, sentiva che la serie stava sposando “un punto di vista troppo femminile”.

The Idol | Official Teaser | HBO

In una serie di colloqui con tredici membri tra cast e troupe della serie, Rolling Stone è venuto a conoscenza che questo drastico ritardo sulla produzione è stato causato dall’arrivo di Levinson come regista. Levinson che, riportano le fonti, ha cestinato il progetto quasi arrivato al termine (e già costato tra i 54 e i 75 milioni di dollari) per riscrivere e rigirare tutto. Con Seimetz fuori dal progetto, HBO ha lasciato le redini a Levinson, per poi accorgersi che avrebbe finito per indebolire il messaggio sotteso alla sceneggiatura, lasciando invece il campo libero a sesso e nudità e arrivando a eguagliare – se non superare – i contenuti già presenti nella sua serie di enorme successo, Euphoria appunto.

«Avevo firmato per una satira sulla fama nel XXI secolo», dice un membro della produzione, «su tutte le cose a cui accettiamo di assoggettare il talento, sulle forze che portano certe persone sotto i riflettori e su come tutto questo può essere facilmente manipolato nell’era post-Trump. Invece tutto è passato dalla satira al diventare esattamente quello su cui il progetto originale avrebbe voluto fare quella satira stessa».

Quattro fonti dichiarano che Levinson ha completamente cestinato l’approccio di Seimetz, facendo passare la storia da quella di una tormentata starlet che cade vittima di un’industria predatoria e che lotta per reclamare il suo posto a una degradante love story con un messaggio ipocrita se non, secondo alcuni membri della troupe, offensivo. «È come se nella serie fosse arrivata di colpo la biastofilia (cioè quando l’eccitazione viene generata da un atto di violenza carnale, ndt) di un uomo tossico al comando», dice una fonte riguardo alla versione di Levinson. «Con la conseguenza ancora più grave che il personaggio femminile protagonista ne voleva ancora di più, perché capiva che grazie a tutto ciò la sua musica ne beneficiava». Levinson e Tesfaye non hanno risposto a nessun invito a commentare; The Weeknd, dopo l’uscita di questo articolo, si è limitato a postare una clip di The Idol con la didascalia: “Rolling Stone, vi abbiamo fatto innervosire?”. In una dichiarazione raccolta da Rolling Stone, Depp definisce Levinson “il migliore dei registi” con cui abbia mai lavorato, aggiungendo: “Non mi sono mai sentita così sostenuta o rispettata in nessun altro contesto creativo, tutti i miei suggerimenti e le mie opinioni sono stati accolti e incoraggiati”.

 

 
 
 
 
 
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HBO invece, tramite il quotidiano inglese The Independent, ha diramato questo comunicato: “I creatori e i produttori di The Idol hanno lavorato sodo per costruire una delle serie originali HBO più emozionanti e provocatorie di sempre. Sfortunatamente, nella realizzazione dei primi episodi l’approccio alla serie e alla produzione non era in linea con gli standard di HBO, perciò abbiamo operato dei cambiamenti. Nel corso dell’intera lavorazione, il team creativo si è impegnato per costituire un ambiente di lavoro sicuro, collaborativo e rispettoso, e i cambiamenti fatti lo scorso anno sono stati pensati proprio nell’interesse del cast e della troupe. Non vediamo l’ora di mostrare The Idol al nostro pubblico quanto prima”.

The Idol è stata ideata da Tesfaye, dal suo socio-produttore Reza Fahim e da Levinson. La pre-produzione è iniziata nel giugno del 2021, ed è seguita dall’annuncio, nel novembre dello stesso anno, dell’acquisizione da parte di HBO. Tutti e tre sono accreditati come sceneggiatori, insieme a Joe Epstein e a Mary Laws (Succession). Seimetz, il cui stile indie sembrava perfetto per la serie e il suo contenuto ad altissimo tasso di darkness, è stata annunciata sempre a novembre 2021 come regista del progetto. Ma tre dei membri della troupe interpellati dicono che Seimetz sembrava destinata a fallire fin dal principio. Quando è arrivata sul set sette settimane prima dell’inizio delle riprese, le sono stati assegnati copioni ancora incompleti, l’esordiente Epstein come showrunner, una schedule fittissima e delle aspettative esagerate da parte di HBO. «Amy ha cercato di fare del suo meglio in un contesto impossibile. Credo che HBO l’abbia usata proprio come agnello sacrificale». (Seimetz ha declinato qualsiasi commento in proposito.)

Altre due fonti vicine al comparto finanziario di HBO dichiarano che il network avrebbe voluto mantenere i costi della serie bassi, diciamo attorno ai 54 milioni di dollari in totale, ovvero la metà del budget previsto per la terza stagione di Euphoria, che dovrebbe arrivare a costare appunto 110 milioni. La seconda stagione del teen drama ne è costata 97, mentre la prima 47. Ma nonostante il budget contenuto, HBO si aspettava che Seimetz confezionasse un prodotto alla Euphoria, con l’aggiunta di videoclip, villone di L.A., nightclub e grandi stadi come location.

Il calendario delle riprese era strettissimo, dicono altre fonti vicine alla produzione. Le riprese sono iniziate alla fine del 2021 e si sono interrotte nell’aprile dell’anno successivo. Seimetz, che è anche attrice, nel frattempo aveva firmato per un ruolo nella serie Netflix Sweet Tooth. Era previsto che un altro regista completasse le riprese, poi Seimetz sarebbe tornata dal suo set in Nuova Zelanda per seguire la post-produzione. Anche la disponibilità di The Weeknd era limitata, visto che si preparava al suo tour mondiale in partenza a luglio 2022. Come se non bastasse, Levinson era spesso assente dal set di The Idol perché stava finendo la seconda stagione di Euphoria. La prima volta che molti membri della troupe hanno incontrato Levinson è stato a parecchie settimane dall’inizio del “nuovo” set, peraltro il giorno in cui Depp doveva girare la sua prima scena intima con Tesfaye.

«Sono entrato nel progetto pensando che sarebbe stata una collaborazione interessante, l’ho lasciato convinto del fatto che Levinson è tutt’altro che collaborativo», dichiara un’altra fonte. «È stato davvero triste vedere Amy fare del suo meglio per realizzare un prodotto di cui sia lei che HBO fossero orgogliose, e poi vedere la stessa HBO dare di fatto un assegno in bianco a Levinson per trasformare il progetto in una “Euphoria Stagione 3, ma con le popstar”. È stato davvero molto, molto triste».

Amy Seimetz dirige Donald Glover sul set di ‘Atlanta’. Foto: FX

Tra quelli che hanno lavorato alla prima fase della lavorazione, molti dicono di aver apprezzato moltissimo la sceneggiatura originale, descrivendola come una storia piena di sfumature e livelli narrativi, e in più capace di veicolare un messaggio potente sulle trappole e lo sfruttamento della fama. Un membro della troupe dice di aver firmato il contratto per The Idol proprio perché si era appassionato alla storia: «Ti teneva inchiodato, non riuscivi a staccartene». All’inizio delle riprese, però, i copioni erano incompiuti e il finale ancora non scritto. HBO avrebbe chiesto a Seimetz di mettere il proprio punto di vista nella serie e di scrivere l’ultimo episodio. Seimetz si è messa a sistemare le sceneggiature già scritte e a scrivere le parti mancanti mentre era impegnata nella regia. Avrebbe anche coinvolto la sua assistente, che non aveva nessuna esperienza come sceneggiatrice, nella scrittura di alcune scene, col risultato che HBO l’ha promossa a “staff writer”. (Anche l’assistente ha declinato qualsiasi richiesta di commento.)

L’intera struttura è collassata molto presto, perlopiù per via dei cambi fatti in scrittura. Un membro della produzione dice che la prima versione della sceneggiatura ha subìto più di venti riscritture, e che i copioni venivano aggiornati «ogni cazzo di giorno: era, semplicemente, una follia». «È lì che tutto è cambiato drasticamente», conferma un collega. «Stava diventando una barzelletta. Le scene cambiavano all’improvviso, trasformando quella che era la storia originale».

La troupe afferma che alla fine non ricevevano più “one liner”, un termine dell’industria che indica il programma giornaliero di ciò che viene girato. E le poche schedule che sono state distribuite sono diventate subito inutili a causa dei continui cambiamenti, sostengono le fonti. Le decisioni venivano prese di corsa, con tutta la frustrazione di diversi membri della troupe che – affermano – non potevano prepararsi adeguatamente per il giorno successivo. «Tornavo a casa in macchina alla fine della giornata e loro dicevano: “Stiamo aggiungendo una scena, ma non è stata ancora scritta”», racconta uno di loro.

Probabilmente i dirigenti HBO e Tesfaye erano soddisfatti dei primi tagli di Seimetz e della direzione che stava prendendo la serie, secondo qualcuno. Ma quando la produzione è andata in pausa ad aprile prima che venisse girato l’episodio finale, la situazione è cambiata drasticamente: avevano fatto fuori Seimetz e Levinson stava prendendo in mano la situazione. Un report di aprile ha addossato la responsabilità “revisionista” della serie a Tesfaye, che pare fosse scontento del fatto che la storia si concentrasse troppo sul personaggio di Depp, scrive Deadline. Un’altra fonte concorda sul fatto che Tesfaye sia stato il motivo dietro lo scossone, perché voleva attenuare il discorso sul culto nella trama e trasformarla in altro, abbandonando anche la visione femminista con cui la serie veniva raccontata. «Era come se The Weeknd volesse una serie tutta su di lui, e Sam era d’accordo», spiega un’altra fonte a Rolling Stone.

Due membri della troupe affermano però che gli impegni di Tesfaye facevano sì che per lui fosse difficile essere il punto focale del progetto: «È stato molto frustrante perché stavamo lavorando duramente per girare le puntate e uscire in concomitanza con il suo concerto o comunque andare incontro alle sue esigenze. Ed è stato buttato tutto quello che abbiamo fatto». Ad aprile il set si è fermato, e le fonti interpellate credevano che la pausa fosse per riorganizzarsi e trovare una soluzione per il finale. Ma i membri del cast e della troupe affermano di essere stati parecchio sorpresi quando hanno appreso dai giornali che la serie stava prendendo un’altra direzione e Seimetz era stata fatta fuori. «Mi dispiace da morire che Amy non abbia potuto andare fino in fondo», dice un membro del cast. «Ha rischiato tutto per questo progetto, ha davvero cercato di trovare la quadratura del cerchio, solo perché il suo lavoro lavoro fosse poi sradicato e scavalcato da Sam Levinson».

Quando la produzione di The Idol è ripresa nel maggio del 2022, la maggior parte dei membri della troupe non è tornata, secondo cinque fonti legate alla produzione. «Non sono sicuro che sarei tornato, se mi fosse stato chiesto di tornare», dice una di queste. «È stato davvero difficile, mi ha segnato». Anche il cast è stato rivoluzionato, prendendo alla sprovvista alcuni degli attori meno conosciuti, che pensavano di avere la loro grande occasione e invece sono stati cancellati all’improvviso. Sono però rimasti talenti con nomi degni di nota, tra cui il cantautore Troye Sivan e Suzanna Son (già vista in Red Rocket).

Levinson ha poi aumentato ulteriormente lo star power del cast durante le riprese, con l’aggiunta di Rachel Sennott, Dan Levy, Hank Azaria, Moses Sumney e il megaproduttore Mike Dean. Arruolare Jennie delle Blackpink, superstar del K-pop, è stata una conquista enorme per Levinson. Sotto l’hashtag della serie e i trailer, i suoi fan hanno riempito le sezioni dei commenti per celebrare il suo primo ruolo da attrice. Ma i membri della troupe sostengono che Jennie ha pochissimo tempo sullo schermo e un arco narrativo irrilevante. «Parliamo di tre o quattro righe per episodio», spiega una fonte di produzione. «Non l’hanno lasciata parlare molto. In pratica il suo compito era quello di sedersi lì ed essere carina».

Lily-Rose Depp e The Weeknd in ‘The Idol’. Foto: HBO

I membri della troupe che sono rimasti affermano che il clima non era di certo migliorato e nessuno di HBO è mai intervenuto per assicurarsi che la produzione rispettasse la tabella di marcia, sostengono due voci. Quello che doveva essere uno shooting aggiuntivo di tre mesi, da maggio a luglio, si è concluso soltanto a settembre, nonostante il cast e la troupe abbiano festeggiato la fine delle riprese a luglio. E a ottobre si è girato ancora. «Ero completamente svuotato a quel punto», dice un membro della troupe. «Pensavo: “Non posso avere un lavoro che mi fa piangere ogni giorno perché dormo due ore e vengo trascinato in cento direzioni diverse, nessuno sa cosa sta facendo o cosa vuole, non sappiamo cosa stiamo girando”».

Ancora una volta, le varie fonti spiegano che le continue modifiche alla sceneggiatura sono il problema principale. Levinson aveva appena finito la produzione frenetica di Euphoria (che ha avuto i suoi ulteriori problemi) e ha continuato a lavorare con quel ritmo frenetico anche su The Idol. «C’era sempre questo senso di caos perché non sapevamo mai cosa sarebbe successo oggi, domani, o anche soltanto nella scena successiva», spiega un’altra voce della troupe. C’erano anche divisioni nella cerchia ristretta di Levinson, tra i pochi membri della crew rimasti dalle riprese di Seimetz e tra i vertici della HBO, sostengono due fonti. Un membro della produzione ha spiegato che la situazione era simile a quella che vive il figlio di genitori divorziati, cercando sempre di aggirare in punta di piedi le due parti che si fanno la guerra. Levinson avrebbe smesso di inviare le sceneggiature a HBO e ad alcuni capi dipartimento, secondo qualcuno. «Ho avuto l’impressione che l’atmosfera sul set fosse del tipo: “Cosa potrà mai fare HBO, bloccare tutto? Sì, come no. Se vogliono una terza stagione di Euphoria, mi daranno quello che voglio… Giriamo solo quello che ci va e, se non sono d’accordo, è un loro problema”», spiega.

Una delle maggiori preoccupazioni della troupe, secondo quattro fonti vicine alla produzione, era che Levinson modificasse il messaggio originale della storia, creando una storia distorta e stridente che perdeva il suo impatto. (Sebbene Tesfaye sia accreditato come co-creatore e sceneggiatore, tre membri della troupe affermano che non ha praticamente toccato una sceneggiatura durante i reshoot.) «Era partita come una serie su una donna che stava trovando se stessa dal punto di vista sessuale ed è stata trasformata in una storia su un uomo che abusa di questa donna. E lei ne è felice».

In vari punti le sceneggiature di Levinson contenevano inquietanti scene di sesso e violenza fisica tra i personaggi di Depp e Tesfaye, affermano tre persone. Nella bozza di un episodio pare ci fosse una scena in cui Tesfaye colpisce Depp in faccia e il personaggio dell’attrice sorride e chiede di essere picchiato ancora, provocando a Tesfaye un’erezione (questa sequenza però non è mai stata girata, dice la fonte). In un’altra situazione, Depp doveva mettere un uovo nella vagina e, se lo avesse lasciato cadere o lo avesse rotto, il personaggio di Tesfaye si sarebbe rifiutato di “violentarla” – il che avrebbe mandato il personaggio di Depp in paranoia, mentre lo implorava di “stuprarla” perché era convinta che fosse la chiave del suo successo. (Anche questa scena non è stata filmata perché la produzione non è riuscita a trovare un modo per girare realisticamente la scena senza che Depp dovesse inserire fisicamente l’uovo, spiega un’altra fonte.) «Leggevo e pensavo: “Ma cos’è ’sta roba?”», dice una delle fonti. «Era tipo un mezzo porno, una tortura sessuale».

The Idol | Official Teaser 2 | HBO

Due membri della troupe affermano che non è chiaro cosa finirà nel montaggio finale, perché le sceneggiature venivano cambiate quotidianamente e le scene venivano sempre girate e poi girate di nuovo. Molti dicono di non sapere cosa ne uscirà. Nonostante anche la versione di Seimetz di The Idol contenesse scene di sesso e nudità, voci dalla produzione affermano che Levinson ha aumentato di parecchio il contenuto esplicito, una scelta che sta rapidamente diventando il suo marchio di fabbrica. Per le entrambe stagioni di Euphoria, Levinson è stato criticato per aver usato spesso il nudo in maniera gratuita in una serie sugli adolescenti. Le attrici della serie starring Zendaya, tra cui Sydney Sweeney e Minka Kelly, hanno girato intorno all’argomento nelle interviste, ma hanno ammesso di aver detto di no ad alcune delle richieste di Levinson di “spingere” di più. «Ci sono momenti in cui Cassie avrebbe dovuto stare senza maglietta e io dicevo a Sam: “Non penso che sia necessario qui”. E lui, “Ok, non ce n’è bisogno”», ha detto Sweeney all’Independent. «È tutto così estremo che è come se non ci fosse alcun messaggio», dice un membro della troupe di The Idol. «Non ha senso. Stanno solo cercando di suscitare reazioni, di fare casino».

Durante la produzione guidata da Seimetz, sul set si diceva che il limite di budget di 54 milioni di dollari fosse salito a 75 milioni. Considerando i servizi d’élite – con kombucha e birra fredda alla spina – i talenti in campo e i continui ritardi dovuti ai cambiamenti giornalieri, l’importo non sembra molto lontano dalla verità. (Non è chiaro invece quale fosse il budget per la ripresa della produzione di The Idol.) Ma vedere un’intera produzione da 54-75 milioni di dollari messa da parte per il rifacimento della stessa seria, ora con un budget indicibile e risorse infinite a portata di mano, è sembrato decisamente uno spreco ad alcune persone. Un membro della troupe con esperienza decennale a Hollywood dice che, anche se spesso si sperperano soldi nell’industry, buttare via il lavoro di Seimetz su The Idol per rifare tutto è stato probabilmente «lo spreco più eclatante a cui abbia mai assistito».

La decisione sorprende ancora di più alla luce del fatto che la società madre di HBO, Warner Bros. Discovery, ha tagliato centinaia di posti di lavoro l’anno scorso con l’intenzione di ridimensionare i costi; un taglio pari a 4 miliardi di dollari. (La scorsa estate HBO e HBO Max hanno subìto una riorganizzazione interna e 70 persone sono state licenziate. La cosa più scioccante però è stata la decisione di cancellare il film Batgirl da 78 milioni di dollari già finito e che avrebbe dovuto essere trasmesso in streaming esclusivamente su HBO Max.)

Sembra che ci sia stato qualche sforzo per risparmiare sui costi durante i reshooting di The Idol, con Tesfaye che ha messo a disposizione casa sua – una villa a Bel-Air da 70 milioni di dollari – per le riprese. Le fonti ipotizzano che probabilmente abbia contribuito a compensare il costo dell’affitto dell’ex proprietà a Encino dell’attrice Alyson Hannigan, che era stato il quartier generale del culto guidato dal personaggio di Tesfaye. A settembre The Weeknd ha anche approfittato del suo After Hours Til Dawn Tour a Los Angeles per filmare una scena al Sofi Stadium, utilizzando le migliaia di fan presenti come comparse gratis. Depp è apparsa sul palco con un vaporoso abito bianco per recitare un monologo sul difficile anno appena trascorso. “Questa per me è una serata speciale perché ho l’opportunità di presentarvi l’amore della mia vita, l’uomo che mi ha tirato fuori dal buio e mi ha fatto vedere la luce”, ha detto la Jocelyn di Depp alla folla un po’ confusa prima di invitare “Tedros” (il personaggio di Tesfaye ) sul palco.

Le fonti legate alla produzione affermano che la ripresa del set ha affrontato gli stessi problemi che hanno afflitto il lavoro di Seimetz a causa delle continue riscritture della sceneggiatura. «A questo secondo giro non c’era limite», dice qualcuno. «Chi gestisce i soldi dentro HBO non sta mettendo paletti a Levinson, sapendo già che molto probabilmente ci sarà un conto multimilionario e non ci potrà fare nulla». Dopo The Idol, molti sono diventati diffidenti nei confronti di Levinson, che – dicono – si sta costruendo la reputazione di uno che creare il caos sul set. «Non lavorerei mai più per lui», dice qualcuno. «Non credo che guarderò di nuovo Euphoria dopo aver avuto a che fare con lui, sapendo anche come tratta la sua troupe».

«È stato un bell’esempio di quanto Levinson possa davvero spingere con HBO. E continueranno a coprirlo, perché porta soldi», sostiene qualcun altro. «Può andare avanti senza problemi e tutti vogliono ancora lavorare con lui. Le persone ignorano i campanelli d’allarme e lo seguono a prescindere».

Da Rolling Stone US